Il mistero di Policoro: il 24 marzo 1988 Luca Orioli e Marirosa Andreotta vengono trovati senza vita. Prima si parla di folgorazione, poi di monossido di carbonio, ma un consulente ipotizza un duplice omicidio legato a segreti scomodi e al rotocalco “Bene”…

Luca Orioli e Marirosa Andreotta.
Per capire le dinamiche della loro misteriosa sparizione bisognerebbe andare a fondo di quegli anni 80. Un tempo in cui la giovinezza si consumava nella più totale assenza della rete. Nel 1988 non c’era spazio per le chat che corrono, ora, sul filo della fibra, tutto quello che si sapeva aveva il sapore del vecchio passaparola. Erano gli stessi anni in cui mamma Olimpia, nella sua instancabile ricerca della verità per il figlio Luca, ridisegnava nuovi scenari e pensava a possibili spiragli investigativi da percorrere.
Un mondo tutto in salita che mal si conciliava con le esigenze di cronaca e prima ancora di investigazione. Il giovane Orioli era studente con lodevole profitto a Milano, la sua poco più che coetanea e conterranea Marirosa aveva preferito trasferirsi da Policoro a Napoli per frequentare l’Università. Due vite separate per quello che si racconta, ma inavvertitamente e inconsapevolmente, foriere di sviluppi nefasti.
Cosa sappiamo sul ritrovamento dei ragazzi?
Luca Orioli e Marirosa Andreotta per qualche tempo erano stati legati sentimentalmente. La ragazza era rientrata a Policoro la sera del 23 marzo e, sola in casa, si era incontrata con Orioli. I giovani furono trovati morti dalla madre della ragazza la notte fra il 23 e il 24 marzo 1988.

Luca Orioli.
Amici da qualche tempo, secondo la ricostruzione che fecero all’epoca gli investigatori, avevano deciso di fare il bagno insieme e, per riscaldare l’ambiente, avevano messo in funzione un ”caldo bagno”. Dalla vasca sarebbe caduta dell’acqua che, finita in parte sull’elettrodomestico, parte per terra avrebbe formato un circuito elettrico. A questo punto – sempre secondo la ricostruzione fatta all’epoca dagli investigatori – Luca Orioli sarebbe rimasto folgorato appena uscito dalla vasca. La scarica avrebbe investito anche la ragazza, provocandone la morte istantanea.
Cosa non torna di quell’incontro?
Luca e Marirosa non erano legati sentimentalmente, forse lo erano stati un tempo ma al momento della morte ci sono ragioni per credere che si erano ritrovati nella vasca da bagno senza che tra loro ci fosse intimità. La scena del crimine potrebbe essere stata dissimulata!

Marirosa Andreotta.
Quello che sappiamo di quella triste sera è che i due ragazzi si erano dati appuntamento a casa di lei, un’abitazione lontana dal centro urbano di Policoro, per condividere contenuti mai rivelati e risalenti ad una lettera che Marirosa avrebbe recapitato a Luca. A darne notizia è stata proprio Olimpia Fuina in una conferenza stampa tenutasi a Milano, a marzo scorso.
La lettera conteneva poche righe che rivelavano fatti compromettenti legati al rotocalco della Basilicata “Bene”. Marirosa aveva deciso di confidarsi solo con Luca, di cui si fidava completamente. Tuttavia, qualcuno potrebbe aver scoperto questo incontro segreto, temendo che certe verità scomode potessero venire alla luce.
Ma, allora, chi sapeva che i due si sarebbero visti a casa di lei quella sera? Chi era a conoscenza del fatto che la complicità tra due ex fidanzati avrebbe potuto far crollare quel castello di verità scabrose di cui Marirosa era a conoscenza e che, con molta probabilità, riguardavano personaggi intoccabili e misfatti di una Basilicata ancora poco conosciuta sotto alcuni aspetti?
La super perizia del consulente di parte, Ozrem Carella Prada
La morte di Luca Orioli e Marirosa Andreotta fu attribuita, almeno in un primo momento, a folgorazione. Solo successivamente, dopo la riapertura dell’inchiesta, fu ascritta ad avvelenamento accidentale da ossido di carbonio. Infine, entrambe le tesi sono state contestate dal consulente della famiglia Orioli, Ozrem Carella Prada, secondo il quale ”indiscutibili dati di fatto” avrebbero fatto propendere per la tesi di un duplice omicidio.
Alcune lesioni rilevate sui cadaveri – secondo Carella – apparivano compatibili con un’aggressione improvvisa che avrebbe avuto come conseguenza una forma di stordimento dei due ragazzi. L’aggressore o gli aggressori – per Carella – avrebbero poi agevolmente compiuto il duplice delitto, mantenendo immersi in acqua i corpi.
Non è un caso che da sempre, la mamma di Luca, Olimpia, sostenga che i due corpi furono spostati e che la vasca da bagno sia stata solo la scena ideale per dissimulare un duplice omicidio. Questo ci porta ad un grande interrogativo, qualcuno, da tempo sulle tracce dei due giovani, potrebbe aver bussato alla loro porta?




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