Delitto di Garlasco: qualcuno può tirare un sospiro di sollievo

Scritto da: Gianluca Zanella
15 Febbraio 2025

La CEDU ha rigettato il ricorso di Alberto Stasi: secondo la giustizia, è lui l’assassino di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 a Garlasco. Eppure le carte raccontano una verità diversa e molto più inquietante. Gli indizi contro Stasi non reggono, il movente non è mai stato scoperto, così come l’arma del delitto. E troppe piste sono state ignorate o abbandonate troppo presto.

Alberto Stasi.

Dal 7 febbraio 2025, qualcuno nei dintorni di Garlasco può tirare un sospiro di sollievo. Qualcuno, o forse più di uno. Chissà. A quanto pare – a meno di qualche clamoroso colpo di scena (come qualcuno che per un rigurgito di coscienza si decida a parlare) – il caso stavolta è davvero chiuso. Anche la Corte Europea per i Diritti dell’uomo ha respinto il ricorso con cui Alberto Stasi, accusato dell’omicidio della sua fidanzata Chiara Poggi (13 agosto 2007), cercava di riaprire il caso lamentando una violazione del principio di equo processo, per il fatto che nel corso del processo di Appello non erano stati sentiti alcuni testimoni indicati dalla difesa.

Se non lui, chi?

Secondo i giudici europei, quello ad Alberto Stasi è stato un processo equo, dunque il ricorso è infondato. Evidentemente, i giudici europei non hanno letto le carte che abbiamo letto noi. O magari non tutte. Altrimenti davvero non si capisce come si possa definire quello a Stasi un processo equo. Si, siamo sbilanciati verso il fronte “innocentista”, anche se parlare di categorie ci ha sempre dato fastidio. Il fatto è che non siamo innocentisti per mera tifoseria. Qui si sta parlando di famiglie distrutte, di una ragazza massacrata. Se ci professiamo innocentisti è perché il caso lo abbiamo studiato bene, per anni. E ancora oggi, sui giornali e nelle trasmissioni televisive, sentiamo ripetere sempre le stesse cose: Stasi è colpevole perché ha cambiato i pedali della bicicletta; Stasi è colpevole perché era un pervertito e sul suo computer nascondeva materiale pedo-pornografico (una balla fatta e finita); Stasi è colpevole perché se non lui, chi?

Indizi inconsistenti e un killer in circolazione

Ci vuole tanta pazienza per affrontare acriticamente un caso tanto mediaticizzato. Ma non solo. Ci vuole la forza di non lasciarsi influenzare e di pesare ogni parola scritta su carta. Perché non serve lasciarsi andare a tesi o dietrologie: le carte dei processi di Garlasco parlano chiaro. Non uno degli indizi che inchiodano Stasi alla sua colpa regge a un’analisi appena approfondita. Nemmeno uno. E potremmo dimostrarlo (lo abbiamo già fatto in altre sedi, torneremo a farlo).

Chiara Poggi.

E allora se ci chiedessero “giustizia è fatta?”, noi risponderemmo di no. E nel farlo, non possiamo non rivolgere un pensiero alla famiglia di Chiara Poggi, che da quasi due decenni cerca di mettere la parola fine a questa storia. Ma la parola “fine” mai come in questo caso è lontana. E noi lo abbiamo detto e lo ripetiamo: un killer è ancora in circolazione. Un assassino dal sangue freddo. Un individuo sicuramente intelligente, ma anche molto fortunato. E che forse non ha agito da solo.

La ricostruzione mancata

Certo, ora che anche la Cedu si è espressa negativamente che senso avrebbe continuare a remare contro? Adesso che Alberto Stasi sta per uscire dal carcere (in realtà già esce per lavorare), perché non dimenticare e basta? Troppo facile. Ma soprattutto troppo pericoloso. Perché quello che è avvenuto a Garlasco la mattina del 13 agosto 2007, non è stato un episodio a sé stante, un raptus omicida nato dal nulla. L’omicidio ha un movente che non è mai stato individuato, è maturato in un contesto mai davvero scandagliato dagli inquirenti e che forse, a distanza di tanto tempo, può ancora essere ricostruito.

Soltanto una questione di tempo

E poi ci sono le prove scientifiche. Se ricostruire scenari, spostamenti, moventi, dopo quasi vent’anni può risultare molto complicato, il tempo è un alleato della scienza. Tecniche di oggi possono fare luce su risultati ambigui di ieri. Risultati che possono essere stati decisivi per scartare piste che, forse, non andavano scartate. E insieme a quei risultati, tornerebbero a galla le menzogne. Menzogne grandi e piccole, che in un modo o nell’altro hanno manipolato la verità.

Allora chi lo sa, magari quel sospiro di sollievo sarà solamente una parentesi. Perché chiunque sia l’assassino, lo riteniamo abbastanza intelligente da sapere che certi segreti non possono essere nascosti per sempre. E’ solo una questione di tempo.

Approfondimenti
↪ Il delitto Garlasco

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  • Nasce a Roma. Editor e agente letterario, collabora dal 2015 con alcune tra le principali realtà editoriali italiane. Già collaboratore e inviato per AISE (Agenzia internazionale stampa estera), dal 2021 al 2023 collabora con il Giornale.it occupandosi di inchieste, nel 2024 è stato redattore di InsideOver. È l'ideatore del format di informazione indipendete DarkSide - Storia Segreta d'Italia e presidente dell'Associazione Culturale DarkSide.

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