Andrea Sempio, lo scontrino e l’abbaglio dei suoi avvocati

Scritto da: Gianluca Zanella
1 Maggio 2025

Gli avvocati di Andrea Sempio, Massimo Lovati e Angela Taccia, affermano con sicurezza che quello dello scontrino è un affare ormai superato: non è un alibi, non vuol dire nulla. Ma sbagliano di grosso. Per capire cosa rappresentasse quello scontrino presentato ai carabinieri da Sempio, bisogna contestualizzarlo al 2008.

Andrea Sempio esce dalla caserma dei Carabinieri Montebello di via Vincenzo Monti accompagnato dai suoi avvocati, Milano 13 Marzo 2025.

In diverse occasioni, di fronte alle telecamere, i legali di Andrea Sempio – Massimo Lovati e Angela Taccia – rispondendo ai giornalisti riguardo la questione dello scontrino presentato dal loro assistito nel 2008, affermano con grande sicurezza che “quello scontrino non vuol dire niente, non è un alibi”. L’ultima volta che l’hanno affermato, in ordine temporale, è stata nel corso del programma Rai2 Linea di confine. Peccato che questo non sia vero. Quello scontrino non è più un alibi. E ora vi spieghiamo il perché.

Le indagini preliminari e la perizia di Marco Ballardini

Nel corso delle indagini preliminari condotte dalla Procura di Vigevano, sotto la direzione della dott.ssa Rosa Muscio, viene incaricato di effettuare l’autopsia sul corpo di Chiara Poggi il professor Marco Ballardini, il quale, il 5 novembre 2007, consegna la sua relazione di consulenza tecnica sulle cause della morte di Chiara, un documento di 40 pagine. A pag. 37 della perizia si legge: “L’epoca della morte si porrebbe […] alle ore 11-11,30 circa”.

Abbiamo poi l’integrazione dell’11 settembre 2008, nella quale Ballardini contesta la perizia del consulente tecnico della difesa di Alberto Stasi, prof. Francesco Avato, che aveva retrodatato la morte tra le 9 e le 10. Al termine delle 4 pagine si legge “Per i motivi discussi, confermiamo le nostre precedenti conclusioni in materia: la morte di POGGI Chiara è da collocarsi in un intervallo di tempo compreso tra le ore 10.30 e le ore 12 del 13.08.2007, con maggior “centratura” intorno alle ore 11-11,30″.

E poi quella del 2 marzo 2009, in cui, di nuovo rispondendo a una perizia del prof. Avato, Ballardini scrive “riteniamo di poter confermare quanto già argomentato nelle procedenti osservazioni da noi formulate l’11.09.2008”.

Il cambio di prospettiva poi operato con una mirabolante acrobazia da Ballardini nel settembre 2009, quando uscì fuori che Alberto Stasi non aveva mentito sul suo alibi e che nell’orario di morte ipotizzato si trovava a casa sua a lavorare alla tesi di laurea, per ora non ci interessa. Restiamo alla perizia e alle due integrazioni. Perché sono importanti? Perché rappresentano la convinzione della Procura tra il 2007 e buona parte del 2009: Chiara Poggi è stata uccisa tra le 10.30 e le 12, con maggiore “centratura” tra le 11 e le 11.30.

Lo scontrino di Andrea Sempio

E ora veniamo ad Andrea Sempio: l’attuale indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, prima di finire sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti e dell’opinione pubblica, viene sentito a sommarie informazioni testimoniali dai carabinieri di Pavia due volte: il 18 agosto 2007 (quando gli viene chiesto conto delle tre chiamate a casa Poggi nei pomeriggi del 7 e 8 agosto 2013) e il 4 ottobre 2008. In questa occasione, come ormai ampiamente noto, Sempio consegna di sua spontanea volontà il famoso scontrino, emesso alle ore 10.18 del 13.08.2007 e con una validità fino alle 11.18.

Lo scontrino consegnato spontaneamente da Andrea Sempio.

Perché lo fa? Semplice: per dimostrare il suo alibi nell’arco orario ipotizzato dalla Procura di Pavia come quello in cui avvenne l’omicidio. Non ci vuole molto a capirlo. Lo dicono anche i suoi genitori, sia quando vengono sentiti a SIT, sia nel corso di diverse interviste rilasciate nel tempo. E allora per quale ragione gli avvocati di Sempio, Massimo Lovati e Angela Taccia, sostengono in ogni occasione possibile che “quello dello scontrino non significa nulla, non è un alibi”?

Forse non sanno che quello che dicono è sbagliato. Probabilmente non hanno avuto il tempo materiale di leggersi gli atti delle indagini preliminari. Altrimenti non si spiega una tale disinvoltura nell’affermare qualcosa che rischia di ritorcersi clamorosamente contro al loro assistito. Quello scontrino non è un alibi oggi, considerando quanto emerso nel corso di oltre 16 anni. Ma quello scontrino va contestualizzato al 4 ottobre 2008, quando fu estratto magicamente dal cilindro.

Ci preme anche sottolineare che non ci sono prove – allo stato attuale – che quello scontrino sia effettivamente stato prelevato da Andrea Sempio. Su quel pezzetto di carta c’è solo un’indicazione oraria. Non c’è un numero di targa e non sappiamo se le immagini delle telecamere dell’epoca abbiano effettivamente ripreso Sempio in quel parcheggio. Anche questo è un aspetto che speriamo venga chiarito nel corso delle nuove indagini.

Intanto, ci sentiamo molto umilmente di dare un consiglio non richiesto ai legali dell’indagato: se davvero volete fare l’interesse del vostro assistito, meno circo mediatico, più tempo speso sulle sudate carte.

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  • Nasce a Roma. Editor e agente letterario, collabora dal 2015 con alcune tra le principali realtà editoriali italiane. Già collaboratore e inviato per AISE (Agenzia internazionale stampa estera), dal 2021 al 2023 collabora con il Giornale.it occupandosi di inchieste, nel 2024 è stato redattore di InsideOver. È l'ideatore del format di informazione indipendete DarkSide - Storia Segreta d'Italia e presidente dell'Associazione Culturale DarkSide.

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8 Commenti

  1. Sax

    Caro Gianluca, innanzitutto: COMPLIMENTI! Sei un GRANDE. Mi permetto sommessamente di aggiungere: Che la procura, OGGI, sta affrontando l’indagine con occhi diversi. Quei famosi 23 minuti (minuti in cui viene disattivato allarme a casa Poggi e Stasi accende PC) potrebbero, oggi, non essere INDICATIVI. Gli avvocati di Sempio, quindi, sbagliano 2 volte nelle loro dichiarazioni.

    Rispondi
    • Gianluca Zanella

      Ciao Sax, grazie mille. Hai perfettamente ragione

      Rispondi
  2. Alessio Mancini

    Potrebbe darsi che intendano dire che quello scontrino non è un alibi, andando comunque contro il loro assistito, perché appunto non è certo che lo scontrino sia stato prelevato da Andrea Sempio quella mattina a quell’ora. Potrebbe averlo procurato la madre per tutelare il figlio. Magari la madre di Andrea, lo ha procurato grazie ad “Antonio …” ex vigile del fuoco in pensione, testimone saltato fuori ieri?

    Rispondi
  3. Manuela

    Ciao Gianluca! Intanto complimenti per i tuoi contenuti ed il tuo stile di fare giornalismo! Sto seguendo con grande interesse il caso di Garlasco: farai un approfondimento su Antonio, l’ex pompiere, personaggio spuntato di recente? O meglio, la cui identità è stata svelata di recente.

    Rispondi
    • Gianluca Zanella

      Ciao Manuela, grazie mille. Vediamo, stiamo monitorando il tema

      Rispondi
  4. Allissa de Pellegrin

    Gianluca? Ti adoro, ma:
    – (sul video che hai caricato due giorni fa): il contenuto della chiavetta non è “inedito” – anzi! Si tratta di articoli “editi”!! Quello che è “inedito”, se proprio vogliamo, è la rivelazione del suo contenuto.
    – (sull’articolo qui sopra): “L’ultima volta che l’hanno affermato, in ordine temporale (…)”. Ma certo che “l’ultima volta” è “in ordine temporale”!!

    Dai… attenzione a queste cose, che ti vogliamo tra i grandi! Te lo meriti!

    Rispondi
    • Gianluca Zanella

      Si, grazie. Pare che non fossero parenti

      Rispondi

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8 Commenti

  1. Sax

    Caro Gianluca, innanzitutto: COMPLIMENTI! Sei un GRANDE. Mi permetto sommessamente di aggiungere: Che la procura, OGGI, sta affrontando l’indagine con occhi diversi. Quei famosi 23 minuti (minuti in cui viene disattivato allarme a casa Poggi e Stasi accende PC) potrebbero, oggi, non essere INDICATIVI. Gli avvocati di Sempio, quindi, sbagliano 2 volte nelle loro dichiarazioni.

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    • Gianluca Zanella

      Ciao Sax, grazie mille. Hai perfettamente ragione

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  2. Alessio Mancini

    Potrebbe darsi che intendano dire che quello scontrino non è un alibi, andando comunque contro il loro assistito, perché appunto non è certo che lo scontrino sia stato prelevato da Andrea Sempio quella mattina a quell’ora. Potrebbe averlo procurato la madre per tutelare il figlio. Magari la madre di Andrea, lo ha procurato grazie ad “Antonio …” ex vigile del fuoco in pensione, testimone saltato fuori ieri?

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  3. Manuela

    Ciao Gianluca! Intanto complimenti per i tuoi contenuti ed il tuo stile di fare giornalismo! Sto seguendo con grande interesse il caso di Garlasco: farai un approfondimento su Antonio, l’ex pompiere, personaggio spuntato di recente? O meglio, la cui identità è stata svelata di recente.

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    • Gianluca Zanella

      Ciao Manuela, grazie mille. Vediamo, stiamo monitorando il tema

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  4. Allissa de Pellegrin

    Gianluca? Ti adoro, ma:
    – (sul video che hai caricato due giorni fa): il contenuto della chiavetta non è “inedito” – anzi! Si tratta di articoli “editi”!! Quello che è “inedito”, se proprio vogliamo, è la rivelazione del suo contenuto.
    – (sull’articolo qui sopra): “L’ultima volta che l’hanno affermato, in ordine temporale (…)”. Ma certo che “l’ultima volta” è “in ordine temporale”!!

    Dai… attenzione a queste cose, che ti vogliamo tra i grandi! Te lo meriti!

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    • Gianluca Zanella

      Si, grazie. Pare che non fossero parenti

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