Bayesian, qualcosa non torna: le foto inedite, i “bracci” estesi e la versione di Börner

Scritto da: Federico Carbone, Manuele Avilloni
9 Gennaio 2026

In pochi istanti il super yacht Bayesian si è capovolto e in meno di un minuto è scomparso sott’acqua, senza lasciare margine a un’evacuazione. Le testimonianze del capitano Karsten Börner e una fotografia inedita mettono in discussione la versione iniziale: non nebbia, ma una tempesta violenta; non una nave ferma all’ancora, ma segnali compatibili con un’operazione in corso. Dettagli tecnici e il profilo sensibile di Mike Lynch aprono scenari inquietanti sulle reali circostanze dell’affondamento…

Il Bayesian prima del naufragio.

Il testimone oculare dell’affondamento ci ha chiesto di correggere tre punti cruciali nella nostra prima ricostruzione. Non sedici minuti, ma quindici secondi per il capovolgimento e sessanta secondi per l’affondamento. Ma c’è un dettaglio in una foto esclusiva che nessuno aveva notato: i bracci laterali erano estesi quella notte, funzionali a stabilizzare un mezzo accostato alla murata di dritta. In barba a ogni protocollo di security. Qualcuno era atteso a bordo?

Il Capitano Karsten Börner non è tipo da lasciare imprecisioni in sospeso. Pochi giorni dopo la pubblicazione della nostra intervista esclusiva sull’affondamento del Bayesian, il comandante tedesco della Sir Robert Baden Powell ci ha contattato con una richiesta di precisazioni.

Non si tratta di sfumature. Sono correzioni che trasformano un disastro già anomalo in qualcosa di fisicamente impossibile da spiegare secondo i canoni della nautica moderna. E insieme alle precisazioni, Börner ci ha inviato materiale fotografico in parte esclusivo di quella notte. Tra cui un’immagine che nessun investigatore sembra aver mai analizzato pubblicamente. Immagini che contengono un particolare inquietante.​

La cronologia corretta

Nel nostro precedente articolo avevamo riportato un tempo di affondamento “di picco” in sedici minuti, interpretando la sequenza degli eventi descritta da Börner. Ma la precisazione del capitano è stata invece netta: “Non ho parlato di 16 minuti per affondare. Il Bayesian si è capovolto in 15 secondi e affondato in 1 minuto”.​ Quindici secondi per perdere stabilità. Sessanta secondi per scomparire dalla superficie.​

In quindici secondi, nessun membro dell’equipaggio poteva attivare alcun protocollo di evacuazione ordinato. Nessun passeggero poteva lasciare la cabina. L’equipaggio era incapace di fare qualsiasi cosa se non aggrapparsi a ciò che trovava.​ L’affondamento operativo: sessanta secondi.

Il capitano della Sir Robert Baden Powell, cioè Börner, ha visto il triangolo nero — la prua verticale del Bayesian — scomparire dalla superficie in circa un minuto. Il rapporto MAIB conferma: “Their skipper briefly saw a dark triangular shape descending into the water, later believing this to be Bayesian’s bow sinking”.​

La cronologia MAIB precisa: dalle 04:06 (capovolgimento) alle 04:22 (lancio dell’EPIRB), il Bayesian è passato da nave stabile a relitto sommerso. Sedici minuti totali dal capovolgimento all’affondamento completo. Ma il dramma operativo — quello visibile, quello in cui i passeggeri erano intrappolati — si è consumato in sessanta secondi.​

Una fonte contemporanea al disastro lo conferma. Euronews, il 21 agosto 2024, riportava: “According to the owner of the villa, the Bayesian sank in just one minute” (“Secondo il proprietario della villa, il Bayesian è affondato in appena un minuto”).

La nebbia che non c’era

Börner ci ha corretto anche sulla descrizione delle condizioni meteorologiche: “Non c’era nebbia. C’era scarsa visibilità a causa dell’oscurità, della pioggia estrema e degli spruzzi. La superficie dell’acqua era bianca a causa del vento estremamente forte”.​

Il rapporto MAIB conferma la descrizione con precisione scientifica: “This intense squall was associated with lightning strikes, thunder and very poor visibility”.​

Con venti di questa intensità, la superficie marina non poteva che diventare bianca di spruzzi. Non nebbia atmosferica, ma atomizzazione dell’acqua causata da venti che nessuno yacht di questa classe dovrebbe incontrare all’ancora.​

Questa distinzione ha conseguenze investigative: la nebbia limita la visibilità uniformemente e crea un’illusione di spazio. Gli spruzzi da vento creano una parete bianca dinamica, ma permettono di vedere forme in movimento se abbastanza grandi. Börner ha visto il triangolo nero perché non era avvolto dalla nebbia, ma dalla violenza visiva di un “downburst”.​

La foto “anomala”

Tra le immagini che il Capitano Börner ci ha inviato, di cui alcune in esclusiva, ce n’è una che pone una domanda precisa. Nella fotografia scattata poco prima del disastro, si vedono chiaramente i bracci laterali del Bayesian estesi sulla murata di dritta.​

I bracci laterali del Bayesian estesi sulla murata di dritta del Bayesian.

Sono strutture funzionali a mantenere in posizione di un mezzo che si accosta alla murata di dritta. Si possono paragonare, per analogia, alle strutture che sorreggono le scialuppe sulle navi commerciali, montate su bracci che ne consentono il calo in mare. In questo caso, invece, tali bracci parrebbero essere destinati a stabilizzare un mezzo affiancato all’unità principale.​

Non è un semplice dettaglio tecnico. È un protocollo di security anomalo che, almeno fino ad oggi, non è mai stato analizzato o preso in considerazione. È un aspetto che si collega ad un altro dettaglio, quello del mantenimento della scaletta aperta che altrimenti, nel caso dello yacht di cui stiamo parlando, scompare in una sede di alloggiamento. Sono circostante che ci hanno portato a porci molti quesiti nella ricostruzione degli eventi.

Possiamo dirvi che la foto è stata scattata successivamente alle ore 21:48, in fase di allontamento dall’imbarcazione e ad oggi non si ha alcuna contezza di un avvicinamento al Super Yacht.

Mike Lynch non era un miliardario qualunque. Era un uomo che aveva appena attraversato un decennio di guerra legale con accuse di frode per undici miliardi di dollari. Era il fondatore di Darktrace, l’azienda di cybersicurezza intrecciata con l’intelligence occidentale — GCHQ, MI5, CIA. Era l’uomo che, secondo fonti accreditate, custodiva a bordo hard drive super-crittografati con informazioni altamente classificate.​ Per una figura di questo calibro la sicurezza è tutto. Possiamo ipotizzare che i “bracci di affiancamento” estesi alle quattro del mattino, ovvero l’orario dell’affondamento, non siano una dimenticanza. ​

L’operazione in corso

Dall’analisi delle altre fotografie, emergono ulteriori elementi che potrebbero confermare un’operazione di affiancamento: ​il bigo non è in posizione di riposo​, la scaletta e una marinara in prossimità dei bracci in esame. Questi elementi non sono compatibili con una nave all’ancora in condizioni di riposo notturno. Sono compatibili con un’operazione attiva di trasferimento.​

Era quindi in corso un’operazione di affiancamento, con un mezzo che si trovava accostato al Bayesian? Quale fosse questo mezzo e per quale ragione si trovasse in mare, in posizione laterale rispetto allo yacht, non è dato saperlo. Tuttavia, gli elementi visibili fanno pensare a un incontro in atto fra i due mezzi.​

Il protocollo violato

I bracci laterali estesi significano una cosa sola: accesso controllato ma attivo allo yacht. Un mezzo — tender, gommone, piccola imbarcazione — era accostato alla murata di dritta, stabilizzato dai bracci, pronto per un trasferimento.​ Per uno yacht di lusso ancorato in rada, con ospiti di alto profilo a bordo, questo è l’opposto di ogni protocollo di security. I bracci vengono estesi solo in due circostanze:​

  • Quando si è attraccati in porto sicuro
  • Quando si sta attendendo qualcuno di identificato

Quella notte il Bayesian non era in porto. Era in rada al largo di Porticello, a distanza dalla costa. E in tarda sera, fino alle quattro del mattino, non si attendono ospiti per un aperitivo.​ Allora perché i bracci erano estesi?​

L’inclinazione già in atto

C’è un altro elemento nella fotografia esclusiva che pone interrogativi inquietanti: l’inclinazione dell’albero del Bayesian. Dalla foto l’albero risulta completamente inclinato sulla fiancata di dritta.​

Questo potrebbe significare che lo yacht aveva già imbarcato dell’acqua? Infatti, si ribalterà proprio dal lato di dritta. Dall’inclinazione dell’albero rispetto alla verticale, visibile nella foto inedita, emerge che il Bayesian non era in posizione perfettamente stabile quando i bracci erano estesi.​ Quest’ultimo aspetto potrebbe collimare con il rapido affondamento descritto dal Capitano Börner.

Era già in corso un’anomalia strutturale? L’operazione di affiancamento aveva compromesso la stabilità dello yacht? O l’inclinazione era dovuta a cause indipendenti dall’operazione in corso?​ Non esistono risposte certe. Ma la fotografia documenta una doppia anomalia: i bracci estesi e un’inclinazione già visibile dell’albero.​

L’attesa

I bracci estesi e l’operazione di affiancamento indicano che qualcuno doveva salire a bordo. O che qualcuno era appena sceso. O che qualcosa doveva essere trasferito.​ Non è documentato nei rapporti ufficiali alcun movimento di tender quella notte. Non risultano testimonianze di imbarcazioni che si siano avvicinate al Bayesian nelle ore precedenti il disastro.​ Eppure, i bracci erano lì, estesi, funzionali a stabilizzare un mezzo accostato.​

Mike Lynch custodiva informazioni che terrorizzano le agenzie di intelligence da Londra a Pechino. I suoi stretti legami con l’intelligence israeliana sono documentati. Il suo ruolo di consigliere di due Primi Ministri britannici su scienza e cybersecurity è noto.​ I bracci estesi quella notte aprono uno scenario che non può essere ignorato: Lynch stava aspettando qualcuno. O qualcuno lo stava aspettando.​

Non solo i bracci ma anche la scaletta era stata lasciata aperta. A differenza dei bracci i resti della scaletta sono visibili esaminando il relitto di cui vi mostriamo per la prima volta una foto inedita.

I resti della scaletta del Bayesian.

Le ipotesi

A questo punto, agli interrogativi che è necessario porsi, possiamo provare a formulare alcune ipotesi.

Prima ipotesi: L’equipaggio aveva dimenticato di ritrarre i bracci dopo l’ultimo movimento serale. Ma questa spiegazione è incompatibile con il profilo di security di un ospite come Lynch. Un uomo che “non si fidava dei servizi cloud” e custodiva dati crittografati in casseforti fisiche non lascia aperture di accesso attive per distrazione.​

Seconda ipotesi: Era programmato un trasferimento. Qualcuno doveva salire a bordo — o qualcosa doveva lasciare la nave. Documenti? Hard drive? Materiale che doveva cambiare mano prima che il Bayesian salpasse per altre destinazioni?​

Terza ipotesi: I bracci erano estesi perché un mezzo era già accostato nelle ore precedenti. Un incontro notturno, lontano da occhi indiscreti. Un colloquio che non doveva essere registrato, documentato, tracciato.​

Quarta ipotesi: L’operazione di affiancamento aveva compromesso la stabilità dello yacht. L’inclinazione visibile nella foto potrebbe essere il risultato di un’operazione mal gestita, che aveva già messo in crisi l’equilibrio del Bayesian prima ancora che il downburst colpisse.​

Non esistono risposte certe. Esistono solo domande che nessuno ha posto. La tempistica dell’affondamento descritta dalla testimonianza sembra essere incompatibile sia con una responsabilità dell’equipaggio sia con i presunti problemi strutturali relativi al design del super yacht. Dobbiamo forse cambiare il paradigma con il quale abbiamo, ad oggi, osservato l’evento?

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Autori

  • Criminologo esperto in scienze forensi, criminologia investigativa e criminal profiling, pedagogia giuridica, psicopedagogia forense e valutazione della pericolosità sociale, scienze penalistiche, educatore socio-pedagogico e giornalista pubblicista, direttore di comunità.Profondo conoscitore delle trame italiane del periodo che va dalla fine degli anni Ottanta alla metà degli anni Novanta.Consulente della famiglia Mandolini.

  • Nasce in provincia di Frosinone nel 1989. Laureato in Scienze Politiche, ha successivamente intrapreso gli studi in Relazioni Internazionali presso l’università di Torino dove approfondisce gli aspetti legati all'IA e alla Cybersecurity. La passione per l’informazione, le dinamiche sociali e le materie forensi lo hanno avvicinato al mondo del giornalismo e nel 2022 inizia a collaborare con InsideOver e ilGiornale.it. Qui incontra il Giornalista Gianluca Zanella, inizialmente suo docente e inizia una collaborazione. Diventa parte integrante di Darkside occupandosi di inchieste e tecnologia. Fonda Darkcyber, una rubrica di approfondimento che si muove nelle zone d'ombra dell'innovazione tecnologica, quei territori dove il progresso incontra il rischio, la curiosità sfida la trasparenza e la complessità del digitale si intreccia con la vita reale.

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1 commento

  1. Pippo

    L’errore è stato non bloccare all’indomani il comandante x farlo interrogare molto duramente dai servizi magari mossad sicuramente sarebbe uscito qualcosa di molto interessante.

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  1. Pippo

    L’errore è stato non bloccare all’indomani il comandante x farlo interrogare molto duramente dai servizi magari mossad sicuramente sarebbe uscito qualcosa di molto interessante.

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