Addestrare assassini: la Marina Americana e le sue connessioni con Gladio

Scritto da: Federico Carbone

Nel luglio del 1975 emersero sconvolgenti accuse riguardanti il coinvolgimento della Marina degli Stati Uniti nell’addestramento di assassini. Il tenente comandante Thomas Narut, uno psicologo della Marina, rivelò dettagli a una conferenza della NATO a Oslo, Norvegia, che suggerivano come la Marina stesse condizionando individui per operazioni di commando e missioni coperte. Queste rivelazioni portarono a significative controversie e smentite dal Pentagono. Tuttavia, le implicazioni di un tale programma, se vero, sono profonde, specialmente considerando le possibili connessioni con l’Operazione Gladio, un’operazione segreta della NATO durante la Guerra Fredda.

Vista aerea del Pentagono a Washington DC, Stati Uniti d’America.

Le Accuse del Tenente Comandante Thomas Narut

Durante la conferenza della NATO, il dottor Narut descrisse un programma in cui individui, inclusi assassini condannati e soldati con personalità passive-aggressive, venivano desensibilizzati alla violenza attraverso l’esposizione a film sempre più orribili. Questo addestramento, volto a creare assassini efficienti e distaccati, si svolgeva presumibilmente presso i Navy Neuropsychiatric Laboratories di San Diego e l’ospedale della Marina degli Stati Uniti a Napoli, Italia. Narut affermò che i candidati venivano condizionati a vedere i loro potenziali obiettivi come subumani, facilitando la loro capacità di uccidere senza rimorso.

La Smentita del Pentagono

Il Pentagono emise rapidamente una smentita categorica di queste accuse. Un portavoce della Marina a Washington dichiarò che verifiche approfondite con le strutture di Napoli e San Diego confermarono che tale addestramento non era mai avvenuto. Nonostante ciò, la controversia persisteva, alimentata dalla misteriosa scomparsa di Narut subito dopo le sue rivelazioni e i suoi successivi commenti limitati, suggerendo che avesse parlato in termini teorici piuttosto che pratici.

Possibile Connessione con l’Operazione Gladio

L’Operazione Gladio era un’iniziativa segreta della NATO, progettata per preparare e mantenere eserciti clandestini in Europa occidentale al fine di contrastare una potenziale invasione sovietica. Questi eserciti stay-behind erano coinvolti in varie attività coperte tra cui sabotaggi, guerriglia e raccolta di informazioni. Ci sono stati sospetti di lunga data e alcune documentazioni di operativi di Gladio coinvolti in terrorismo domestico e manipolazioni politiche all’interno dei paesi europei.

Le accuse riguardanti il programma di addestramento della Marina sollevano interessanti possibilità di una connessione con l’Operazione Gladio. Se la Marina stava realmente addestrando assassini, questi operativi avrebbero potuto essere destinati a missioni legate a Gladio? Il focus sul condizionamento psicologico e la desensibilizzazione si allinea con il tipo di operativi rigorosi e moralmente flessibili richiesti per le missioni clandestine e spesso ambigue, tipiche delle operazioni di Gladio.

Il Presidente degli Stati Uniti Richard Nixon accoglie il Presidente del Consiglio dei ministri Giulio Andreotti presso la Casa Bianca il 17 aprile 1973.

Prospettiva Criminologica

Da una prospettiva criminologica, il presunto programma di addestramento riflette una combinazione di manipolazione psicologica e condizionamento comportamentale, spesso osservata negli studi su serial killer e terrorismo sponsorizzato dallo Stato. La desensibilizzazione attraverso l’esposizione a immagini violente è un metodo noto per ridurre l’empatia e aumentare l’aggressività, tratti cruciali per operativi coinvolti in missioni di assassinio. Questo metodo è parallelo alle tecniche utilizzate in certi esperimenti di lavaggio del cervello e condizionamento, come quelli del programma MKUltra della CIA, che cercava di esplorare i limiti del controllo psicologico.

L’impatto psicologico sugli individui sottoposti a tale addestramento può essere profondo. Studi in criminologia suggeriscono che l’esposizione ripetuta alla violenza può portare a disturbi dissociativi, in cui gli individui si distaccano dalla realtà, rendendoli capaci di compiere atti che altrimenti troverebbero ripugnanti. Questo distacco è un elemento cruciale per creare assassini efficaci che possono portare a termine le loro missioni senza esitazione o conflitto morale.

Implicazioni Etiche e Legali

Le implicazioni etiche di un tale programma sono significative. Addestrare individui a uccidere su comando solleva non solo questioni morali, ma sfida anche le leggi e le convenzioni internazionali riguardanti la condotta della guerra e il trattamento dei prigionieri. L’uso di assassini condannati per tale addestramento complica ulteriormente il panorama etico, poiché implica lo sfruttamento di individui già giudicati colpevoli di crimini efferati per operazioni potenzialmente illegali.

Legalmente, se queste accuse fossero provate, costituirebbero gravi violazioni sia delle leggi statunitensi che di quelle internazionali. Le Convenzioni di Ginevra, per esempio, proibiscono esplicitamente il reclutamento e l’uso di criminali condannati in operazioni militari. Inoltre, la manipolazione psicologica e il possibile lavaggio del cervello coinvolti in tale addestramento potrebbero essere considerati violazioni dei diritti umani.

Le implicazioni di un tale programma di addestramento sono significative. Suggerisce un livello di operazioni coperte e manipolazione psicologica che va oltre l’addestramento militare tradizionale. Il condizionamento di individui a diventare assassini distaccati ed efficienti, potrebbe avere avuto impatti profondi non solo sugli obiettivi di tali operazioni, ma anche sugli stessi operativi, sollevando preoccupazioni etiche e psicologiche.

Inoltre, la connessione con l’Operazione Gladio mette in evidenza l’estensione della paranoia della Guerra Fredda e le misure estreme che la NATO e le forze alleate erano disposte a prendere per contrastare le minacce sovietiche percepite. Sottolinea un periodo della storia caratterizzato da segretezza intensa, operazioni coperte e manovre geopolitiche che spesso sfumavano i confini tra difesa e aggressione.

Le accuse fatte dal tenente comandante Thomas Narut nel 1975, nonostante le smentite del Pentagono, aprono una finestra sul mondo oscuro delle operazioni coperte dell’era della Guerra Fredda. Che siano direttamente collegate all’Operazione Gladio o meno, la semplice suggestione di un programma della Marina per addestrare assassini evidenzia le misure estreme considerate durante questo periodo. Questo argomento rimane un potente promemoria dei dilemmi morali ed etici inerenti allo spionaggio e alle operazioni militari coperte.

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  • Federico Carbone

    Criminologo esperto in scienze forensi, criminologia investigativa e criminal profiling, pedagogia giuridica, psicopedagogia forense e valutazione della pericolosità sociale, scienze penalistiche, educatore socio-pedagogico e giornalista pubblicista, direttore di comunità.Profondo conoscitore delle trame italiane del periodo che va dalla fine degli anni Ottanta alla metà degli anni Novanta.Consulente della famiglia Mandolini.

2 Commenti

  1. Riccardo Sindoca

    Trovo questo articolo interessante e molto significativo , poiché pone in evidenza molto bene l’eterno dilemma del
    ‘Potere’ e dell’etica reale e non di mera facciata che lo contraddistingue . Il dott Carbone fa sì che ci si interroghi su di una delle tante sfaccettature del Potere ,ovviamente quella che mai vien posta in eventuale evidenza , oppure che ‘sbagliando’ , proprio in una prospettiva ontologica, banalmente taluni possano fin ritenere scontata . Le convenzioni purtroppo abbiamo sovente dovuto prendere atto che vengano considerate in dottrine al fine e che le ostilità ‘non conoscano convenzione ‘ma d’altronde già che si parli di ‘economie di guerra’ con leggerezza e poco pudore , la dice lunga , visto che il movente per cui si sacrificano vite umane e’sempre economico anche se ‘mascherato ‘ da altre componenti come quella ‘ideologica ‘ . Questo mi basta per non scandalizzarmi poi nel poter prendere atto che vi siano stati anche ‘programmi ‘ , come quelli cennati ..per assurdo
    è proprio anche innanzi alle belligeranze odierne , cruente e che mietono miglia di vittime civili e non solo obiettivi precisi e strategici , intesi anche di natura ‘umana ‘‘ ed a mano di potenziali killer : mi domando se nel terzo millennio si possa ancora ‘sperare in un etica bellica ‘ ….Il Potere annovera l’etica nel proprio sviluppo e consolidamento ? A me pare che dal micro al macro sia sempre e solo la logica del profitto a dominare e ad essere riconosciuta dal Potere. Trovo invero che sia lodevole ed importante poter leggere quanto perché la conoscenza e’sempre l’unico vettore utile affinché la coscienza collettiva venga sollecitata a riflettere , posto che senza riflessione non possa esserci nemmeno alcuna speranza per un ‘pensare diverso ‘ e magari chissà ..poter perfino porre delle basi che possano fondare una nuova pedagogia dei conflitti ..utopia ? Forse . PS chiedo venia se vi troverete dei refusi ma
    sto scrivendo con il palmare e non riesco a rileggere

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    • Gianluca Zanella

      Grazie Riccardo

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