Delitto di Garlasco: i lapsus del generale Garofano

Scritto da: Gianluca Zanella
28 Aprile 2026

Nel caso Garlasco, Luciano Garofano ha più volte ridimensionato il proprio ruolo nelle indagini. Ma in una recente intervista si è definito “responsabile di polizia giudiziaria” per quelle attività. Un lapsus? Forse. Ma la domanda resta: quale fu davvero il suo incarico operativo?

Luciano Garofano ospite a “Ore14”.

È passato un anno, ma dobbiamo tornare a parlare di Luciano Garofano e dei suoi lapsus.

Era il 9 aprile del 2025 quando il generale, nella giornata in cui si attendeva la nomina dei periti per l’incidente probatorio, veniva ricusato. Contro la sua nomina c’era stata l’opposizione tanto dell’avvocato Giada Bocellari – difensore di Alberto Stasi – quanto della Procura di Pavia.

“Mai entrato in quella casa”

Secondo le due parti, il consulente della difesa dell’indagato Andrea Sempio risultava incompatibile in quanto in passato, nel suo ruolo di comandante del RIS di Parma, aveva indagato sulla scena del crimine con ruolo attivo. All’uscita dall’aula, circondato dai giornalisti e affiancato dalla legale e amica di vecchia data di Sempio, Angela Taccia, Garofano aveva dichiarato: “è tutto da scrivere, peraltro voglio rispondere alla ricusazione affermando che io in quell’indagine è vero che comandavo il Ris, ma le indagini materialmente – e soprattutto le analisi biologiche e quelle delle impronte papillari – furono fatte in maniera indipendente dai miei collaboratori, quindi io non vedo nessun conflitto d’interessi e incompatibilità”.

A rincarare la dose ci aveva pensato l’avvocato Taccia, affermando: “C’è anche un verbale che attesta che il generale non è mai entrato nemmeno in casa”. La stessa cosa l’aveva ripetuta Garofano anche in un’intervista rilasciata a Fanpage: “non sono mai entrato nella casa di Garlasco“.

Certamente un lapsus, dal momento che – nei giorni successivi – prima sul web e poi nella stampa mainstream cominciò a girare l’ormai famosa foto di Garofano con tuta bianca , guanti e mascherina chirurgica sulla scena del crimine, all’interno della villetta in cui è stata massacrata Chiara Poggi. Garofano si difese nei giorni a seguire, rilasciando alcune interviste, tra cui una a Il Tempo dove disse: “Mi vogliono screditare. Ci sono delle fotografie ma ero lì perché mi ero occupato della distribuzione delle macchie sul pavimento dopo che i miei colleghi avevano già fatto il sopralluogo e repertato tutto”. Qui, evidentemente, il generale si stava riferendo alla BPA. Ma le indagini non erano state svolte indipendentemente dai suoi collaboratori? Ed esattamente, da chi?

Forse Garofano si riferiva in quell’occasione ai Capitani Aldo Mattei e Alberto Marino, che il 30 agosto del 2007 furono incaricati come consulenti tecnici dalla PM Rosa Muscio, dopo che il RIS era intervenuto sulla scena a partire dal 16 agosto precedente (ben tre giorni dopo il delitto, con una scena del crimine ormai irrimediabilmente compromessa).

Ad ogni modo, la linea difensiva di Luciano Garofano aveva convinto la GIP Daniela Garlaschelli, che aveva respinto la ricusazione.

Generali in cerca di un ruolo

A distanza di un anno, precisamente il 24 aprile 2026, l’ex generale sembra aver avuto un altro lapsus. E deve esserlo per forza, perché se così non fosse ci sarebbe da farsi qualche domanda. Intervistato da Milo Infante, nel pre-puntata di Ore14 Sera, Luciano Garofano, rispondendo a una domanda riguardo i presunti errori nelle analisi dei tappetini della Golf di Alberto Stasi e sull’eventualità che, all’epoca, potesse aver passato foto ai giornalisti per “inguaiare” il biondino dagli occhi di ghiaccio, ha detto (minuto 7.19): “ci mancherebbe che davo delle fotografie, essendo responsabile di polizia giudiziaria per quel tipo di attività”. Alt, fermiamoci un attimo.

Quando mai Luciano Garofano è stato “responsabile” di polizia giudiziaria? Che a noi risulti, agli atti non esiste una sua nomina ufficiale. Dopotutto, lo aveva detto lui stesso il 9 aprile 2025: le indagini le avevano fatte i suoi uomini, lui, all’epoca Colonnello, era solamente il loro comandante, dunque nessuna incompatibilità con l’incidente probatorio nella veste di consulente di Andrea Sempio. Passato un anno, le cose invece sembrano cambiare, almeno nei ricordi del generale.

Forse il generale si confonde con altre attività da lui svolte, perché se così non fosse dovremmo pensare a un incarico informale? Difficile da credere. In questo caso, verrebbe da chiedersi quale ruolo ha davvero svolto Luciano Garofano nelle indagini sul delitto di Garlasco. Era “solo” il comandante del RIS di Parma o aveva delle deleghe che ne ampliavano i poteri di indagine? E, se così fosse, dove sono i documenti a supporto?

Sarebbe interessante domandarlo direttamente a lui, siamo sicuri che fugherebbe ogni nostro dubbio in merito, fornendo una risposta esaustiva.

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  • Nasce a Roma. Editor e agente letterario, collabora dal 2015 con alcune tra le principali realtà editoriali italiane. Già collaboratore e inviato per AISE (Agenzia internazionale stampa estera), dal 2021 al 2023 collabora con il Giornale.it occupandosi di inchieste, nel 2024 è stato redattore di InsideOver. È l'ideatore del format di informazione indipendete DarkSide - Storia Segreta d'Italia e presidente dell'Associazione Culturale DarkSide.

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2 Commenti

  1. armando

    Però poi dopo pochi mesi (ottobre) ha abbandonato tutti avendo sentito puzza di bruciato….Adesso lo rivediamo in TV arrampicarsi sugli specchi nel difendere il proprio operato affermando al tempo stesso rispetto per questa nuova indagine! Parlare di garofano mi sembra tanto inutile quanto fuorviante. Parliamo di cose serie, reali. La difesa di Sempio annuncia l’ingaggio di uno psicoterapeuta per una consulenza personologica sull’indagato; l’ennesimo professionista al servizio di un illustre signor nessuno che lavora come commesso in un negozio di telefonia; con un padre ex operaio che ha fatto i salti mortali per racimolare poche decine di migliaia di euro quando ha dovuto pagare gli avvocati: Senza dimenticare poi i professionisti della famiglia Poggi , genitori e fratello di Chiara, che non perdono occasione per ribadire la sua estraneità al delitto! Ma le Parcelle di questo esercito di professionisti chi Caxxo lo paga? Ma veramente vogliamo credere che sono tutti lì per difendere Sempio? Addirittura gli hanno messo a disposizione una intera trasmissione televisiva dove può raccontare quello che vuole senza contraddittorio, una pletora di giornalisti che negano le evidenze con maniere e modi inqualificabili! Ma Angela Taccia che svolge la sua funzione difensiva a titolo gratuito di cosa campa visto che la questione la impegna quotidianamente? Quella Taccia a suo tempo facente parte della “compagnia” e che in quanto avvocato dell’indagato non può essere sentita dagli inquirenti……. Caro Gianluca queste osservazioni in Tv non le ho mai sentite pronunciare da nessuno, neanche da te magari sul web. Eppure, non voglio insegnare niente a nessuno sia ben chiaro, c’era una volta, ed ora ahinoi, non c’è più, un tale che diceva così: Seguite i soldi e troverete la mafia.

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    • armando

      rispondi,grazie

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2 Commenti

  1. armando

    Però poi dopo pochi mesi (ottobre) ha abbandonato tutti avendo sentito puzza di bruciato….Adesso lo rivediamo in TV arrampicarsi sugli specchi nel difendere il proprio operato affermando al tempo stesso rispetto per questa nuova indagine! Parlare di garofano mi sembra tanto inutile quanto fuorviante. Parliamo di cose serie, reali. La difesa di Sempio annuncia l’ingaggio di uno psicoterapeuta per una consulenza personologica sull’indagato; l’ennesimo professionista al servizio di un illustre signor nessuno che lavora come commesso in un negozio di telefonia; con un padre ex operaio che ha fatto i salti mortali per racimolare poche decine di migliaia di euro quando ha dovuto pagare gli avvocati: Senza dimenticare poi i professionisti della famiglia Poggi , genitori e fratello di Chiara, che non perdono occasione per ribadire la sua estraneità al delitto! Ma le Parcelle di questo esercito di professionisti chi Caxxo lo paga? Ma veramente vogliamo credere che sono tutti lì per difendere Sempio? Addirittura gli hanno messo a disposizione una intera trasmissione televisiva dove può raccontare quello che vuole senza contraddittorio, una pletora di giornalisti che negano le evidenze con maniere e modi inqualificabili! Ma Angela Taccia che svolge la sua funzione difensiva a titolo gratuito di cosa campa visto che la questione la impegna quotidianamente? Quella Taccia a suo tempo facente parte della “compagnia” e che in quanto avvocato dell’indagato non può essere sentita dagli inquirenti……. Caro Gianluca queste osservazioni in Tv non le ho mai sentite pronunciare da nessuno, neanche da te magari sul web. Eppure, non voglio insegnare niente a nessuno sia ben chiaro, c’era una volta, ed ora ahinoi, non c’è più, un tale che diceva così: Seguite i soldi e troverete la mafia.

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    • armando

      rispondi,grazie

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