Bayesian: Segreti, Spie e la morte di un Genio

Scritto da: Federico Carbone
25 Maggio 2025

Il 19 agosto 2024, al largo di Porticello, Sicilia, si consuma una tragedia dai contorni ancora sfocati. Il Bayesian, uno yacht superblindato e costruito per resistere all’inferno del mare aperto, si rovescia in pochi minuti, secondo le ricostruzioni ufficiali, a causa di una “tromba marina improvvisa”. Ma ciò che emerge, dalle fotografie del relitto e dalle testimonianze, è un quadro molto più complesso che conduce la tragedia sotto l’ombra dei servizi segreti…

Il “Bayesian”, lo yacht a vela di 56 metri affondato durante una tempesta al largo di Palermo il 19 agosto 2024.

C’è una verità che non torna, ed è affondata nel Tirreno.

Il 19 agosto 2024, al largo di Porticello, Sicilia, si consuma una tragedia dai contorni ancora sfocati. Il Bayesian, uno yacht superblindato e costruito per resistere all’inferno del mare aperto, si rovescia in pochi minuti, secondo le ricostruzioni ufficiali, a causa di una “tromba marina improvvisa”. Ma ciò che emerge, dalle fotografie del relitto e dalle testimonianze, è un quadro molto più complesso.

A bordo, 22 persone, sette moriranno. Tra queste, Mike Lynch, fondatore di Darktrace, sua figlia Hannah, il banchiere Jonathan Bloomer e l’avvocato americano Chris Morvillo. Tre famiglie spezzate. Ma, come spesso accade nei gialli peggiori, i dettagli iniziano a stridere. Lynch non è un nome qualunque. Genio della cybersecurity, creatore di un’azienda – Darktrace – che non protegge solo dati, ma anche segreti. Tanti. Troppi.

DARKTRACE: I NUMERI DI UN’ARMA

Mike Lynch non era un informatico. Era un alchimista digitale. Con Darktrace ha forgiato qualcosa che va oltre la difesa informatica: ha creato un sistema autonomo, adattivo, capace di apprendere e intervenire prima che una minaccia sia definibile come tale.

Mike Lynch, l’informatico prodigio che ha chiamato lo yacht come il teorema sul calcolo delle probabilità.

Nata nel 2013, Darktrace cresce in simbiosi con ambienti d’intelligence. Non è un caso: dietro il suo successo c’è una rete di relazioni che tocca direttamente gli apparati di sicurezza di Regno Unito, Stati Uniti e Israele. Alcuni fondatori provengono da MI5, altri dalla CIA, altri ancora da comparti informatici militari israeliani. La sede principale è a Cambridge, ma i suoi server toccano ogni continente.

Usata in ambito militare in Ucraina, integrata in reti NATO e in centrali elettriche sensibili in Medio Oriente, la sua tecnologia è stata al centro di operazioni coperte. Secondo una testimonianza interna, durante un’operazione contro Hamas, fu proprio Darktrace a intercettare segnali digitali vitali per localizzare un obiettivo ad alta priorità. Non una società. Un’arma.

 IL TAKEOVER MASCHERATO

Aprile 2024. Thoma Bravo, fondo americano specializzato in software strategico, acquista Darktrace per 5,3 miliardi di dollari. Una mossa improvvisa? No. Preparata da mesi, forse da anni. La stampa britannica denuncia la cessione di un asset nazionale in silenzio. Darktrace viene delistata dalla borsa di Londra in meno di una settimana. Nessun dibattito parlamentare, nessun intervento da parte della National Security Investment Act. Tutto troppo liscio.

Tre settimane dopo la morte di Lynch, il 10 ottobre, Poppy Gustafsson – CEO di Darktrace al momento della vendita – viene nominata Ministra degli Investimenti da Keir Starmer. Sarà lei a gestire l’attrazione di capitali strategici nel Regno Unito. Cioè esattamente quello che ha appena fatto, vendendo il gioiello tecnologico del Paese. In altri contesti si parlerebbe di conflitto d’interessi. Qui, si applaude.

Poppy Gustafsson, ex CEO di Darktrace ora Ministro di Stato degli investimenti del Regno Unito.

MI6, LYNCH E L’OPERAZIONE “BAYESIAN”

Chi era Mike Lynch negli ultimi mesi prima della sua morte? Era un uomo assolto, finalmente libero da uno dei processi più mediatici del decennio. Ma anche un uomo in movimento. I suoi spostamenti tra Israele, California, Svizzera e Belgio non erano casuali. Incontri, colloqui riservati, tracce di comunicazioni criptate. Aveva iniziato a parlare. Aveva ripreso contatti con colleghi, giornalisti investigativi, fondi etici. Forse aveva in mente un nuovo inizio. Forse stava preparando un atto finale.

Secondo due fonti vicine agli ambienti della sicurezza italiana, a bordo del Bayesian c’erano hard disk esterni contenenti codice sorgente di versioni non pubblicate di Darktrace. Ma è tutto da verificare.

UN’INTELLIGENZA TROPPO ARTIFICIALE

C’è un filo che unisce tutto: il potere. Ma non quello politico, quello algoritmico. Chi controlla l’intelligenza artificiale che protegge le infrastrutture, oggi, decide cosa è reale e cosa no. Decide chi può parlare e chi deve essere spento. Mike Lynch aveva varcato una soglia, quella del controllo. E forse, in quell’agosto siciliano, qualcuno ha deciso che doveva restare in silenzio, per sempre.

L’OMBRA DELL’INTELLIGENCE: DOSSIER SOTT’ACQUA

La presenza a bordo del Bayesian di Mike Lynch e del suo avvocato americano Chris Morvillo – figura legata al processo che lo ha visto assolto negli USA – e di Jonathan Bloomer, banchiere dal profilo troppo alto per essere un semplice passeggero, solleva interrogativi.

Cosa conteneva lo yacht? Hard disk cifrati, documentazione riservata, alcuni parlano di contratti siglati con enti collegati a MI5, NSA e a una società privata israeliana con sede a Herzliya. Non è un mistero: Darktrace non era più solo un’azienda tech, era diventata una struttura-ponte tra privati e apparati statali in guerra permanente.

E se la sua tecnologia – come sospettano diversi analisti – fosse stata usata per operazioni di profiling in territori di guerra, cosa avrebbe potuto dire Mike Lynch una volta liberato dai vincoli giudiziari?

LE GARANZIE, I DEBITI E LA PRESSIONE SILENZIOSA

C’è un altro elemento ignorato nei comunicati stampa: le garanzie. Nell’aprile 2025, poco prima della formalizzazione dell’acquisizione da parte di Thoma Bravo, Darktrace registra presso Companies House sei garanzie attive, tutte riferibili a Goldman Sachs Bank USA. Si tratta di vincoli su proprietà intellettuali: brevetti, software, marchi. In pratica, sul cuore stesso della tecnologia Darktrace.

La lettura tecnica è chiara: un’azienda che ipoteca le sue basi non è in salute. Ma la lettura strategica lo è di più: è un’azienda che si prepara a essere venduta. Non ai migliori offerenti ma a quelli “giusti”. Le garanzie estinte con banche come HSBC e Silicon Valley Bank raccontano di una gestione oculata, forse persino virtuosa. Ma quelle nuove, tutte raccolte nell’arco di due mesi, suggeriscono un’operazione chirurgica per rendere l’azienda appetibile. O per farla cedere.

UN TAKEOVER GEOPOLITICO

La morte di Lynch, l’acquisizione americana, la promozione politica di Gustafsson. Tre eventi, nessuna indagine, nessuna opposizione parlamentare, nessun whistleblower. Solo una certezza: Darktrace è oggi parte dell’infrastruttura digitale strategica americana. Il governo britannico non ha difeso l’azienda, non ha bloccato l’acquisizione e non ha chiesto chiarimenti sulle operazioni. L’Intelligence and Security Committee della Camera dei Comuni non ha convocato nessuno. Silenzio, solo silenzio. Ma il silenzio, nella storia di questo paese, è spesso più rumoroso di una confessione.

IL CODICE DEL SILENZIO

Gli ultimi istanti del Bayesian prima del naufragio.

Era davvero una tromba marina quella che ha affondato lo yacht? O era una finestra di opportunità per cancellare in mare aperto un file umano troppo difficile da gestire? Mike Lynch aveva superato la sua funzione. Aveva costruito un’arma e forse voleva tenerne il codice. Troppo tardi, la sua scomparsa ha risolto un problema per molti. Ha facilitato un passaggio di mano perfetto, ha reso vendibile ciò che prima era solo pericoloso.

E oggi, chi vuole sapere la verità, deve guardare dove nessuno cerca: nei log alterati, nelle rotte nautiche cancellate, nelle password mai recuperate. Oppure nei fondali di Porticello, dove si dice che la verità giaccia insieme a un corpo e a una chiave crittografica, mai più riemerse.

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  • Criminologo esperto in scienze forensi, criminologia investigativa e criminal profiling, pedagogia giuridica, psicopedagogia forense e valutazione della pericolosità sociale, scienze penalistiche, educatore socio-pedagogico e giornalista pubblicista, direttore di comunità.Profondo conoscitore delle trame italiane del periodo che va dalla fine degli anni Ottanta alla metà degli anni Novanta.Consulente della famiglia Mandolini.

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