Secondo le ultime notizie, dentro il Bayesian erano trasportati degli hard disk dai quali Mike Lynch non si separava mai e che al momento risultano dispersi. Secondo diverse fonti, lì dentro erano stipati segreti inconfessabili che avrebbero potuto mettere in imbarazzo più di una nazione. Si tratta forse della chiave di volta per comprendere meglio l’origine della tragedia?

Il “Bayesian”, lo yacht a vela di 56 metri affondato durante una tempesta al largo di Palermo.
Misteri e geopolitica
L’alba del 19 agosto 2024 si è aperta con un grido muto, soffocato nelle acque del Mediterraneo. Il veliero Bayesian, una delle più avanzate imbarcazioni a vela mai costruite, si è inabissato al largo delle coste siciliane, portando con sé sette vite, tra cui quella del magnate britannico Mike Lynch e di sua figlia Hannah, appena diciottenne. Ma questo non è solo un naufragio: è una storia intrisa di mistero, un giallo che si intreccia con la geopolitica internazionale, con l’intelligence segreta, con ombre che sembrano allungarsi ben oltre il mare di Porticello.
Tre giorni prima, il Bayesian era salpato per una crociera di lusso nel Mediterraneo, organizzata dallo stesso Mike Lynch per festeggiare la fine di un incubo legale durato anni. Lynch, fondatore di Autonomy Corporation e creatore di una delle aziende di cyber-sicurezza più potenti al mondo, Darktrace, era stato recentemente assolto da accuse di frode colossali. Accuse che lo avevano visto imputato di aver gonfiato il valore della sua azienda prima di venderla per 11 miliardi di dollari alla Hewlett-Packard. Un processo che aveva minato la sua reputazione, ma che ora sembrava finalmente alle spalle.
Quella notte, però, la festa si era trasformata in tragedia. A bordo del Bayesian non c’erano solo familiari e amici. C’erano segreti. E quei segreti, sigillati in due hard disk che Mike Lynch portava sempre con sé, avrebbero potuto cambiare il destino di intere nazioni.

Mike Lynch e sua figlia Hannah Lynch.
Gli hard disk e l’ombra dell’intelligence
Secondo fonti ben informate, gli hard disk contenuti nella cabina di Lynch non erano semplici dispositivi. Contenevano informazioni critiche su operazioni segrete condotte dai servizi di intelligence di Stati Uniti, Regno Unito e Israele. Dati che, se caduti nelle mani sbagliate, avrebbero potuto destabilizzare gli equilibri internazionali. Non è chiaro perché Lynch portasse con sé questi dati. Si dice che non si separasse mai dai dischi, custoditi in casse impermeabili a prova di qualsiasi intromissione esterna.
Quando il Bayesian affondò, la prima domanda che sorse tra gli investigatori fu: dove sono finiti quegli hard disk? E chi li sta cercando? I timori si concentrano subito su Cina e Russia, due nazioni che avrebbero avuto tutto l’interesse a mettere le mani su quei dati. La notizia della presenza di informazioni top secret a bordo della nave ha immediatamente attirato l’attenzione delle potenze internazionali, trasformando il luogo del naufragio in una zona di sorveglianza massima, tanto sopra che sotto il mare.
La sicurezza attorno al relitto è stata rinforzata solo due giorni dopo il naufragio. Un ritardo che, agli occhi di molti, ha permesso ai servizi segreti stranieri di agire indisturbati. “Se la Russia o la Cina fossero davvero interessate a quegli hard disk, probabilmente li avrebbero già recuperati”, ha dichiarato una fonte vicina all’inchiesta.

Gli ultimi istanti del Bayesian prima del naufragio.
I misteri dei corpi e le difficoltà dei soccorsi
Quando i soccorritori si immersero per recuperare i corpi delle vittime, si trovarono davanti a uno scenario da incubo. Il Bayesian giaceva sul fondo del mare, appoggiato sul fianco destro, le stanze all’interno invase da una caotica massa di mobili galleggianti: materassi, lenzuola, vestiti. Quell’ammasso di detriti rendeva ogni metro guadagnato dai sub una sfida quasi impossibile. “Avanzare di un metro significava fare quattro o cinque immersioni”, raccontò uno dei sommozzatori, “e tutto per trovare le persone che mancavano all’appello”.
Fu durante una di queste immersioni che i soccorritori recuperarono il corpo di Hannah Lynch. La figlia diciottenne del magnate era stata trovata in una posizione isolata, più distante rispetto agli altri passeggeri, in un luogo che sembrava quasi inaccessibile. L’autopsia rivelò un dettaglio sconcertante: Hannah aveva riportato ferite alla testa, cosa che nessun’altra vittima presentava. Questo particolare sollevò immediatamente sospetti. Era solo un caso che fosse stata trovata così lontana? E cosa le aveva causato quelle ferite?
I subacquei descrissero la scoperta del suo corpo come uno dei momenti più difficili delle operazioni di recupero. “Quella ragazza doveva ancora scrivere pagine importanti della sua vita”, disse uno di loro, “e invece la sua storia si è interrotta bruscamente in quelle acque”.

Le operazione di salvataggio condotte dai sommozzatori dei vigili del fuoco.
Un’imbarcazione “inaffondabile” affonda
Ma perché il Bayesian, dichiarato dai suoi costruttori come “inaffondabile”, era finito sul fondo del mare così rapidamente? Secondo la “Giovan Constantino Shipyard”, il cantiere che aveva costruito la nave, l’affondamento è stato causato da un errore umano. “Se non fosse entrata acqua, la nave non sarebbe mai affondata”, dichiarò il CEO della compagnia in un’intervista. Una spiegazione che ricordava fin troppo quella del “Titanic”: un’imbarcazione considerata invulnerabile, affondata per un fatale errore.
Secondo le prime indagini, l’acqua sarebbe entrata attraverso un portellone laterale che potrebbe essere rimasto aperto durante la tempesta. Quel portellone, solitamente utilizzato per il tender e le immersioni, avrebbe permesso a una quantità massiccia di acqua di invadere rapidamente il salone, la sala da pranzo e le cabine sottostanti. Una volta che l’acqua aveva raggiunto queste aree, la sorte del Bayesian era segnata.
Tuttavia, il capitano James Cutfield, neozelandese di 50 anni, ha negato ogni responsabilità. Ha dichiarato che tutte le procedure erano state seguite e che la tempesta aveva colpito con una violenza inaspettata. “Non ci aspettavamo che il maltempo fosse così violento”, ha detto agli investigatori. Ma questa spiegazione appare sempre meno convincente, soprattutto se si considera che altre imbarcazioni, meno sofisticate, erano riuscite a superare la tempesta senza problemi.
Il capitano sotto inchiesta e le responsabilità dell’equipaggio
James Cutfield non è l’unico ad essere sotto inchiesta. Anche l’equipaggio del Bayesian è nel mirino degli investigatori. La notte del naufragio, solo un giovane marinaio di 19 anni era di guardia sul ponte. Il resto dell’equipaggio, compreso il capitano, dormiva. Questo dettaglio ha sollevato interrogativi sull’effettiva preparazione della nave per affrontare la tempesta. La testimonianza di un esperto navale siciliano ha confermato i dubbi: “Con una tempesta in arrivo, il Bayesian avrebbe dovuto rientrare in porto. Rimanere al largo è stato un errore imperdonabile”. Eppure la nave era rimasta fuori, forse per non disturbare la festa a bordo.
Secondo gli esperti, uno degli errori più gravi potrebbe essere stato il mancato ancoraggio nella giusta direzione. Durante una tempesta, le imbarcazioni devono essere posizionate con la prua controvento per evitare che il vento colpisca lateralmente, destabilizzando la nave. Il Bayesian, invece, sarebbe stato colpito di lato dai venti, facendo inclinare la nave oltre i 45 gradi, un angolo che ha permesso all’acqua di entrare rapidamente.

L’ex comandante del Bayesian Stephen Edwards.
I superstiti e il terrore degli ultimi istanti
Mentre le indagini continuano, emergono dettagli sempre più inquietanti sui momenti finali del naufragio. Sei delle sette vittime dormivano nelle loro cabine quando la nave ha iniziato ad affondare. Nessuno di loro è riuscito a fuggire. I superstiti, invece, erano sul ponte al momento dell’affondamento. Una madre britannica, Charlotte Golansky, è sopravvissuta grazie alla sua decisione di dormire sul ponte insieme alla figlia di un anno. “Temevo il maltempo”, ha raccontato Charlotte, “e ho deciso di andare sul ponte. Quel gesto ci ha salvato la vita”.
Altri superstiti si sono rifugiati su una zattera di salvataggio appena lanciata in acqua. Hanno nuotato verso la zattera, riuscendo a salvarsi mentre la nave affondava rapidamente dietro di loro. “In pochi minuti, la barca è stata colpita da una tromba marina e un vento fortissimo”, ha testimoniato uno dei superstiti. “Non abbiamo avuto nemmeno il tempo di capire cosa stesse succedendo”.
Il naufragio del Bayesian non è solo una tragedia umana, ma un enigma che continua a sfuggire a ogni spiegazione logica. Gli hard disk scomparsi, le ferite anomale di Hannah Lynch, la presenza di informazioni segrete a bordo e la rapida discesa dell’imbarcazione nelle acque profonde del Mediterraneo, tutto sembra puntare verso una cospirazione di portata internazionale.
Le indagini proseguono, ma finché il relitto non sarà recuperato e analizzato, molte domande resteranno senza risposta. Chi è responsabile della morte di Mike e Hannah Lynch? E soprattutto, cosa contenevano veramente quegli hard disk?




0 commenti