Emanuela Orlandi: 41 anni di misteri

Scritto da: Gianluca Zanella

Sono passati 41 anni dalla sparizione di Emanuela Orlandi, avvenuta a Roma il 22 giugno 1983. Un tempo infinito per una famiglia che non si è mai arresa e, ancora oggi, cerca pervicacemente di arrivare a una verità che, più passa il tempo, più sembra perdersi tra mille rivoli di bugie, depistaggi, false piste e mitomani.

I manifesti delle scomparse Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi.

Emanuela e Mirella

Riassumere in poche righe le diverse fasi di questa storia è praticamente impossibile. Non basterebbe un libro per richiamare i personaggi, le circostanze, le situazioni che – anno dopo anno – si sono avvicendate sul palcoscenico di questa storia. Adesso, con una Commissione parlamentare d’inchiesta che da pochi mesi ha iniziato i suoi lavori, un nuovo barlume di speranza si è acceso nei familiari di Emanuela, ma anche in quelli di Mirella Gregori. Si lavora infatti su entrambe le ragazze, accomunate sin dal 1983 dalle rivendicazioni dei presunti rapitori.

La lista delle ragazze scomparse

E in effetti che la sparizione di Emanuela e Mirella facessero eccezione rispetto a quello che era il periodo è un dato di fatto. Come recentemente emerso – e di questo ci prendiamo se non il merito, che in questo contesto stona non poco, quanto meno la paternità della “scoperta” – nel 1983 la Questura di Roma, su input dei pm Rosario Priore e Domenico Sica, stilò una lista di ragazze scomparse tra l’aprile e il settembre 1983. Scorrere quella lista fa venire la pelle d’oca. I nomi elencati sono tanti. Tutte ragazze della stessa età di Emanuela e Mirella.

Naturalmente non tutte queste ragazze sono scomparse realmente. Molte si saranno semplicemente allontanate da casa e il loro rientro non è stato in seguito segnalato o, quanto meno, non è emerso pubblicamente. Alcune di loro le abbiamo trovate sui social network, qualcuna l’abbiamo anche contattata.

La tratta delle bianche

Nel 1983 si era diffusa a Roma una leggenda nera: quella della tratta delle bianche. E come ogni leggenda che si rispetti, c’era anche un luogo ben specifico: un negozio di vestiti in via del Corso dove – secondo una vulgata priva ovviamente di riscontri – nei camerini era nascosta una botola che inghiottiva belle ragazze minorenni, poi vendute come schiave sessuali a qualche ricco magnate arabo. Ecco, è in questo contesto che viene stilata la lista. Ma quello che balza agli occhi è la diversa attenzione data a queste sparizioni e a quelle di Emanuela e Mirella.

L’attenzione dei servizi segreti

Per loro si attiva sin da subito – a onor del vero prima e più per Emanuela, e solo in un secondo momento per Mirella – un’attenzione tutta particolare. E non parliamo di quella – più che giustificata – degli inquirenti. Parliamo di quella dei servizi segreti. Entrambe le storie sono costellate dalla presenza costante, pervasiva, talvolta ambigua, di personaggi legati tanto al Sisde quanto al Sismi. Basti pensare a quale avvocato rappresentasse entrambe le famiglie: Gennaro Egidio, presentato ai genitori delle ragazze dagli uomini del Sisde.

Perché tanto interesse da parte dei servizi segreti? Cosa si era mosso dietro le quinte da giustificare una tale mobilitazione? Probabilmente è da qui che bisogna ripartire. L’ha detto anche Pietro Orlandi quando a maggio è stato ascoltato in Commissione. E ha ragione: per fare luce su queste due sparizioni non si può che ripartire dall’inizio, dalle prime ore, dai primi giorni. Già andando oltre ci si perde in un sentiero che si dirama in mille sentieri più piccoli, tortuosi, che in molti casi terminano in uno strapiombo.

Emanuela e Mirella, figlie e sorelle di tutti

Che si sia trattato di un caso di terrorismo internazionale, di un ricatto a scopo estorsivo finito male, di un crimine di natura sessuale, di un complotto tutto interno al Vaticano, la verità è probabilmente da ricercare negli appunti degli 007 in servizio all’epoca. La speranza è che qualcuno di loro, passati tanti anni, si metta una mano sulla coscienza e dia il suo contributo per aiutare due famiglie a capire cosa sia accaduto. Nel frattempo, gli inquirenti faranno il loro lavoro, i membri della Commissione idem, i giornalisti pure. Esattamente come si sta facendo da 41 anni. Perché Emanuela e Mirella sono diventate in questi anni le figlie e le sorelle di tutti. Non possono essere abbandonate.

Guarda i nostri approfondimenti
↪ Emanuela Orlandi. 40 anni dopo la scomparsa: https://youtube.com/live/cGqlan2hTGY
↪ Il caso Emanuela Orlandi: https://youtube.com/live/VVvvHdoK2I0

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  • Gianluca Zanella

    Nasce a Roma. Editor e agente letterario, collabora dal 2015 con alcune tra le principali realtà editoriali italiane. Già collaboratore e inviato per AISE (Agenzia internazionale stampa estera), dal 2021 al 2023 collabora con il Giornale.it occupandosi di inchieste, dal 2024 è redattore di InsideOver. È fondatore del format d'inchiesta DarkSide - Storia Segreta d'Italia.

2 Commenti

  1. Federica Maggioni

    Ciao Gianluca. Vi seguo anche su YouTube. Sarebbe stato interessante un video con le novità sulle persone viste dalla Commissione. Spero lo farete. Che ne pensi? Sempre temi super interessanti, oltre agli ospiti! Un caro saluto, Federica.

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    • Gianluca Zanella

      Grazie Federica, ottimo suggerimento! Un saluto a te

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