ESCLUSIVA Un’impronta di mano sfuggita agli inquirenti: questo sembra raccontare l’immagine tratta dalla relazione del 2007 del Ris sulla scena del delitto di Chiara Poggi a Garlasco. Ne abbiamo parlato in anteprima su Mattino5. Saranno ora gli esperti a determinare se quella sia o no una mano…

Il pericolo della suggestione è sempre in agguato e in un caso di cronaca nera come il delitto di Garlasco, lo è ancora di più. Il rischio di alimentare il brusio di fondo è concreto e quindi è bene fare una premessa: noi la verità in tasca non l’abbiamo e non pretendiamo di averla. Noi ci limitiamo a studiare le carte, incrociare i dati e trarre le nostre conclusioni, che possono ovviamente non piacere. Per questo, prima di fornire a Mattino5, la trasmissione Mediaset condotta da Federica Panicucci, questa “esclusiva” ci abbiamo pensato sopra per diversi giorni. Il nostro timore era quello di alzare un inutile polverone. Ma la notizia c’era, l’abbiamo trovata noi. E alla fine abbiamo deciso di tirarla fuori.
L’impronta scomparsa
Tutto è iniziato con l’ormai famosa impronta di mano insanguinata di cui sempre noi siamo stati tra i primi a parlare. Quella che si trova in corrispondenza della prima pozza di sangue all’ingresso del villino di via Pascoli dove, il 13 agosto 2007, è stata uccisa Chiara Poggi. Solo a quel punto abbiamo ripreso in mano la relazione che il RIs di Parma, guidato all’epoca da colui che oggi è consulente dell’indagato Andrea Sempio, ovvero il generale Garofano, consegnò nel novembre del 2007 alla pm che indagava su Alberto Stasi. Lì dentro, di quella impronta non c’è traccia. Ma c’è qualcos’altro. Tra le numerose foto raccolte nella relazione, a pag.15 ce n’è in particolare una, che mostra il pavimento di fronte alla porta a soffietto, quella da dove la povera Chiara è stata gettata giù per le scale. Lì, in corrispondenza della mattonella segnata con il n°18 (che evidenzia alcuni schizzi di sangue), Florinda Ambrogio ha notato qualcosa di interessante e, se la nostra ricostruzione è corretta, inquietante.
La nuova traccia dell’assassino?
In quell’immagine, se si fa molta attenzione e si osserva con pazienza, si intravede un’impronta che parrebbe lasciata da una mano che, esercitando una forte pressione, ha lasciato impressa sul pavimento la parte superiore del palmo e quattro dita. Sotto si nota un’altra possibile impronta più trascinata, ma è quella superiore ad essere davvero inquietante, soprattutto perché è lì che il corpo di Chiara è stato sollevato un’ultima volta prima di essere lasciato cadere giù dalle scale. Lo ripetiamo, sebbene l’immagine sia contenuta nella relazione del Ris, il cartellino indica solo gli schizzi di sangue, non la presunta impronta.
La domanda adesso sorge lecita: a distanza di 18 anni, cosa ce ne facciamo di una scoperta del genere, se di scoperta si tratta? Purtroppo poco o nulla, perché nulla all’epoca fu repertato, dunque non sapremo mai se in quelle che oggi riteniamo essere delle impronte vi potesse essere del DNA. Certo, si attende a giorni il risultato della BPA del Ris di Cagliari, che forse riscriverà l’intera dinamica del delitto. Per il momento, occorre esercitare la massima cautela e lasciare che gli inquirenti lavorino.
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