Flavius Savu, condannato per l’estorsione a don Gregorio Vitali e latitante da anni, è stato arrestato in Svizzera. Il suo nome torna a intrecciarsi con le indagini sul delitto di Garlasco, dove sostenne che Chiara Poggi fosse a conoscenza di fatti legati al Santuario della Madonna della Bozzola…

Flavius Savu.
Alla fine il braccio lungo della giustizia ha ghermito anche lui: Flavius Savu, il romeno da diversi anni latitante, divenuto noto alle cronache tra il 2013 e il 2014 quando si rese protagonista di una vicenda surreale, fatta di ricatti, sesso, trattative e trappoloni, che è stato arrestato oggi in Svizzera, non sappiamo ancora precisamente da chi. Una vicenda, quella del 2013, nota come lo “scandalo del Santuario della Madonna delle Bozzole“, quando l’allora rettore, don Gregorio Vitali, consegnò al romeno una cifra che si aggira intorno ai 150.000 euro per non veder diffusi dei video che, molto probabilmente, nemmeno esistevano. Ma perché parliamo ancora oggi di un banale truffatore in merito al delitto di Garlasco?
Il Santuario e il delitto
Per diverse ragioni: la prima è che è stato l’avvocato di Andrea Sempio, Massimo Lovati, il primo a sostenere che l’omicidio di Chiara Poggi fosse collegato con quanto accadeva dentro al Santuario, sebbene i due fatti siano separati da uno spazio di almeno sette anni l’uno dall’altro. Secondo Lovati – che recentemente ha inaugurato la pista del traffico di organi di minori non accompagnati – Chiara aveva scoperto qualcosa. E per questo, ignoti sicari pasticcioni l’avrebbero messa a tacere per sempre. Poi ci si è messo lo stesso Savu, che – ancora latitante (bei tempi) – aveva rilasciato un’intervista a Chi l’ha visto? sostenendo di essere a conoscenza del vero movente del delitto di Garlasco.
Galeotta fu l’intervista
Difeso dall’avvocato Roberto Grittini, proprio domani Savu avrebbe dovuto rilasciare una video intervista a un giornalista certamente non di primo pelo, di un programma famoso, di una rete altrettanto famosa. Si, ci stiamo girando intorno. Il nome del giornalista, del programma e della rete lo sappiamo benissimo. Sappiamo che da tempo era in corso una trattativa per agganciare il romeno. Ma attendiamo il comunicato ufficiale, non ci piace fare sensazionalismi. E soprattutto non vorremmo alimentare suggestioni fin troppo facili, del tipo “che tempismo”. Ad ogni modo, al di là delle suggestioni, essere latitanti e organizzarsi per rilasciare un’intervista non è propriamente una mossa saggia.
Un teste inattendibile
Ma d’altronde, Savu saggio non lo è mai stato. Avido sicuramente, spregiudicato anche. E bugiardo. Ecco perché dal suo arresto non dobbiamo aspettarci granché. Già si parla delle rivelazioni che potrebbe fare, di quello che sa riguardo l’improbabile collegamento con lo scandalo sessuale delle Bozzole e l’omicidio di Chiara, dei polsi che potrebbe far tremare. Sarebbe bello, ma purtroppo di sostanza ce n’è ben poca. Lo sanno bene coloro che conoscono la vicenda di cui si è reso protagonista. Non è una persona attendibile. Tutto quello che fa e che dice, lo fa per un secondo fine. Poi chissà, magari ci sbagliamo. Magari con il tempo è rinsavito. Vedremo. Nel frattempo, che lo spettacolo abbia inizio: prepariamoci a tornare a parlare di riti satanici, capretti squartati, picchiatori e sadici.
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