Alberto Stasi e Marco Panzarasa: basta con le bufale

Scritto da: Gianluca Zanella
7 Maggio 2025

Messaggi cancellati, misteriose telefonate e un ritorno repentino a Garlasco per aiutare l’amico in difficoltà: sul rapporto tra Alberto Stasi e Marco Panzarasa si torna a parlare senza conoscere i fatti, propalando fake news pericolose che riaprono vecchie ferite. Forse è il momento di fare chiarezza una volta per tutte e di smascherare i corsari dell’informazione un tanto al chilo…

Alberto Stasi esce dal palazzo della Corte di Cassazione al termine dell’udienza per l’omicidio di Chiara Poggi. Roma, 17 aprile 2013.

È molto facile dare fiato alle trombe, soprattutto se si cerca il sensazionalismo piuttosto che la verità dei fatti. Scavare tra i documenti costa fatica, gridare “al lupo” è semplice e all’inizio divertente, ma prima o poi – come insegnano le fiabe – non ti crede più nessuno.

La bufala degli SMS cancellati

Immancabilmente, ogni volta che affrontiamo il caso di Garlasco, nei commenti ai nostri video, articoli, dirette, qualcuno chiede “perché non parlate dei messaggi scambiati e cancellati tra Stasi e l’amico Marco Panzarasa???“. Già, perché non ne parliamo? Perché è una bufala, fatta e finita. E allora perché abbiamo deciso di parlarne? Perché ultimamente sono comparsi dei video su YouTube dove si affronta il tema, facendo non pochi errori e, di conseguenza, diffondendo disinformazione. E allora, prendetevi qualche minuto, vi raccontiamo come sono andati i fatti. Quelli veri.

Intanto, qualche informazione preliminare non guasta: innanzi tutto, il telefono di Alberto Stasi non fu mai sequestrato, quindi non si capisce come si possa dire che qualcosa fu cancellato. Viceversa, Stasi consegnò spontaneamente il telefono quando gli venne chiesto dai periti della Procura Roberto Porta e Daniele Occhetti, ovvero nel 2009 (due anni dopo l’omicidio di Chiara Poggi). Noi la perizia ce l’abbiamo, l’abbiamo letta attentamente. Non si parla di alcun messaggio cancellato. Ma c’è di più: nessuno chiese mai ad Alberto Stasi cosa contenessero – semmai fossero esistiti – gli SMS in questione. E allora perché in tanti parlano di SMS cancellati? Davvero un mistero.

La “serrata triangolazione di messaggi”

Probabilmente chi oggi parla di questo argomento, a voler apertamente sottolineare un comportamento anomalo da parte di Alberto Stasi e dei suoi amici, Marco Panzarasa e Simone Piazzon, lo fa attingendo alla memoria redatta dal Procuratore generale Laura Barbaini nel corso del primo processo di appello, ed esposta nell’udienza del 22 novembre 2011. Dopo una prima assoluzione nel 2009, la procura generale di Milano, nella persona della dott.ssa Barbaini, ricorre in appello. Anche in questo caso, Alberto Stasi viene assolto (6 dicembre 2011). Fatta questa premessa, torniamo alla memoria della Barbaini.

In quelle pagine, il Procuratore generale sosteneva vi fosse un “problema non spiegato dai protagonisti”, ovvero le chiamate intervenute con Panzarasa, il messaggio inviato a Piazzon e il ritorno – indicato come frettoloso – di Panzarasa a casa dalle vacanze. “Tale dato – scrisse la difesa di Stasi in risposta a quella memoria – ha lasciato francamente stupiti sia perché fondato su elementi non rispondenti al vero, sia perché mai nessuno aveva richiamato tale dato, che non è mai stato considerato da nessuno come anomalo”. E in effetti, la difesa non aveva tutti i torti: i due contatti telefonici tra Stasi e Panzarasa, infatti, avvengono la sera dell’11 agosto. Non solo è riscontrabile nei tabulati, ma lo stesso Alberto Stasi ne parla senza problemi nelle SIT. 

Il messaggio inviato a Simone Piazzon, invece, risale alle ore 2.04 del 12 agosto 2007, ovvero nella notte tra l’11 e il 12 agosto. “Se effettivamente si fosse verificata l’emergenza che la Procura Generale ipotizza nella sua memoria – scrive la difesa di Stasi nella sua memoria – l’intervento di Marco Panzarasa sarebbe dovuto avvenire nella giornata del 12 agosto 2007, posto che i contatti telefonici, la “serrata triangolazione di comunicazioni e messaggi”, come viene definita dal Procuratore Generale, si sono verificati tra l’11 e il 12 agosto e non tra il 12 e il 13 agosto“.

Nessuna emergenza, dunque. Ma solo la suggestione di un’accusa che poi non troverà terreno fertile per una condanna. Aggiungiamo poi un po’ di contesto, a supporto di quello che stiamo affermando: che quei contatti telefonici ed SMS non fossero riferiti a un’emergenza lo dimostra il fatto che Chiara e Alberto abbiano passato la giornata del 12 agosto, a partire dal pomeriggio, insieme. Proprio quel giorno, Alberto invia alla fidanzata un SMS dal tono affettuoso: nessuna anomalia, quindi.

Il messaggio misterioso

Ma torniamo alla presunta cancellazione dei messaggi, perché da qualche parte i vari blogger e YouTuber devono pur aver preso spunto. In effetti, la dott.ssa Barbaini afferma che vi siano messaggi cancellati tra Stasi e Panzarasa, ma non è mai stato chiarito da dove abbia tratto questa informazione, dal momento che la stessa perizia che abbiamo letto noi, era quella tra le mani del Procuratore generale nel momento in cui redigeva la sua memoria. E lo confermiamo: lì dentro non si parla di SMS cancellati.

La Barbaini fa riferimento a una nota dei carabinieri del 9 gennaio 2008, in cui – appunto – si parlerebbe di questo SMS scambiato con l’amico Panzarasa. Riportiamo a questo punto un altro stralcio della memoria difensiva che fa chiarezza sul punto: “Con riferimento a tale nota è necessario fare due considerazioni che confermano l’infondatezza di quanto sostenuto dal PG [Procuratore generale, ndr]: da un lato, nella annotazione non si parla assolutamente di avvenuta cancellazione, ma si evidenzia solo che di tale messaggio Alberto non abbia mai parlato nelle SIT, come se riferire tale dato, relativo tra l’altro a due giorni prima [del delitto, ndr], fosse più importante che dare utili informazioni su quanto appena scoperto, ovvero il corpo della propria fidanzata priva di vita. Ciò comunque non viene nella maniera più assoluta evidenziato come anomalia nella condotta di Alberto Stasi”.

E ancora: “Dall’altro lato occorre rammentare che il cellulare di Alberto Stasi non è mai stato sequestrato ed è stato spontaneamente consegnato durante le operazioni peritali; ciò significa che quando la nota è stata redatta (9 gennaio 2008) gli inquirenti non disponevano del cellulare di Stasi: se l’SMS fosse stato considerato indice di anomalia, sicuramente si sarebbe provveduto al suo immediato sequestro, tentando contestualmente di ottenere i tabulati telefonici con il contenuto dell’SMS”.

E allora di cosa si parlava in questo SMS? La risposta, in questo caso, la troviamo in un verbale di SIT [sommarie informazioni testimoniali] in cui a parlare è proprio Marco Panzarasa. Lui e Alberto sono amici da molti anni: si sono conosciuti all’oratorio di Garlasco, hanno frequentato lo stesso liceo. Poi l’università: Alberto a Milano, Marco a Pavia. Ma il rapporto regge lo stesso, e infatti i due partono insieme a Londra nel luglio 2007, per un periodo di studio. Panzarasa viene sentito in diverse occasioni: la prima il 13 agosto 2007, dopo essere stato contattato da Stefania Cappa su richiesta dei carabinieri; la seconda volta è il 30 agosto del 2007; poi il 22 febbraio 2008. In questa ultima occasione, i carabinieri chiedono conto del messaggio inviatogli da Alberto l’11 agosto 2007, mentre Marco si trovava in vacanza a Borghetto Santo Spirito, in provincia di Savona.

Panzarasa consegna il telefono ai carabinieri, che lasciano a verbale il contenuto del messaggio: “L’ufficio dà atto che il Panzarasa esibisce il cellulare NOKIA a lui in uso […] sulla cui rubrica  risulta un sms […] mittente Haldo [così era salvato Alberto Stasi, ndr] dell’11-08-2007 alle ore 13,28, il cui testo è il seguente: “hi old. Se stasera esci mi porti la cartolina che ho dimenticato nella tua valigia? Ciao”. Non si tratta di un messaggio in codice (lo scriviamo a beneficio di chi vorrà cavalcare l’onda del complotto), ma davvero di una cartolina che Stasi, per non rovinarla nello zaino, aveva lasciato a Panzarasa prima di partire da Londra, affinché la mettesse in valigia. E lì era rimasta, dimenticata fino all’11 agosto, quando Stasi, non sapendo che l’amico non si trovava a Garlasco, gli scrive. Il fatto che non lo sapesse è certificato anche dalla telefonata effettuata la sera stessa dell’11 agosto, quando Alberto reitera a voce la richiesta, ricevendo in risposta dall’amico che riavrà la sua cartolina il 13 agosto, data di rientro prevista dal Panzarasa. Il dettaglio della cartolina non è nuovo, Panzarasa ne aveva già parlato la prima volta in cui viene sentito, e lo ripeterà un’ultima volta anche il 25 luglio 2014, nel corso del processo di appello bis (quando Stasi verrà condannato), di fronte al Procuratore generale Barbaini. Stessa identica versione, nessun mistero, nessuna contestazione da parte degli inquirenti.

Il ritorno repentino di Panzarasa

Torniamo alla memoria del Procuratore generale nel primo processo di Appello. La Barbaini sostiene che un altro indice di sospetto nei confronti di Panzarasa è il suo rocambolesco ritorno a Garlasco proprio nel giorno dell’omicidio. Anche in questo caso, però, c’è una spiegazione fornita in diverse occasioni da Panzarasa e confermata dalla sorella. Per praticità, leggiamo la memoria difensiva degli avvocati di Stasi:

“La semplice lettura delle sommarie informazioni citate dallo stesso Procuratore Generale smentisce quanto ipotizzato: nessuna delle persone che erano insieme a Marco Panzarasa a Borghetto S. Spirito (Poggi Andrea, Piazzon Simone, Cresci Filippo e Fasani Matteo) ha affermato quanto sostiene il PG, ovvero che Marco Panzarasa sia fuggito la mattina del 12 agosto 2007, senza un apparente motivo, affrettando il suo rientro. Marco Panzarasa ha spiegato che il suo rientro era già previsto per la giornata di domenica 12 agosto, in quanto doveva studiare in vista della tesi di dottorato; ciò che ha omesso di riferire il PG è che Panzarasa aveva già programmato di andare in Spagna dal 20 al 30 agosto 2007 e quindi lo spazio per prepararsi si riduceva”. In realtà, Panzarasa non tornerà quella domenica, ma partirà il giorno dopo, lunedì. Leggiamo ancora un passaggio della memoria difensiva:

“La sorella di Marco Panzarasa, sentita in data 20 settembre 2007, ha affermato: “Preciso che solo mio fratello sarebbe rientrato in Garlasco il 13 pomeriggio utilizzando il servizio ferroviario. (…)” e più avanti: “Ribadisco che mio fratello aveva programmato la sua permanenza in Borghetto Santo Spirito (SV) dall’11 al 13 agosto 2007 indipendentemente dalla circostanza che i suoi amici sarebbero ivi rimasti per altri giorni. Il motivo di questa sua decisione è da ricercarsi nella sua volontà di riprendere gli studi atteso che in data 22.10.2007 deve sostenere il dottorato di ricerca presso l’università di Pavia e che dal 20 al 30 agosto 2007 aveva programmato da mesi una vacanza in Spagna”.

Nessuna fuga. Nessun rocambolesco tentativo di giungere a Garlasco per aiutare – non si capisce bene in che modo – Alberto Stasi. Certo, adesso qualcuno potrebbe dire che Panzarasa, sua sorella, tutti i suoi amici abbiano mentito. Ma allo stato attuale nulla porta in questa direzione, nessuno è mai stato accusato di falsa testimonianza. La conclusione della memoria difensiva è particolarmente esemplificativa: “non si riesce a trovare il colpevole, ma nel frattempo si stanno cercando i complici!”. 

Noi aggiungiamo che, a tanti anni di distanza, e con una nuova indagine in corso, tornare su questi dettagli, propalando informazioni sbagliate, quando non addirittura false, è qualcosa che lascia senza parole. Se l’intento è quello di fare informazione, che almeno venga fatta bene. Se l’intento è quello di fare visualizzazioni, allora il modo – per quanto opinabile – è giusto. Ma non porterà lontano.

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Autore

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  • Nasce a Roma. Editor e agente letterario, collabora dal 2015 con alcune tra le principali realtà editoriali italiane. Già collaboratore e inviato per AISE (Agenzia internazionale stampa estera), dal 2021 al 2023 collabora con il Giornale.it occupandosi di inchieste, nel 2024 è stato redattore di InsideOver. È l'ideatore del format di informazione indipendete DarkSide - Storia Segreta d'Italia e presidente dell'Associazione Culturale DarkSide.

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2 Commenti

  1. nadia de santis

    Siete proprio bravissimi, di una precisione stupefacente. Grazie del vostro impegno, non ora ma successivamente provvederò a collaborare economicamente. Siete i più bravi e seri, vi seguo. Vi ho conosciuto da poco ma non vi perderò. Grazie molte.

    Rispondi
    • Gianluca Zanella

      Grazie mille Nadia

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2 Commenti

  1. nadia de santis

    Siete proprio bravissimi, di una precisione stupefacente. Grazie del vostro impegno, non ora ma successivamente provvederò a collaborare economicamente. Siete i più bravi e seri, vi seguo. Vi ho conosciuto da poco ma non vi perderò. Grazie molte.

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    • Gianluca Zanella

      Grazie mille Nadia

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