L’agghiacciante delitto di Rosetta Quaiattini

Scritto da: Alessio Pizzichi
21 Febbraio 2025

Una casa protetta dalle inferriate, l’ombra di una figura inquietante, una serie di spaventosi atti intimidatori e un delitto brutale. Sembrano gli ingredienti di un film dell’orrore ma si tratta di una storia realmente accaduta qualche anno fa, nel Nord Italia. Una vicenda che mescola solitudine, angoscia, paura dell’ignoto e la ricerca disperata della verità. Una verità che attende ancora di essere scritta.

2018. Siamo a Beivars, frazione di Udine, un contesto di campagna riservato e tranquillo. Al civico 125 c’è un’abitazione che cattura particolarmente l’attenzione: una bella casa con giardino caratterizzata dalla presenza di inferriate su tutte le porte e le finestre, tanto che dall’esterno somiglia a un’enorme gabbia. Al suo interno vive Rosetta Quaiattini.

Rosetta: un’esistenza tra paura e diffidenza

71 anni, ex infermiera in pensione, una vita dove la solitudine fa da padrona. Nessun figlio, nessuna relazione, ha un fratello con cui non si sente più da anni a causa di alcuni screzi avvenuti in passato. In zona la conoscono in pochi, esce soltanto per le commissioni necessarie e per andare a messa, dà pochissima confidenza agli altri. Un isolamento che forse all’inizio è stato ricercato ma che alla fine è diventato una costrizione, come se quelle sbarre che circondano la sua casa la proteggessero da eventuali pericoli ma al tempo stesso la tagliassero fuori dal mondo esterno.

Rosetta Quaiattini.

La presenza

Ad aver reso Rosetta così diffidente ci sarebbe anche una faccenda oscura, stando a quello che lei racconta. Nelle occasioni in cui si è confidata con qualcuno, la donna ha rivelato di temere per la sua incolumità, dicendo di essere osservata e minacciata da una persona misteriosa. Un soggetto che cerca di spaventarla, tanto che nel 2012 la donna sporse anche denuncia ai Carabinieri. Alle autorità dichiarò che davanti al suo cancello aveva trovato un bidone su cui era disegnata una croce. Altre croci di legno le erano state invece gettate nel giardino, insieme ad alcuni mozziconi di sigarette e a carcasse di piccoli animali. Del sale era stato cosparso lungo il muro esterno del cancello.

In mancanza di ulteriori riscontri la denuncia finì per essere archiviata. Nel frattempo, la settantunenne, in preda alla paura e alle angosce, si chiudeva sempre di più nel suo rifugio, arrivando anche a piazzare un ombrellone davanti alla porta di casa per proteggersi dagli sguardi esterni. Una serie di atti apparentemente eccessivi ma che saranno destinati a trasformarsi in un sinistro presagio.

L’incubo prende forma 

26 Gennaio. È mattina quando i Vigili del Fuoco ricevono una chiamata d’emergenza per recarsi al civico 125 di Beivars. Dall’abitazione di Rosetta Quaiattini fuoriesce del fumo. I pompieri entrano. La dimora è a soqquadro, l’incendio ha preso in più punti e la scoperta più drammatica avviene in salotto. Lì giace il corpo carbonizzato della proprietaria. Sulle prime si pensa a un incidente domestico trasformatosi in tragedia, una disgrazia che può essere stata originata dalla stufa. Tuttavia, le successive analisi sveleranno una realtà ancora più terrificante.

La casa di Rosetta Quaiattini.

Ad uccidere Rosetta non sono state le fiamme dell’incendio, ma un profondo taglio che le ha attraversato la gola da una parte all’altra. In sintesi, è stata sgozzata con una grossa arma bianca, un lungo coltello o un machete. In seguito al delitto l’assassino ha appiccato l’incendio, forse con l’intento di nascondere le sue tracce. Dall’abitazione non risulta essere stato rubato niente, nessun segno di effrazione. L’orario della morte viene collocato tra le 19:00 e le 20:30 del 25 Gennaio.

Gli incubi di Rosetta si sono trasformati in realtà. Qualcuno l’ha uccisa con inaudita violenza dentro la sua casa. Qualcuno che è riuscito ad accedere nonostante tutti i sistemi di sicurezza. La vittima lo ha fatto entrare? Lo conosceva oppure era riuscito a trovare una scusa per farsi aprire? Non ci è dato saperlo ma a questo punto i racconti della signora sulle minacce che diceva di subire assumono una luce decisamente inquietante.

L’inchiesta

Gli inquirenti scandagliano la vita della donna, un’esistenza piuttosto ermetica negli ultimi anni, pochissimi rapporti. Andava regolarmente in una chiesa vicino casa e aveva parlato dei suoi timori al parroco, così come alla presidente di un centro antiviolenza che aveva frequentato per un determinato periodo. I rapporti con il vicinato non erano idilliaci ma neanche così compromessi da portare a un omicidio di questo tipo. Si segue anche la pista dei dissidi con il fratello, tuttavia i due non si parlavano da trent’anni ed è improbabile che avessero fissato un appuntamento quel giorno, motivo per cui anche questa tesi non trova sbocchi.

Rimangono in piedi altre ipotesi. Potrebbe essere stata vittima di una rapina finita male, oppure essere stata presa di mira da un invasato che ha visto in lei un bersaglio, o magari l’ennesimo tentativo di spaventarla che si è spinto troppo oltre ed è degenerato.

L’indagine prosegue restando aperta anche nei mesi e negli anni successivi ma purtroppo non si verificheranno sviluppi verso una risoluzione. La vicenda inizia a occupare uno spazio sempre più piccolo tra le pagine di cronaca dei quotidiani locali fino ad arrivare a sparire del tutto.

Un enigma indecifrabile

Ne abbiamo parlato con Daniele Paroni, giornalista friulano che ha seguito il caso. Ci ha confermato il ritratto della vittima come di una donna che aveva perso ogni fiducia verso il prossimo e viveva perlopiù in casa. Una zona tranquilla quella in cui abitava ma che al tempo stesso poteva anche essere appetibile per dei rapinatori. Le difficoltà nell’inquadrare delle possibili piste visto lo stile di vita di Rosetta. Un funerale per pochi, così ci sono state descritte le sue onoranze funebri. Una persona che ha lasciato questo mondo con quella stessa coda di isolamento che si portava dietro da tempo.

Epilogo oscuro

Alla fine, persiste sempre una nebbia grigia che avvolge tutto nel mistero. Chi ha ucciso Rosetta Quaiattini e per quale motivo? Rimane l’enigma anche su quegli atti minatori che diceva di subire. Una casuale coincidenza oppure il gioco sadico di uno psicopatico che ha poi deciso di passare all’azione definitiva? Le risposte non ci sono, almeno per il momento.

In un mondo dove la solitudine può diventare una compagna insidiosa l’unica certezza è che la verità giace insieme alla vittima. Le pareti della sua casa restano le uniche testimoni di un crimine atroce che attende giustizia. Una giustizia che ci auguriamo possa trovare la sua strada all’interno di questa storia.

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  • Ricercatore di misteri e casi di cronaca irrisolti. Tutto inizia dopo che ha visitato di persona uno dei luoghi in cui ha agito il Mostro di Firenze. Da qui nasce un interesse che lo porta a esplorare le storie che hanno insanguinato il nostro paese, spingendolo all’approfondimento di molte vicende rimaste appese a un filo e talvolta dimenticate.

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