Da qualche giorno si rincorre la notizia che nel caso Resinovich ci sia un nuovo indagato per “frode processuale”. Lo annuncia sui social la trasmissione “chi l’ha visto?”, scatenando la caccia al possibile inquisito tra i nomi già noti. Ma ci sarà davvero questo misterioso indagato? A noi sorge qualche dubbio…

Liliana Resinovich.
La notizia battuta sui social
L’informazione giudiziaria, di questi tempi, sembra stare dentro una lavatrice con un programma impazzito.
Da lunedì 16 marzo spopola sui social un post del programma di Rai3 “Chi l’ha visto?”con un contenuto che manda ai pazzi tutte le redazioni.
In questo post si parla di un “un nuovo indagato” nel caso Resinovich per frode processuale:
“+++ Liliana Resinovich, fonti “Chi l’ha visto?”: Una persona indagata per frode processuale che sarebbe riconducibile a fatti commessi nel gennaio 2022 +++
Un procedimento autonomo è stato aperto nel registro noti in base all’art. 374 CP, che sanziona chi altera “artificiosamente lo stato dei luoghi o delle cose o delle persone” per “trarre in inganno il giudice” o “il perito nell’esecuzione di una perizia”. Il fratello Sergio aveva depositato istanze in qualità di persona danneggiata”

Il post di Chi l’ha visto.
La caccia al possibile indagato
Detta così, è senza dubbio una notizia.
Chiunque, dalla redazione top al semplice appassionato, si scervella per indovinare il nome di questo “nuovo indagato” così misterioso. Il nome più gettonato è quello del preparatore anatomico, Giacomo Molinari, già indagato per “false dichiarazioni” e pare ancora non sentito in Procura. Ma cosa motiverebbe questo cambio di imputazione decisamente più importante? Per chi non lo ricordasse, questo ingenuo “preparatore anatomico” si recò in Procura, senza successo, a dare una sua versione dei fatti sulla lesione della vertebra T2 (Ne abbiamo parlato qui). Ebbe la brillante idea, in un eccesso di valore civico, di dichiarare anche alla stampa che forse fu lui, nelle manovre preparatorie all’autopsia, ad aver lesionato involontariamente la T2, specificando inoltre di aver sentito il rumore “tipico”. Apriti cielo, su di lui si scatena l’apocalisse, fino alla denuncia del fratello di Liliana Resinovich che accusa il Molinari di “false dichiarazioni”.
Si sa, ormai e purtroppo, che i giornalisti non perdono troppo tempo ad approfondire la lettura degli atti, ben accompagnati dai vari “opinionisti” televisivi più o meno blasonati, ma a quanto pare nemmeno gli avvocati, perché leggendo la ben dettagliata relazione autoptica della prof Cristina Cattaneo si può facilmente constatare che le vertebre che ritrova lesionate sono tre: due cervicali e la famosa T2. Poi, le due cervicali scompaiono (forse post mortem e quindi lesionate dal Molinari?) e si concentra solo sulla t2 (perché perimortem e quindi indicativa nel quadro complessivo di un’aggressione?)
C’è da sperare che almeno la Procura Triestina sia ben consapevole della relazione che ha dato un nuovo e “rivoluzionario” sprint alle indagini: azione di terzi, quindi omicidio.
Si rincorrono nomi noti: da Molinari a Costantinides
Quindi, dando per scontato che la procura, non avendo ancora sentito il Molinari, ma avendolo indagato per “false dichiarazioni”, abbia ben chiara la situazione, forse è poco probabile che la situazione del preparatore anatomico si sia complicata così tanto da imputargli un reato ancora più grave (frode processuale).
Quindi Molinari scartato.
Secondo nome che emerge è quello del medico legale Fulvio Costantinides in relazione al ritrovamento del corpo di Liliana Resinovich e le relative attività effettuate, o non effettuate, dal dott. Costantinides.
A noi viene in mente un particolare che ha effettivamente “inquinato” le indagini, e cioè aver sfilato i due sacchetti che avvolgevano il capo di Liliana e aver tagliato il cordino che li fermava, lasciando questi reperti nel sacco salma per 5 giorni, cioè dal 5 al 10 gennaio 2022, perdendo così un profilo dna ignoto completo.
Con le date ci siamo e anche le azioni potrebbero esser comprese nel capo d’imputazione. Potrebbe filare tutto se il medico fosse stato da solo, ma sul luogo del ritrovamento c’erano diversi rappresentanti della procura: dal pm al capo della polizia giudiziaria. Quindi, un medico legale, come scritto più volte sulle relazioni, giustifica ogni sua attività prima concordandola con il pubblico ministero, responsabile delle indagini.
È anche vero, che sempre Sergio Resinovich, denunciò all’ordine dei medici, sia il dott. Costantinides che il dott. Cavalli, rei a suo dire di imperizia e errori, più o meno nello stesso periodo della denuncia verso Molinari.
Il “nuovo indagato” diventa sempre più misterioso
Martedì 17 marzo, al programma di Rai due Ore14, spicca la copertina dedicata al caso Resinovich con nel titolo il “nuovo indagato”, Milo Infante annuncia la presenza dell’avv. Nicodemo Gentile, legale del fratello Sergio, e la novità del “nuovo” indagato, relegando il tutto all’ultima mezz’ora.
Nell’ultima mezz’ora, con l’avv. Gentile, si è parlato di tutto: dei 4 anni e mezzo trascorsi, della lentezza delle indagini, della famiglia che è allo tremo, e il “nuovo indagato” si è fatto aria .. scomparso.
Con tutta la doverosa comprensione verso una famiglia ormai distrutta da una tragedia profonda, dal tempo infinito delle indagini, dalle certezze nulle alle quali si è per il momento arrivati, dalla paura di non farcela ad andare avanti, ma iniziamo a chiederci: esiste davvero questo “nuovo indagato”?
Che l’”indagato misterioso” sia la giustizia troppo lenta?
Forse esiste o forse no, forse è importante o forse no, ma quello che leggiamo tra le righe è un disperato tentativo di rimettere in primo piano, almeno per l’opinione pubblica, un caso perso tra le righe di altre tragedie. Un caso che mediaticamente non interessa più perché le novità giudiziarie sono troppo lente, faticose, e forse completamente inutili, ma questo è solo un punto di vista.
Certo è che se non si vuol far morire per la seconda volta Liliana Resinovich, allora è la giustizia che deve darsi una mossa e non può essere una notizia dirompente, che forse non troverà mai sviluppo, a risvegliare l’attenzione, anche attraverso la pressione mediatica sugli inquirenti.
Queste indagini assonnate, forse, dovrebbero aprire lo sguardo a 360 gradi, non solo verso elementi che possono coinvolgere l’attuale indagato, il marito.
Di misteri mai analizzati sono pieni gli atti, così come abbian cercato di mettere in evidenza in tutti i nostri interventi, scritti e video.
In questi giorni stiamo osservando come la giustizia possa essere fragile e incerta nel caso Garlasco. Speriamo di non dover aspettare altri 10 anni per riaprire il caso Resinovich, che è certamente un’indagine complessa, ma che dopo quasi 5 anni sembra ancora brancolare nel buio.




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