Il tragico attentato ai carabinieri Savastano e Tarsilli

Scritto da: Manuele Avilloni
21 Gennaio 2025

Il 21 gennaio 1982, Monteroni d’Arbia fu teatro di un tragico attentato terroristico. Durante un controllo stradale, i carabinieri Giuseppe Savastano ed Euro Tarsilli fermarono un autobus rubato da terroristi dei COLP, reduci da una rapina. Ne scaturì una violenta sparatoria in cui persero la vita i due carabinieri e un terrorista, Lucio Di Giacomo. L’attentato sconvolse la comunità e divenne simbolo della lotta contro il terrorismo degli anni di piombo.

I giovani carabinieri Giuseppe Savastano ed Euro Tarsilli.

Un controllo di routine trasformatosi in tragedia

Monteroni d’Arbia, 21 gennaio 1982. Quella mattina d’inverno, il freddo pungente avvolgeva le campagne senesi. La comunità di Monteroni d’Arbia si risvegliava ignara del dramma che di lì a poco avrebbe marchiato per sempre il suo nome. La vita scorreva tranquilla, ma una tragedia stava per esplodere lungo la strada provinciale, dove due giovani carabinieri, Giuseppe Savastano ed Euro Tarsilli, stavano compiendo il loro dovere. Quello che doveva essere un semplice controllo di routine si trasformò in un incubo, incastonando i loro nomi nella dolorosa cronaca degli anni di piombo.

La dinamica dell’attentato

Quel giorno, Savastano e Tarsilli, insieme al maresciallo Augusto Barna, erano impegnati in un servizio di controllo stradale nei pressi di Monteroni d’Arbia, una piccola comunità a pochi chilometri da Siena. La quiete del paese si infranse quando i militari fermarono un autobus di linea sulla tratta Siena-Montalcino. Un’azione apparentemente ordinaria, ma quell’autobus non trasportava passeggeri qualunque: era stato appena sequestrato da un commando armato dei Comunisti Organizzati per la Liberazione Proletaria (COLP).

I terroristi avevano da poco portato a termine una rapina in una banca alla periferia di Siena, usando il mezzo pubblico come veicolo di fuga. I carabinieri, ignari di ciò che stava per accadere, si avvicinarono al mezzo per un controllo. L’atmosfera si caricò di tensione: il commando si sentì braccato e, in pochi istanti, la situazione precipitò.

Lo scontro a fuoco

Il crepitio dei colpi ruppe il silenzio delle campagne. I terroristi, in preda al panico, aprirono il fuoco senza esitazione. I colpi di arma da fuoco risuonarono come un tuono, spargendo sangue e distruzione. Giuseppe Savastano, 24 anni, ed Euro Tarsilli, 28 anni, furono colpiti mortalmente. Entrambi si trovavano a pochi passi dal mezzo quando furono raggiunti dai proiettili sparati con una brutalità spietata.

Il maresciallo Augusto Barna, comandante della stazione dei Carabinieri di Murlo, fu ferito gravemente, ma, con un atto di eroismo, riuscì a rispondere al fuoco, abbattendo uno dei membri del commando, Lucio Di Giacomo. Tuttavia, nel caos dello scontro, gli altri terroristi riuscirono a fuggire, dileguandosi tra le campagne circostanti. L’asfalto, impregnato di sangue, diventò muto testimone di un sacrificio compiuto nel nome del dovere.

Due vite spezzate in nome dello Stato

Giuseppe Savastano ed Euro Tarsilli erano due giovani carabinieri animati da uno spirito di servizio che andava oltre il semplice lavoro. Figli di un’Italia segnata da ferite profonde, avevano scelto di indossare la divisa per proteggere i cittadini e difendere la legalità in un periodo in cui il terrorismo metteva quotidianamente in discussione la sicurezza nazionale.

Savastano, originario della Campania, era descritto dai colleghi come un giovane determinato e solare. Tarsilli, toscano di nascita, era noto per il suo rigore e la sua dedizione. Le loro morti suscitarono un’ondata di commozione in tutto il Paese, trasformandoli in simboli di una lotta contro un nemico invisibile ma pericoloso: il terrorismo armato.

L’indagine e la giustizia

La macchina investigativa si mise in moto immediatamente. Nelle ore successive all’agguato, le forze dell’ordine avviarono una vasta operazione di ricerca, perlustrando ogni angolo delle campagne senesi. I terroristi, sebbene dispersi, non riuscirono a sfuggire per molto tempo. L’indagine, condotta con determinazione, portò all’identificazione e alla cattura dei membri del commando COLP.

Il successivo processo si concluse con la condanna dei responsabili, assicurando alla giustizia gli artefici di quel tragico episodio. Tuttavia, nessuna sentenza avrebbe potuto lenire il dolore delle famiglie delle vittime e dei loro colleghi, che persero due giovani promesse dell’Arma dei Carabinieri.

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  • Nasce in provincia di Frosinone nel 1989. Laureato in Scienze Politiche, ha successivamente intrapreso gli studi in Relazioni Internazionali presso l’università di Torino dove approfondisce gli aspetti legati all'IA e alla Cybersecurity. La passione per l’informazione, le dinamiche sociali e le materie forensi lo hanno avvicinato al mondo del giornalismo e nel 2022 inizia a collaborare con InsideOver e ilGiornale.it. Qui incontra il Giornalista Gianluca Zanella, inizialmente suo docente e inizia una collaborazione. Diventa parte integrante di Darkside occupandosi di inchieste e tecnologia. Fonda Darkcyber, una rubrica di approfondimento che si muove nelle zone d'ombra dell'innovazione tecnologica, quei territori dove il progresso incontra il rischio, la curiosità sfida la trasparenza e la complessità del digitale si intreccia con la vita reale.

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