Ci sono storie che il mare inghiottisce nelle sue profondità. La verità fa fatica a riemergere dall’oscurità, la zavorra che vi si è aggrappata è troppo pesante. Quella del Bayesian è una di queste. Perché è affondato il Bayesian? Un evento atmosferico può aver provocato il ribaltamento dello yacht, ma come si spiega il black-out energetico? L’acqua era già entrata nello scafo prima della tempesta? Tentiamo di mettere in fila gli eventi…

Il Bayesian.
Non abbiamo la pretesa di spiegare perché il Bayesian sia affondato. Non abbiamo avuto accesso al relitto, né agli appunti ufficiali delle indagini in corso. Questo scritto non è un verdetto: è una riflessione. Un tentativo di mettere in fila gli elementi che, secondo quanto possiamo acquisire, hanno preceduto e forse contribuito a una tragedia.
L’intento non è giudicare, ma comprendere. Analizzare ciò che sappiamo – dai video, dai dati meteo, dalle immagini – e provare a ricostruire un nesso logico tra l’evento atmosferico che ha colpito il superyacht a vela e l’affondamento che ne è seguito. Come chi osserva le orme sulla sabbia dopo una tempesta, vogliamo solo capire la direzione del passo, anche se il viandante è ormai lontano. Perché a volte, capire come accade qualcosa, ci aiuta a dare senso anche a ciò che non possiamo cambiare.
Inutile nasconderci dietro un dito, c’è una domanda che funge da linea guida all’analisi: è possibile che il Bayesian sia stato affondato? Nel porci questa domanda abbiamo cercato di pensare a quali casi possano aver ispirato una simile manovra di ingegneria del male, li abbiamo pensati con l’intento di demolirli pezzo pezzo. Non bisogna andare poi così lontano per individuare un caso simile, seppur tecnicamente diverso. Il caso è quello verificatosi sul Lago Maggiore, quando una barca da diporto utilizzata per un trasporto privato è stata colpita da un mini-tornado nel tardo pomeriggio del 28 maggio 2023. A bordo vi erano oltre venti persone, tra cui agenti dei servizi segreti italiani e del Mossad. Anche qui, il fenomeno atmosferico è stato rapido e intenso, ma la vulnerabilità era di natura diversa: la barca era sovraccarica rispetto alla sua stazza e non risultano adottate misure di emergenza tempestive. Una dinamica, forse, che può aver “ispirato”.
Il contesto meteorologico: cos’è un downburst
Il giorno dell’incidente, una cella temporalesca intensa ha generato un fenomeno noto come downburst. Si tratta di una colonna d’aria fredda che precipita violentemente verso il suolo (o in questo caso verso il mare), accelerando e disperdendosi orizzontalmente. Il risultato è una raffica di vento estremamente forte, di breve durata, ma ad altissima intensità.
Nel caso del Bayesian, si stima che la raffica possa aver superato i 60 nodi (più di 110 km/h), colpendo la barca con una forza improvvisa e concentrata. A differenza di una burrasca classica, il downburst è difficile da prevedere con precisione e si manifesta in pochi secondi, lasciando pochissimo tempo per reagire. Sebbene l’evento atmosferico sia di difficile localizzazione il primo quesito da porsi è, quali sono state le allerte meteo diramate?
Un contributo cruciale alla comprensione del fenomeno atmosferico che ha preceduto l’affondamento del Bayesian è offerto dallo studio accademico “The Bayesian sinking in Porticello: a predictable convective windstorm?”, pubblicato ad aprile 2025 sulla rivista Weather . A firmarlo è un team interdisciplinare guidato da Francesco De Martin, con esperti dell’Università di Bologna, CNR‑ISAC, ARPA e ItaliaMeteo. Lo studio analizza il downburst convettivo che ha colpito la baia di Porticello il 19 agosto 2024, ore 02:06 UTC (04:06 ora locale), servendosi di dati radar, modelli ad alta risoluzione e strumenti di nowcasting.
I ricercatori ricostruiscono l’evoluzione della cella temporalesca responsabile del vento discendente che potrebbe aver causato l’inclinazione irreversibile dello yacht. Il lavoro evidenzia che il sistema convettivo era in parte prevedibile con tecnologie disponibili (come i radar Doppler e i modelli LAMI e WRF a 1 km), ma che la mancata emissione di allerta a breve termine rappresenta un punto critico nella catena di prevenzione. L’analisi evidenzia inoltre un picco di raffica oltre i 60 nodi (circa 110 km/h) in prossimità del punto d’impatto, e una variazione verticale dei venti compatibile con un microburst dry‑wet, un fenomeno che a quanto parrebbe è spesso sottovalutato nei bollettini ordinari.
Stato degli avvisi ufficiali prima dell’impatto
Il fenomeno atmosferico che ha colpito l’imbarcazione Bayesian si è verificato nel pomeriggio del 19 agosto 2024, al largo della costa settentrionale della Sicilia, nei pressi di Cefalù. Secondo le ricostruzioni temporali basate sui filmati disponibili, la raffica di vento improvvisa, associata a un probabile downburst, ha colpito lo yacht intorno alle ore 02:06 UTC (04:06 ora locale). In quell’arco di tempo, il mare era apparentemente calmo e la visibilità buona, fino all’arrivo improvviso del fronte temporalesco e della violenta corrente discendente che, in meno di un minuto, avrebbe provocato il capovolgimento dell’imbarcazione.
Prima dell’incidente del Bayesian, erano stati diffusi diversi avvisi ufficiali da parte degli enti competenti:
18 agosto 2024 – Avviso regionale di Protezione Civile Sicilia (nr. 24231) su rischio meteo-idrogeologico e idraulico: segnalava “precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, specie sui settori tirrenici”, accompagnate da “forti raffiche di vento” sui mare tirreno meridionale e ionio. Validità: dalle 00:00 alle 24:00 del 18 agosto 2024
18 agosto 2024, ore 21:00 CEST – Avviso di Burrasca n. 1, diramato dal CNMCA (Meteorologia Aeronautica). Segnalava un sistema frontale con “possibili temporali e colpi di vento” sul Tirreno, valido per le successive 12 ore .
19 agosto 2024, ore 00:00 CEST – Avviso di Burrasca n. 2 del CNMCA, indicava “temporali isolati con colpi di vento in atto nel Tirreno Sud/Ovest”, con validità per 6 ore, fino alle 06:00 del 19 agosto.
Cosa possiamo comprendere da questi avvisi? Nessuno di questi includeva un livello d’allerta arancione o rosso per la Sicilia tirrenica; tutte le segnalazioni erano in scala gialla o sotto forma di avvisi di burrasca. Queste allerte indicavano condizioni instabili (temporali, raffiche) ma non prefiguravano la violenza estrema e localizzata della raffica (downburst) che poi potrebbe aver causato o contribuito al capovolgimento del Bayesian.
Lo yacht: caratteristiche e vulnerabilità
Il Bayesian era una moderna imbarcazione da regata e crociera, lunga oltre 50 metri (56 m), dotata di un albero (il palo maestro che sorregge le vele) particolarmente alto – quasi 75 metri (72.27 m) sopra il livello del mare e un dislocamento massimo di 543.40 T (tonnellate metriche). Questo elemento tecnico, sebbene utile per massimizzare la superficie velica in condizioni ottimali, aumenta notevolmente la superficie esposta al vento, anche quando le vele sono chiuse.
Inoltre, il Bayesian era dotato di una chiglia mobile (detta keel), ovvero un peso posizionato sotto lo scafo che può essere alzato o abbassato per migliorare le prestazioni. Quando la chiglia è abbassata, serve da contrappeso e aiuta la barca a non ribaltarsi. Ma se viene rialzata o rimane rialzata, come pare sia stato fatto in quel momento per motivi non chiari, la stabilità laterale si riduce drasticamente.
L’analisi dei video: il momento del disastro
Tre video ripresi da terra e da imbarcazioni vicine documentano il momento in cui il Bayesian perde l’equilibrio e si rovescia. Da questi filmati sono emersi elementi tecnici rilevanti:
Roll progressivo: la barca comincia a inclinarsi (in gergo, rollare) verso sinistra. Questo angolo di inclinazione, chiamato angolo di roll, cresce in pochi secondi da 0° a oltre 90°, soglia oltre la quale la barca non riesce più a raddrizzarsi da sola. Si entra così nella cosiddetta zona di instabilità, un punto critico che segna l’inizio del capovolgimento.
Assenza di reazione correttiva: l’equipaggio non riesce (o “non ha tempo”) ad abbassare la chiglia o a mettere in moto i motori per orientare la prua controvento. Questo potrebbe confermare quanto il downburst sia stato repentino o quanto il susseguirsi di “anomalie” procedurali possano aver condotto al ribaltamento.
Capovolgimento completo e downflooding: dopo circa 12–15 secondi dall’inclinazione, lo yacht si rovescia completamente. In questa fase si verifica il downflooding, ovvero l’ingresso massiccio di acqua dalle aperture, che porta rapidamente all’affondamento.
Barche vicine risparmiate: nel video si osservano imbarcazioni vicine colpite dallo stesso vento, ma che non si capovolgono. Questo può suggerire più cose, in particolare o che il Bayesian avesse caratteristiche strutturali (albero alto, chiglia rialzata, baricentro elevato) che lo rendevano molto più vulnerabile al ribaltamento o che la dinamica che ha condotto al suo ribaldamento poteva già essere in corso.
Possibili simulazioni: l’angolo di roll nel tempo
Basandoci sulle immagini, è possibile simulare, seppur grossolanamente, la dinamica dell’evento attraverso l’evoluzione dell’angolo di roll nei primi 15 secondi:
Primi 5 secondi: si osserva inclinazione lieve, ma in aumento.
Tra 5 e 12,5 secondi: la barca supera la soglia critica di 45° (zona instabile), poi 90° (capovolgimento), raggiungendo un massimo vicino a 120°.
Dopo 12,5 secondi: inizia l’ingresso dell’acqua, seguito dalla perdita totale di galleggiabilità.
Un processo avvenuto in 15 secondi, che lascerebbe un margine di azione minimo all’equipaggio. Eppure proprio in questa analisi c’è un aspetto che non torna. Un tempo troppo rapido e quel blackout che precede quello che dovrebbe essere l’ingresso repentino dell’acqua. Lo si nota proprio dal video e dall’interruzione delle luci sull’albero. Cosa può determinate la perdita graduale di alimentazione elettrica? Un guasto localizzato alla rete elettrica dell’albero maestro, potrebbe essere causato da una sovratensione improvvisa dovuta a un malfunzionamento del generatore, o da una scarica elettrica atmosferica (fulmine o sovraccarico indotto) eppure dal video non emergono fulmini che hanno interessato la zona; oppure potrebbe trattarsi di una oscillazione e stress meccanico sul sistema elettrico interno all’albero dovuto alle prime raffiche che anticipano il downburst anche se questa dinamica, per come appare nel video, è poco plausibile.
E allora viene spontaneo chiedersi se la sala macchine non stesse già imbarcando acqua e quel blackout non ne sia una diretta conseguenza. Nel caso questo venisse confermato bisogna ancora una volta chiedersi se tutto ciò sia riconducibile all’operato dell’equipaggio o i motivi vadano indagati più a fondo.
L’operato dell’equipaggio: tempismo o impreparazione?
Nonostante l’eccezionalità del fenomeno meteorologico, alcune scelte operative sembrano aver aggravato la situazione:
La chiglia non abbassata ha ridotto la stabilità della barca in un momento critico.
Non è stato possibile avviare manovre correttive né orientare lo yacht in modo da ridurre l’impatto del vento.
Le aperture non sigillate hanno permesso l’ingresso rapido dell’acqua, portando all’affondamento quasi immediato.
E allora sorge spontanea una domanda, possibile che un equipaggio esperto, su un superyacht a vela tra i più tecnologici al mondo, possa aver consentito il susseguirsi di una catena di eventi che hanno condotto all’affondamento del Bayesian? Già, perché il nodo che lega il nesso causale tra il fenomeno temporalesco all’affondamento è composto da una serie di circostanze, in un ordine ben preciso. La sola variabilità di uno di questi elementi o anche l’assenza di uno solo di questi fattori porterebbe ad un esito diverso, meno catastrofico. Tutto questo senza porsi un’altra domanda chiave, chi c’era a bordo?




C’è un nesso tra gli eventi “banali” susseguitisi nelle settimane precedenti il naufragio? :
-Il magnate decise di sospendere la vendita del veliero: un cambiamento di idea repentino un po troppo impusivo per il personaggio?.
– Qualcuno consiglió al gruppo di sostare nella baia di Porticciolo? Il “luogo” è molto significante come pure il veliero adiacente.
-Il black-out delle banche del 18 luglio 2024:personalmente lo ricordo molto bene perché a mezzanotte tra il 17 luglio e il 18 luglio con un gruppo di amici abbiamo cercato di prelevare dei soldi a Venezia: nessun bancomat funzionava, tranne uno collegato alla Deutsche Bank, conto tedesco, che funzionava a mezzanotte e 3 minuti, ed era l’unico.
– Cosa è cambiato dopo il naufragio? A questa domanda ci sarebbero molte risposte?
Ciao e grazie per questo articolo
RF