L’11 febbraio 2024, ad Altavilla Milicia (PA), un’intera famiglia è stata sterminata in un atroce delitto segnato dal fanatismo religioso. Antonella Salamone e i figli Kevin ed Emmanuel Barreca sono stati uccisi dal marito, Giovanni Barreca, con la complicità di due sedicenti “fratelli di Dio”, Massimo Carandente e Sabrina Fina. Secondo le indagini, le vittime sarebbero state torturate per giorni durante presunti riti di esorcismo, dopo essere state convinte di essere possedute dal demonio. A sopravvivere è stata solo la figlia maggiore, Miriam, che ha ammesso di aver preso parte al massacro credendo di “liberare” i propri familiari…

Giovanni Barreca con la moglie Antonella Salamone.
Questo non è un cold case, e neanche un crimine avvolto dal mistero. La strage familiare ha trovato subito i suoi responsabili, sono 4: due hanno confessato, altri due continuano a dichiararsi presenti sul luogo ma di non aver contribuito. In questa storia il mistero è tutto da ricercare nella mente umana e nelle sue parti più oscure e folli.
La strage, che vede la morte di Antonella Salamone, Kevin ed Emmanuel Barreca ha luogo nei giorni che precedono all’11 Febbraio 2024, il tutto è riconducibile a un contesto di fanatismo religioso, delirio mistico e tentati esorcismi. Una telefonata al 112, arrivata dopo la mezzanotte, con dall’altra parte Giovanni Barreca, muratore di 54 anni, il quale afferma: “Gli spiriti mi hanno bloccato la macchina. Ho fatto cose giuste: amare il prossimo come me stesso”. La voce è alterata, confusa. I carabinieri si recano immediatamente sul luogo: la villetta della famiglia Barreca. Quello che troveranno li segnerà per sempre. Le parole del procuratore capo di Termini Imerese Ambrogio Cartosio nel corso della conferenza stampa sono chiare: “In tanti anni di carriera non ho mai visto nulla di più orribile”.
Sette protagonisti, tre cadaveri
La famiglia Barreca (Giovanni, Antonella Salamone e i loro 3 figli minorenni) si era trasferita ad Altavilla, cinque anni prima da Novara; nessun segnale evidente di disagio o di maltrattamenti, se non di natura economica. Nel mese precedente alla strage erano comparsi nelle vite della famiglia due individui, che si fanno chiamare “i fratelli di dio”, sono Massimo Carandente e Sabrina Fina, la sua compagna; la coppia adescava “adepti” su Facebook, e proprio sul social network conoscono Giovanni Barreca con cui iniziano ad organizzare dei “gruppi di preghiera”. Ciò che sappiamo è frutto principalmente della confessione dell’unica superstite tra i fratelli Barreca, la maggiore, la preferita del padre a detta di tutti. Miriam Barreca, trovata nel suo letto dai carabinieri intervenuti sul luogo, confessa e rivela agli inquirenti che “in casa c’era il demonio”, che la madre e i due fratelli erano posseduti, e che lei e suo padre con l’aiuto dei fratelli di Dio avevano fatto dei riti per liberarli dai demoni.
La Confessione di Miriam Barreca
Nella confessione shock, la ragazza appena maggiorenne racconta con dovizia di particolari l’orrore: la madre torturata con asciugacapelli bollente, una padella, un attizzatoio da camino arroventato. La donna morì il 9 febbraio. Stando alla confessione “era un demone, l’abbiamo sepolta in un terreno qui sotto casa e poi le abbiamo dato fuoco”. Per quanto riguarda Kevin ed Emanuele, stessa sorte, trovano la morte dopo giorni di sevizie. Nella viletta vengono rinvenuti strumenti di tortura improvvisati: cavi elettrici, catene e stracci per imbavagliare le vittime. Nelle parole di Miriam si scorge una luce inquitenate sui fatti:
“Mia madre è morta recentemente, credo la settimana scorsa. È stata torturata con il phon, con la padella e con la pinza per il camino ed io ho assistito. Eravamo in cucina, mia madre era a terra con il volto giù, ed erano presenti anche Sabrina, Massimo, Kevin e mio padre. La torturavano a turno, sia Sabrina che Massimo. Le passavano l’asciugacapelli con la massima temperatura in tutto il corpo, con la padella la colpivano sulla schiena. Hanno anche riscaldato la pinza per il camino con il fuoco e gliel’hanno messa addosso. Mio padre guardava, io e Kevin eravamo in piedi e ci scambiavamo sguardi, capendo che la cosa non fosse normale”. Omissis… “Mia madre mi diceva di chiamare i carabinieri, ma io per paura di essere torturata non l’ho fatto. (Tratto da La Stampa, 18 febbraio 2024)
Le scritte sui Muri della Villetta di Altavilla Milicia
– il Salmo 23 che recita:
“Il Signore è il mio pastore: e con lui non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare
ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca. Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni.”

Le scritte sui muri, il salmo 23.
e il salmo 128 che recita:
“Beato chiunque teme il SIGNORE e cammina nelle sue vie! Allora mangerai della fatica delle tue mani, sarai felice e prospererai. Tua moglie sarà come una vigna fruttifera, nell’intimità della tua casa; i tuoi figli come piante d’olivo intorno alla tua tavola. Ecco, così sarà benedetto l’uomo che teme il SIGNORE. Il SIGNORE ti benedica da Sion! Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme tutti i giorni della tua vita. Possa tu vedere i figli dei tuoi figli. Pace sia sopra Israele.”

Le scritte sui muri, il salmo 128.
Si tratta di versi evangelici che parlano di benedizione divina e protezione, usati come mantra in quel contesto delirante e scritti sui muri dalla figlia prediletta di Giovanni Barreca. Il rimando è anche alla Chiesa Cristiana Avventista del Settimo giorno. Gli avventisti aspettano il ritorno di Cristo sulla terra, condividono molte credenze fondamentali con la maggior parte delle denominazioni cristiane, ma possiedono anche dottrine specifiche.
Nella chiesa evangelica, l’esorcismo è una pratica di preghiera durante la quale si invoca il potere di Gesù per liberare la persona della presenza del male, e a differenza della Chiesa Cattolico, che annovera specifici riti per l’esorcismo, nelle chiese Evangeliche vigono approcci “più informali”, ritenendo che l’esorcismo sia stato istituito direttamente da Gesù e trasmesso a tutti coloro che hanno ricevuto il Signore come loro personale salvatore. L’obiettivo dell’esorcismo, in teoria è la liberazione dal male e la guarigione spirituale della persona.
Secondo la procura di Termini Imerese, Barreca era un fervente credente e seguace della chiesa evangelica, poi radicalizzato in un gruppetto settario guidato dal sedicente santone Fabio Carandente, i gruppi di preghiera si spostano nella villetta di famiglia e coinvolgono per forza di cose tutti gli abitanti della casa. Nella villetta si praticano esorcismi “informali “, non riconosciuti da alcuna chiesa ufficiale e dove la liberazione dal demonio diventava un percorso di violenze atroci che conducevano alla morte.
Questo caso evidenzia il fenomeno e i pericoli del cosiddetto delirio mistico di gruppo, quella forma di delirio (distacco dalla realtà) con cui un individuo nutre convinzioni intense e persistenti di natura religiosa o spirituale che spesso percepisce come connessione diretta con entità divine – queste convinzioni sono irrazionali, nella sua forma di “delirio mistico di gruppo” si intende un disturbo psichico nel quale un gruppo di persone condivide la stessa convinzione delirante (in alcuni casi un individuo con un disturbo significativo influenza gli altri a condividere la sua follia).
La Capacità di intendere e di volere e il rilievo processuale
Dalla capacità di intendere e di volere deriva la capacità di stare in giudizio. L’avvocato di Giovanni Barreca ha subito chiesto per il suo assistito una perizia psichiatrica. Una prima perizia di parte cha decretato l’incapacità del Barreca, definito ancora in preda ad un delirio mistico, con conseguenza l’immediata scarcerazione e il ricovero in una REMS. Il Tribunale del Riesame di Palermo, in accoglimento del ricorso della procura di Termini Imerese contro la scarcerazione di Giovanni Barreca, ha annullato il provvedimento del Gup che disponeva il trasferimento di Barreca nella struttura predisposta. Giovanni Barreca è attualmente in carcere, rinviato a giudizio.
Miriam Barreca, a seguito di perizia neuropsichiatrica, è stata dichiarata capace di intendere e di volere dal GIP del Tribunale per i Minorenni di Palermo e condannata a 12 anni e 8 mesi dal giudice per l’udienza preliminare Nicola Aiello. Ad oggi siamo alla terza udienza. Nell’ambito del procedimento davanti alla Corte d’Assise di Palermo in corso contro Fina, Carandente e Barreca Giovanni, il 20 maggio viene ascoltato come testimone il brigadiere incaricato di analizzare i tabulati. Ciò che è emerso sa dell’incredibile, pare che Antonella Salamone avrebbe composto il numero di emergenza per chiedere aiuto ma queste sarebbero state classificate come “falso” o “scherzo”. Al contempo da alcuni video in cui si interroga il bambino di 5 anni emerge che alla domanda “chi ti ha mandato? Risponde: “IL DIAVOLO”.




Bell’articolo