L’esposto Cappa e la coincidenza dell’8 luglio: il sistema Garlasco vicino al cortocircuito

Scritto da: Gianluca Zanella
25 Agosto 2026

La paura del nuovo, di una verità alternativa, della scoperta di un errore giudiziario può giustificare qualunque cosa? Evidentemente sì, perché è quanto accaduto a Garlasco, dove un sistema, nel corso degli anni, si è adattato alle circostanze affinché la condanna di Alberto Stasi restasse una verità incisa sulla pietra. E ora che sono in pochi a crederci, quel sistema è vicino al suo cortocircuito…

Andrea Sempio.

Scrivo queste righe nella consapevolezza che molti resteranno delusi. Ma ho sempre diffidato da chi non cambia mai idea e, coerente con me stesso, di fronte all’evolversi degli eventi, ogni tanto capita di cambiare idea anche a me. Fatta questa premessa, se avete voglia di seguire il mio ragionamento, siamo pronti a partire.

Nella puntata andata in onda ieri di Verità nascoste – il programma condotto da Milo Infante su Canale5 – è stato reso pubblico l’esposto presentato in Procura a Milano da Stefania Cappa. Quelle poche righe scritte dalla cugina di Chiara Poggi hanno avuto un effetto deflagrante, che per un attimo ha riacceso un dibattito ormai da diversi mesi paludato in attesa della fatidica data del 28 settembre.

Per chiarezza, riporto lo stralcio di testo così come proposto dalla trasmissione: “In data 8 luglio 2022 la scrivente [Stefania Cappa] riceveva una comunicazione telefonica dal cugino l’ing. Paolo Reale, il quale riferiva che Alberto Stasi aveva provveduto a integrare al proprio collegio difensivo un professionista indicato genericamente come “De Renzis”, Poi identificato come Antonio De Rensis. Per altro, quale mera nota a margine, in qualità di componente della commissione di diritto sportivo del COA di Milano, la scrivente aveva provveduto a invitare l’avv. De Rensis alla partecipazione di un convegno in qualità di relatore. Tuttavia De Rensis non aveva mai risposto”.

Queste righe meritano due riflessioni.

La prima: l’8 luglio, come già fatto notare nel corso della trasmissione, è – per una incredibile coincidenza – lo stesso giorno in cui Fabio Napoleone, da poco approdato come procuratore capo a Pavia, delega il collega Mario Venditti, che nel 2016/17 aveva condotto le indagini su Andrea Sempio, a ricercare in archivio i supporti informatici contenenti le intercettazioni effettuate sulla macchina della famiglia Sempio, di cui la difesa Stasi aveva più volte fatto (inutilmente) richiesta. Il fatto che lo stesso giorno l’ing. Reale si premuri di avvisare sua cugina è quanto meno curioso, dal momento che – stando a un comunicato stampa diffuso sempre ieri a firma sua e dell’avvocato TIzzoni – la notizia della nomina di De Rensis era nota già dal 24 maggio 2022, quasi due mesi prima. C’è poi un’altra chiave di lettura su cui tornerò tra poco.

La seconda: la “mera nota a margine” di Stefania Cappa ha un significato che personalmente mi sfugge. Perché scritta così, sembra quasi voler spiegare il perché di quella telefonata come una semplice coincidenza. Banalizzando (le virgolette sono mie): “Ho saputo da Tizzoni che De Rensis era il nuovo avvocato di Stasi e – guarda tu il caso – lo avevo pure invitato a un convegno”. Il senso, tuttavia, non può essere questo, perché la telefonata avviene qualche giorno dopo, per la precisione il 13 luglio. Evidentemente la comunicazione dell’8 luglio doveva essere disturbata o forse davvero l’avvocato Antonio De Rensis era stato scambiato per un generico “De Renzis”.

Adesso, però, lasciamoci le note a margine alle spalle e torniamo alla prima riflessione e alla seconda chiave di lettura che ho lasciato in sospeso. Come dicevo, il fatto che l’8 luglio, quando dopo molte richieste finite nel nulla la difesa di Stasi sembra trovare una sponda per recuperare degli audio che hanno riservato e continuano a riservare delle sorprese a dir poco inquietanti, si attivi l’ingegner Reale – oltre che un fortuito caso – rappresenta, dal mio modesto punto di vista, uno degli ultimi singulti rimasti sotto traccia di un sistema che, proprio grazie alla diffusione dell’esposto di Stefania Cappa, sta arrivando al suo cortocircuito.

Chi segue il mio lavoro lo sa: non sono mai convinto delle spiegazioni troppo articolate. Non credo a strategie del complotto, a grandi vecchi in grado di manipolare la macchina della giustizia. Personalmente sono per le spiegazioni semplici, logiche, lineari.

In questo esposto e in questa circostanza di date io ci vedo – come già anticipato – il sistema Garlasco nella sua forma più smagliante. Di cosa parlo? Parlo di diversi rivoli che, nel corso del tempo, giungendo da direzioni differenti, sono confluiti nella stessa direzione. Quel sistema che, senza un coordinamento centralizzato, ma per inerzia, ha portato alla condanna di Alberto Stasi. Quel sistema (che, forse è utile sottolinearlo, non ha nulla di criminale) che a fasi alterne ha funzionato dal pomeriggio del 13 agosto 2007 al 14 dicembre del 2015. Lo stesso sistema che si è rimesso in moto, stavolta con coordinamento e intenzione, nel 2016, alla prima riapertura del caso.

Sin da quando ho iniziato ad occuparmi di questo caso, mi sono sempre fatto una domanda: per quale motivo le indagini del 2016/17 sono state condotte a quella maniera? Per quale ragione Andrea Sempio (colpevole o innocente non è questo il punto) è stato aiutato? Perché qualcuno avrebbe dovuto premurarsi di prepararlo all’interrogatorio del 10 febbraio 2017? Che senso aveva tenerlo costantemente aggiornato dell’andamento delle indagini, arrivando persino a pronosticargli con estrema precisione la data della richiesta di archiviazione? Credo sia legittimo, di fronte a tutto questo, sposare le più disparate teorie del caos (che io per primo ho sposato). La prima cosa che viene in mente è che se crolla Sempio, crolla dietro a lui qualcuno di molto più grande, di molto più potente. Qualcuno che giustifichi una tale sollecitudine nei suoi riguardi. E questo pensiero nasce da una seconda domanda: chi è Andrea Sempio? Davvero un ragazzo di 26 anni (l’età che aveva nel 2016) merita tutto questo? Davvero è così importante da mettere in movimento una macchina del genere? La risposta è no. Andrea Sempio è un ragazzo qualunque, che viene da una famiglia modesta, come la mia, come quella della maggior parte delle persone che conosco. E ne per me, ne per nessuna delle persone che conosco, si metterebbe mai in moto una macchina del genere.

A questa consapevolezza ci sono arrivato tardi. E ripeto, qui il tema non è l’innocenza o la colpevolezza di Sempio. Perché, a conti fatti, il primo ad essere stato danneggiato da quanto avvenuto nel 2016/17 è stato proprio lui: perché se è innocente, gli è stata sottratta l’occasione di dimostrarlo dieci anni fa, condannandolo a quanto sta vivendo oggi. Se è colpevole, beh, allora è l’assassino più fortunato del mondo. Perché quello che si è mosso, si è mosso a prescindere da lui e dalla sua volontà. Lo dimostra il fatto che qualcuno, consapevole di tutto questo, ha approfittato della situazione truffando la sua famiglia. Sul perché poi, a distanza di tanti anni, i genitori di Sempio o lui stesso non ammettano di aver abboccato alle promesse di qualcuno fa sorgere delle domande, ma sulle quali non è il momento di soffermarmi.

Preferisco rispondere a un’altra domanda: esattamente cos’è che si è mosso nel 2016/17? L’ho già detto: il sistema Garlasco. Ma esattamente, come possiamo delinearlo, questo sistema? Ebbene, alla luce di quello che è il contenuto dell’esposto di Stefania Cappa, credo di poterlo interpretare in questo modo: Quello di Garlasco – con sostanziali differenze tra le stagioni 2007/2015, 2016/2017, 2020/2025 – è un sistema che per proteggere sé stesso, ha generato mostri. Un sistema che ha messo tutti d’accordo, che di fronte alle tante domande senza risposta ha tirato dritto, che laddove le prove mancavano, le ha estratte dal cilindro, che non ha ammesso i dubbi di pochi ma ha cavalcato le granitiche certezze di molti, anche quando quelle certezze erano fatte di carta; un sistema che non è stato soltanto quello giudiziario, ma anche quello mediatico, criminologico, accademico (leggi: psicologia). Un sistema che, di fronte al nuovo, di fronte all’alternativa, piuttosto che sconfessare se stesso si è chiuso a riccio e ha tirato fuori gli aculei. Un sistema che dopo essersi chiuso a riccio, ha fatto di tutto per delegittimare quello che portava in una direzione differente.

E allora mi sono convinto che non c’è nessun grande vecchio, che Andrea Sempio (ripeto, colpevole o innocente che sia) non è il paravento di nessuno. Semplicemente, sulla sua testa, sulla nostra, ma soprattutto su quelle di Chiara Poggi e di Alberto Stasi, il Sistema Garlasco ha protetto sé stesso affinché gli errori, le omissioni, le relazioni, i piccoli e grandi segreti non venissero a galla. E tutto questo in barba alla verità.

Oggi quel sistema è vicino al cortocircuito. C’è già arrivato. Magari si scoprirà che avevano ragione loro: Alberto Stasi non avrà alcuna revisione, su Andrea Sempio non c’è mai stato e non ci sarà nulla. Ma noi ce ne ricorderemo, perché questi sistemi – che siano nel giusto o che remino contro – fanno paura.

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  • Nasce a Roma. Editor e agente letterario, collabora dal 2015 con alcune tra le principali realtà editoriali italiane. Già collaboratore e inviato per AISE (Agenzia internazionale stampa estera), dal 2021 al 2023 collabora con il Giornale.it occupandosi di inchieste, nel 2024 è stato redattore di InsideOver. È l'ideatore del format di informazione indipendete DarkSide - Storia Segreta d'Italia e presidente dell'Associazione Culturale DarkSide.

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14 Commenti

  1. Daniela Chiodi

    Ottimo Zanella, come sempre! Apprezzo molto questa analisi, e condivido totalmente il finale: anche se tutto questo non porterà a niente, noi non dimenticheremo lo scempio di quelle indagini e tutto ciò che ne è conseguito.

    Rispondi
  2. Flavia Barbuto

    Tutto condivisibile. Il sistema che protegge sé stesso non aveva, però, previsto che avrebbe potuto esserci uno stato che indagasse sé stesso, ed ecco il cortocircuito. Per fortuna ci sono leggi e persone che cercano la verità. Grazie per il lavoro che svolgi anche per aiutare noi a capire.

    Rispondi
  3. Fabiana

    Ho letto questo articolo con grande interesse. Trovo molto convincente l’idea del “Sistema Garlasco” non necessariamente come un grande complotto organizzato, ma come il risultato di errori, omissioni, dinamiche istituzionali, mediatiche e professionali che, nel tempo, possono finire per alimentarsi e proteggersi reciprocamente. È una lettura meno spettacolare, ma proprio per questo ancora più inquietante.
    Al di là di quale sarà l’esito delle indagini e delle responsabilità individuali, credo che il punto fondamentale resti la necessità di continuare a fare domande, soprattutto quando esistono contraddizioni che meritano risposte. Dunque grazie Gianluca per il tuo immenso lavoro.

    Rispondi
  4. silvia cristofori

    Anche io non amo i complotti, che tra l’altro mi annoiano a morte e sono d’accordo con te, tranne quando scrivi che nel periodo duemilasette duemilaquindici non c’era un coordinamento centralizzato bensi’ inerzia, secondo me c’era eccome

    Rispondi
  5. Franco Forese

    Non credo che il sistema Garlasco sia nato per difendere se stesso, non si mette in moto una macchina politica, giudiziaria, mediatica, di polizia per questi motivi, un ufficiale dei carabinieri non entra il 24 dicembre nell’ufficio di un Procuratore per fotografare atti secretati, chi e perché c’è l’ha mandato, perché non si è mosso motu proprio

    Rispondi
  6. Carlo Fiorucci

    Come sai vivo in un paese poco più grande di Garlasco e conosco le dinamiche che possono intrecciarsi in simili circostanze.Il timore che un inchiesta possa intaccare o fare emergere situazioni scomode o inconfessabili per il buon nome degli abitanti e del paese è sempre forte e condiziona ogni ricerca della verità.
    Io non so se Sempio sia colpevole, so solo che contro di lui ci sono indizi ben più convincenti di quelli che condannarono
    Stasi. Non sono neanche sicuro se l’assassino abbia fatto tutto da solo.
    Sembrerebbe di sì ma personalmente ho qualche dubbio.
    Comunque tra un mese sapremo qualcosa di più, ma non so se il caso sarà risolto, in una direzione o nell’altra. Spero solo che serva da lezione per eventuali analoghe circostanze perché, come detto da molti, meglio un colpevole libero che un innocente in galera.

    Rispondi
  7. Nikki

    Davvero questo caos ventennale può essere generato dalla volontà di coprire gli errori di chi ha indagato? Le relazioni adultere di qualcuno? Le bugie di qualcun’ altro, che pur non colpevole, e pur sapendo altri non colpevoli, avrebbe taciuto pur di non essere coinvolto?
    Davvero sotto questa polvere, che sa di chiuso e di marcio, ci sono solo banali peccatucci di provincia, che perciò solo in provincia rischiano/rischiavano di avere conseguenze, anche pesanti?
    Davvero, per amore di bella figura e per apparire a favore di telecamera, anche insospettabili e graduati tutti di un pezzo, avrebbero fatto carte false pur di non uscire dal magico occhio della tv,che può gonfiare carriere e reputazioni?

    Forse si.

    Rispondi
  8. Ettore

    non ho mai dubitato della sua onestà intellettuale, Dott ZANELLA. questo articolo me lo conferma. Complimenti!

    Rispondi
  9. armando

    E quindi quelle decine di articoli sul caso pubblicati sino ad ieri sono nient’altro che corbellerie???????

    Rispondi
  10. Callimaco

    Teniamo presente che la difesa della propria incompetenza professionale, soprattutto in soggetti che sono assurti immeritevolmente per decenni agli onori delle cronache televisive, può assumere contorni di feroce tenacia, addirittura superiori a quella di chi ha qualcosa da nascondere.

    Rispondi
  11. armando

    MI perdoni il ripetere, dott. ZANELLA, ma credo che una risposta chiarificatrice sia necessaria. Grazie

    E quindi quelle decine di articoli sul caso pubblicati sino ad ieri sono nient’altro che corbellerie???????

    Rispondi
    • Lino

      Che delusione Dott. ZANELLA! Immagino la risentirò a breve in quanto ospite fisso di Gianluigi nuzzi

      Rispondi
  12. armando

    Grazie gianluca per la tua risposta, veramente esaustiva, chiara, ma soprattutto………… TRASPARENTE!

    Rispondi

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14 Commenti

  1. Daniela Chiodi

    Ottimo Zanella, come sempre! Apprezzo molto questa analisi, e condivido totalmente il finale: anche se tutto questo non porterà a niente, noi non dimenticheremo lo scempio di quelle indagini e tutto ciò che ne è conseguito.

    Rispondi
  2. Flavia Barbuto

    Tutto condivisibile. Il sistema che protegge sé stesso non aveva, però, previsto che avrebbe potuto esserci uno stato che indagasse sé stesso, ed ecco il cortocircuito. Per fortuna ci sono leggi e persone che cercano la verità. Grazie per il lavoro che svolgi anche per aiutare noi a capire.

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  3. Fabiana

    Ho letto questo articolo con grande interesse. Trovo molto convincente l’idea del “Sistema Garlasco” non necessariamente come un grande complotto organizzato, ma come il risultato di errori, omissioni, dinamiche istituzionali, mediatiche e professionali che, nel tempo, possono finire per alimentarsi e proteggersi reciprocamente. È una lettura meno spettacolare, ma proprio per questo ancora più inquietante.
    Al di là di quale sarà l’esito delle indagini e delle responsabilità individuali, credo che il punto fondamentale resti la necessità di continuare a fare domande, soprattutto quando esistono contraddizioni che meritano risposte. Dunque grazie Gianluca per il tuo immenso lavoro.

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  4. silvia cristofori

    Anche io non amo i complotti, che tra l’altro mi annoiano a morte e sono d’accordo con te, tranne quando scrivi che nel periodo duemilasette duemilaquindici non c’era un coordinamento centralizzato bensi’ inerzia, secondo me c’era eccome

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  5. Franco Forese

    Non credo che il sistema Garlasco sia nato per difendere se stesso, non si mette in moto una macchina politica, giudiziaria, mediatica, di polizia per questi motivi, un ufficiale dei carabinieri non entra il 24 dicembre nell’ufficio di un Procuratore per fotografare atti secretati, chi e perché c’è l’ha mandato, perché non si è mosso motu proprio

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  6. Carlo Fiorucci

    Come sai vivo in un paese poco più grande di Garlasco e conosco le dinamiche che possono intrecciarsi in simili circostanze.Il timore che un inchiesta possa intaccare o fare emergere situazioni scomode o inconfessabili per il buon nome degli abitanti e del paese è sempre forte e condiziona ogni ricerca della verità.
    Io non so se Sempio sia colpevole, so solo che contro di lui ci sono indizi ben più convincenti di quelli che condannarono
    Stasi. Non sono neanche sicuro se l’assassino abbia fatto tutto da solo.
    Sembrerebbe di sì ma personalmente ho qualche dubbio.
    Comunque tra un mese sapremo qualcosa di più, ma non so se il caso sarà risolto, in una direzione o nell’altra. Spero solo che serva da lezione per eventuali analoghe circostanze perché, come detto da molti, meglio un colpevole libero che un innocente in galera.

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  7. Nikki

    Davvero questo caos ventennale può essere generato dalla volontà di coprire gli errori di chi ha indagato? Le relazioni adultere di qualcuno? Le bugie di qualcun’ altro, che pur non colpevole, e pur sapendo altri non colpevoli, avrebbe taciuto pur di non essere coinvolto?
    Davvero sotto questa polvere, che sa di chiuso e di marcio, ci sono solo banali peccatucci di provincia, che perciò solo in provincia rischiano/rischiavano di avere conseguenze, anche pesanti?
    Davvero, per amore di bella figura e per apparire a favore di telecamera, anche insospettabili e graduati tutti di un pezzo, avrebbero fatto carte false pur di non uscire dal magico occhio della tv,che può gonfiare carriere e reputazioni?

    Forse si.

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  8. Ettore

    non ho mai dubitato della sua onestà intellettuale, Dott ZANELLA. questo articolo me lo conferma. Complimenti!

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  9. armando

    E quindi quelle decine di articoli sul caso pubblicati sino ad ieri sono nient’altro che corbellerie???????

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  10. Callimaco

    Teniamo presente che la difesa della propria incompetenza professionale, soprattutto in soggetti che sono assurti immeritevolmente per decenni agli onori delle cronache televisive, può assumere contorni di feroce tenacia, addirittura superiori a quella di chi ha qualcosa da nascondere.

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  11. armando

    MI perdoni il ripetere, dott. ZANELLA, ma credo che una risposta chiarificatrice sia necessaria. Grazie

    E quindi quelle decine di articoli sul caso pubblicati sino ad ieri sono nient’altro che corbellerie???????

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    • Lino

      Che delusione Dott. ZANELLA! Immagino la risentirò a breve in quanto ospite fisso di Gianluigi nuzzi

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  12. armando

    Grazie gianluca per la tua risposta, veramente esaustiva, chiara, ma soprattutto………… TRASPARENTE!

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