È bastato un appunto a penna, ritrovato il 14 maggio scorso, su un bloc-notes, a far tremare le fondamenta dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. Il materiale cartaceo, sequestrato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano nella casa dei genitori di Andrea Sempio in via Canova, ha riaperto le porte della villetta di Giuseppe Sempio e Daniela Ferrari alle prime ore dell’alba…

Andrea Sempio.
“20/30 € – Venditti – gip archivia”. Questo il documento, trasmesso dalla Procura di Pavia ai colleghi di Brescia, questo il documento che questa mattina ha portato a una serie di perquisizioni che potrebbero essere la chiave di volta di una vicenda, quella del 2017 a carico di Andrea Sempio, chiusa in soli 21 secondi dall’ex procuratore aggiunto Mario Venditti.
Corruzione in atti giudiziari: ex Procuratore indagato
Il blitz non si è limitato all’abitazione della famiglia Sempio. È finito nel mirino della Procura bresciana, guidata da Francesco Prete e dalla PM Claudia Moregola, l’ex procuratore aggiunto Mario Venditti, l’unico al momento iscritto nel registro degli indagati con l’accusa gravissima di corruzione in atti giudiziari.
I militari della Guardia di Finanza di Pavia e i Carabinieri di Milano si sono presentati nei tre domicili dell’ex procuratore: a Pavia, a Genova e a Campione d’Italia, dove Venditti è presidente del casinò da due anni.
Perquisizioni sono state effettuate anche nelle case delle due sorelle e del fratello di Giuseppe Sempio, oltre che nelle abitazioni dei Carabinieri in congedo Silvio Sapone e Giuseppe Spoto.
Ombre sulle indagini
Sapone e Spoto appartenevano, nel 2017, alla Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Pavia. Erano stati incaricati degli accertamenti e delle trascrizioni a carico di Andrea Sempio, indagato per omicidio dopo l’istanza difensiva dei legali di Alberto Stasi, il condannato definitivo a 16 anni.
L’ipotesi degli inquirenti è che dietro quell’inchiesta si nasconda l’omissione sospetta di diverse frasi compromettenti e un pagamento in contanti. Le trascrizioni delle intercettazioni in auto, in casa e al telefono di Andrea e dei suoi genitori sarebbero state infatti povere di contenuti utili.
L’incontro tra Spoto e Sempio
Un altro elemento inquietante messo nero su bianco dagli inquirenti è quello relativo all’incontro tra il Maresciallo Andrea Spoto, Carabiniere della Sezione di P.G. della Procura di Pavia, e Andrea Sempio in occasione della notifica dell’invito a comparire per rendere interrogatorio. Per gli inquirenti, infatti, lo stesso Spoto si tratteneva “per un tempo assai esteso, incompatibile con la mera esecuzione dell’attività notificatoria”. Continuano dicendo che “raggiungeva Sempio alle ore 16.35 e attestava l’effettuazione della notifica alle ore 17.45”.
Non solo denaro ma anche informazioni vitali, infatti, dalle intercettazioni a carico di Sempio “emergeva che già il 9.2.2017 – e dunque il giorno precedente a quello fissato per l’interrogatorio era a conoscenza di alcuni elementi rappresentati nell’esposto presentato dalla madre di Stasi Alberto”.
A cosa sono serviti tutti quei soldi?
Dalle intercettazioni non trascritte emerge una frase cruciale, la necessità di “pagare quei signori li”. In quel periodo sul conto di Sempio Giuseppe sarebbero entrate, dalle sorelle, somme per € 43.000, nel medesimo periodo Giuseppe e Andrea Sempio avrebbero prelevato somme per €35.000, importi che per gli inquirenti sono “del tutto incongrui rispetto alle loro ordinarie movimentazioni bancarie”.
E così, in questa intricata vicenda, scopriamo che bastava un appunto su un block-notes per rimettere in discussione un’intera indagine chiusa con la disarmante rapidità.
Mentre il jet set giudiziario si ritrova tra Campione d’Italia e le tre residenze dell’ex Procuratore, accusato di corruzione, ci resta una dolce illusione, quella di credere che la giustizia oggi, non si voglia distrarre.





È una storia davvero inquietante dove si fa vedere che in Italia tutto è corruttibile a discapito di persone per bene..questo caso sì poteva risolvere subito se avessero voluto ma hanno occultato le prove e incasinato tutto..un plauso al dottor Napoleone e al suo coraggio.. spero che chi ha sbagliato paghi anche economicamente.. dopodiché rimango senza parole dal comportamento dei genitori della povera Chiara ma probabilmente uscirà altro..