Nel febbraio 2017, mentre è intercettato, Andrea Sempio riceve una strana telefonata. A parlare è un uomo in là con l’età, la conversazione è molto particolare (e noi la riportiamo per la prima volta), così come il telefono da cui chiama. Tuttavia, gli investigatori dell’epoca non ritennero utile identificare il misterioso interlocutore e chiarire i contenuti di quella chiamata.

Andrea Sempio.
Le cose sono ancora tutte da chiarire e non è nostra intenzione imbastire un processo mediatico (questa vicenda ne ha già visti troppi, con effetti devastanti), ma forse, adesso che la Procura di Pavia sta indagando nuovamente su Andrea Sempio, ci sarà l’occasione per esplorare alcuni punti rimasti nell’ombra e che risalgono alle prime indagini svolte su di lui nel 2016. Non fosse altro per fugare ogni dubbio sulla sua innocenza o colpevolezza.
L’uomo della telefonata
Ne scrissi meno di un anno fa su InsideOver. La notizia non era mai stata data prima, nessuno, forse, l’ha mai ritenuta degna di attenzione. Torno oggi a parlarne con qualche dettaglio in più. Sono le 13.50 del 5 febbraio 2017. Andrea Sempio, che è sotto indagine e che qualche sera prima è stato ospite della trasmissione Mediaset Quarto Grado, sin dall’inizio fortemente orientata verso la colpevolezza di Stasi, è al lavoro in un negozio e, mentre si trova dietro il bancone, riceve una telefonata di circa 50 secondi. Sempio risponde senza esitazioni, ma dalla trascrizione sembra quasi sorpreso, come non si aspettasse di sentir parlare quell’interlocutore.
Si legge nel sunto del brogliaccio della Polizia Giudiziaria che “Andrea viene chiamato da una persona (dalla voce sembra abbastanza in là con l’età) che gli chiede come sta andando […]”. Una persona che non solo non è mai stata identificata, ma che – a quanto ci risulta – non è nemmeno mai stata cercata.
Per la prima volta, ecco la trascrizione del dialogo:
Andrea SEMPIO: pronto?
Uomo: ciao Andrea!
Andrea SEMPIO: Buongiorno…
Uomo: come stai?
Andrea SEMPIO: bene, bene, bene, son qua al lavoro adesso… dica
Uomo: ah sei al lavoro? scusami io credevo che magari eri a casa
Andrea SEMPIO: no, no ci mancherebbe
Uomo: volevo, volevo augurarti buona domenica e sentirti… se va tutto bene…
Andrea SEMPIO: si, si tutto a posto… tutto…
Uomo: tutto bene?
Andrea SEMPIO: ti (sic), qua per il momento giornalisti non ce ne sono stati, però c’è stata una signora che è venuta qua che mi fa, ho visto la trasmissione… volevo farvi i complimenti per la dignità… mi piacete tantissimo…
Uomo: bravo, bene… quindi… bene…
Andrea SEMPIO: qualcosina si muove…
Uomo: bene, ok… ciao, allora buon pomeriggio
Andrea SEMPIO: buon pomeriggio anche a lei… buona giornata
Uomo: ciao, ciao, ciao…
Andrea SEMPIO: ciao
Una telefonata piuttosto strana, con un interlocutore che non richiamerà più nel periodo in cui Sempio viene intercettato, e da un telefono piuttosto particolare (che, allo stesso modo, non chiamerà più, almeno durante le intercettazioni).
Il telefono della praticante
Come si legge nel verbale di PG, il telefono che chiama Sempio è intestato a una ragazza russa che, tempo dopo, diventerà praticante nello studio dell’avvocato di Sempio, Massimo Lovati. La circostanza curiosa, come già ebbi modo di sottolineare su InsideOver, è che questa stessa ragazza la ritroviamo nelle carte di un’altra indagine, stavolta del 2013.
In quell’anno Garlasco sembrò per un attimo essersi trasformata in Twin Peaks. L’allora comandante della stazione dei carabinieri, Francesco Marchetto, che nel frattempo era già stato denunciato dalla famiglia Poggi per falsa testimonianza in relazione al mancato sequestro della bicicletta nera in uso alla famiglia Stasi e tenuta nel magazzino della ditta di Nicola Stasi, padre di Alberto, viene indagato dai suoi stessi colleghi con l’accusa di aver tollerato che nel locale da lui gestito insieme ad altre persone – l’Exclusive Club di Garlasco – alcune ragazze adescassero i clienti per poi condurli nelle stanze soprastanti.

La bicicletta sequestrata ad Alberto Stasi in una delle immagini allegate alla consulenza di parte civile nel processo per l’omicidio di Chiara Poggi.
Non solo, il maresciallo e gli altri avrebbero anche trattenuto una parte di quanto pagato dai clienti. Tra gli atti prodotti nel corso del processo si leggono diversi nomi. Tra quelli delle ragazze, che vengono sentite dai carabinieri e che sostanzialmente confermano tutto, c’è quello della donna dal cui telefono, nel 2017, arriverà quella strana telefonata. Donna che, come detto, diventerà qualche anno dopo praticante avvocato nello studio del legale di Sempio. Una coincidenza molto curiosa.
Un mistero che forse sarebbe utile svelare
Coincidenze a parte, torniamo alla telefonata. Per quale motivo quell’uomo sembra così interessato a sapere se va tutto bene, nonostante tra i due non sembra ci sia una reale intimità? E perché Sempio, che nei suoi confronti sembra piuttosto reverenziale, si premura di dirgli che “qualcosina si sta muovendo”? Cosa intendeva? E perché dover rassicurare una persona che, dopo quella telefonata, sparisce dai radar?
Gli investigatori dell’epoca, forse, non ritennero utile dare risposta a queste domande. Chissà che non lo facciano quelli di oggi. Magari dietro quell’ “uomo”, come descritto nella trascrizione, può celarsi un mistero che sarebbe il caso di disvelare.





Gentile Gianluca Zanella,
grazie per i tuoi articoli che hanno un approfondimento così accurato e dettagliato sempre alla ricerca della verità, un faro di speranza in un mondo dove molti giornalisti non si pongono neanche più delle domande o evitano di farlo..grazie.
Ciao Gianluca, ho iniziato a seguirti con il caso garlasco…i tuoi video sono fari nella nebbia. Sei uno dei pochissimi a esprimersi con carte alla mano. Quindi, lode al tuo lavoro che si distingue da tutti gli altri.
Con riguardo alla strana telefonata ricevuta da Sempio nel 2007 io mi sono fatta persuasa che potrebbe essere stato Ermanno Cappa il misterioso interlocutore…questo potrebbe forse spiegare il tono reverenziale di Sempio. Ovviamente è solo una ipotesi basata sul nulla…spero davvero che sia fatta luce, una volta per tutte, su questo caso.