Nel caso Stasi, l’assenza di sangue nel lavandino viene spiegata con un “lavaggio accurato”. Questo capitolo analizza l’indizio tra evidenze materiali, perizie e limiti logici…

“Sì, e gli asini volano” …chissà quante volte lo abbiamo detto o lo abbiamo sentito. Un sarcastico modo di dire per indicare qualcosa di assurdo o impossibile a cui qualcuno crede ingenuamente. È un paradosso, come a dire “ma vuoi che un animale così testardo e pesante possa volar leggero in aria? Usiamo questa espressione idiomatica da molto tempo, se pensate che già i nostri avi latini dicevano “asinus in tegulis”. Noi abbiamo gli aerei ed ora i nostri asinelli volano. Per loro invece erano “solo” sui tetti. Evoluzione dei tempi.
In questa puntata vedremo come questo detto popolare calzi bene al fatto che bisognerebbe credere che un dispenser con 9 impronte (2 attribuibili e 7 presenti ma non attribuibili) e con colature secche di sapone sia però stato lavato con notevole accuratezza. Ripeto, con notevole accuratezza, non sciacquato e basta….
Ah, e ovviamente era prima sporco di sangue, poi il sangue è sparito (a motivo dell’accurata pulizia), ma impronte e anche tracce di DNA sono rimaste. Evidentemente l’aggressore, che sia Stasi o un altro doveva essere una sorta di esoterico alchimista capace di vaporizzare in modo perfettamente selettivo le tracce ematiche ma lasciare le altre tracce. Se confidiamo nella magia, certo è possibile. Se ci affidiamo alla scienza…beh, allora ecco i nostri asinelli, che siano sui tetti o per l’aere svolazzanti.
E già che ci siamo, aggiungiamo un lavandino, anche lui pulito con notevole accuratezza dove però sappiamo che vi erano restati 4 capelli, di cui un paio vicini allo scarico dell’acqua. Che volete che sia per un alchimista mago? E come nelle migliori esibizioni cosa fa un mago durante il suo show? Ti fa sparire sotto gli occhi ciò che tu hai appena visto. Già, perché i capelli li abbiamo visti nelle foto che vennero scattate durante i primi rilievi, ma poi di quei capelli non vi è più traccia. Ma possibile che non siano stati repertati, vista la loro evidente importanza sulla scena del crimine?
Alchimista dispettoso…pare sussurrò un “sim sala bim” ed ecco che non vi è più nulla. E in cielo gli asinelli aumentano di numero. Mi spiace per gli amati antenati latini, dobbiamo scegliere la versione più moderna, perché il tetto non regge più, così affollato di asinelli.
Mi chiedete del sangue nel lavandino? Ah, già, che distratto. Però che domanda, se vi ho detto che vi era stato lavaggio con notevole accuratezza, è evidente che non vi è traccia per tale motivo, no?
Come? Non vi risulta che in poco tempo solo con lavaggio con acqua si possano far sparire tracce ematiche che con i moderni reagenti (luminol, combur, OBTI) si possono rilevare in milionesimi di millilitro? Avete assolutamente ragione, ma qui abbiamo a che fare con maghi e asinelli che volano, che volete che sia? E perfino farlo sparire dal sifone, nonostante, secondo la bibliografia scientifica e la pratica forense, non sia possibile eliminare ogni traccia ematica da un lavandino utilizzando esclusivamente acqua e sapone proprio a causa dell’estrema sensibilità dei reagenti moderni.
Potrebbe aver usato agenti chimici, già. Analizzeremo anche quello. Cosa poteva trovare a disposizione? Candeggina…ma vedremo che è dura non lasciar traccia, e poi il cloro sollecita i reagenti luminol.
Magari perossido di idrogeno? Oddio, detta così sembra difficile che sia lì a disposizione, ma è la normalissima acqua ossigenata che usiamo nelle nostre case. Ottimo agente, ma ci vuol tempo, cosa che Stasi non aveva.
No, il lavaggio con agenti chimici non regge. E lo vedremo con bibliografia scientifica “peer reviewed” autorevole, non solo perché “secondo me”…Ancor meno quello solo con acqua…che poi deve essere assolutamente acqua fredda. Già, io avrei detto che lava e toglie di più quella calda. Che ignorante sono: non sapevo che l’acqua calda denatura le proteine del sangue, produce un effetto di coagulazione e il risultato è che diventa ancora più difficile se non impossibile togliere tracce ematiche.
Chiunque abbia pulito quel lavandino doveva avere competenze chimiche mica male. Tra i tanti errori di questo caso, non è che abbiano confuso la laurea di Stasi? Ma lui si stava laureando alla Bocconi o in chimica?
Vabbè, ma non importa, perché visto che il percorso della pulizia con agenti chimici non regge secondo scienza, a meno di non voler credere ad alchimisti e maghi (ma non so se questo rientri nelle garanzie di un processo penale), allora dobbiamo ipotizzare lo smontaggio del sifone per pulirlo con notevole accuratezza. Questa notevole accuratezza non deve mai mancare, per carità.
Aspettate, non lanciamo in aria altri asinelli, proviamo ad analizzarla seriamente. Vabbè, ho scritto seriamente e mi è venuta una risata. Non sono credibile in questo neppure con me stesso, perdonatemi. Ma proviamoci, dai. Ho sentito ricostruzioni di chi evidentemente non ha la minima idea di cosa sia un sifone. Senza ammorbarvi con particolari, ne basta uno: dovrà aver trovato un bel secchio o una bacinella? Vai e trovala. Lo ha smontato a mano? Quelli più moderni lo consentono, ma non credo proprio nel 2007 fosse possibile. Caccia al tesoro, trova gli attrezzi. Dai, non continuo perché lo vedremo nella nostra quarta puntata. Ma ho troppo rispetto per l’intelligenza delle persone che leggono per continuare con questa narrazione. Ci abbiamo un po’ scherzato, per salvarci almeno con un po’ di ironia. Ma rimane il fatto che con queste prove molto scientificamente supportate c’è una persona in carcere per omicidio. E su questo non vi è ironia che tenga. Non sulle spalle di una persona che si trova in quella situazione con delle sentenze fatte così. Non lo dimentichiamo mai, vero?
Vedremo anche che le impronte digitali sono databili. Accidenti, lo so che credevamo tutti che la scienza dicesse che non sono databili. Come? Ah, erano quelle impresse per ultime, sopra le altre. Dunque scientificamente va bene dire che erano le ultime, ed in effetti ci può stare. Ma non si riesce mai a far quadrare tutto. Perché in italiano ultima non vuol dire “la mattina del 13 agosto”. Ultime non poteva dire anche solo la sera prima, visto che Chiara e Stasi avevano assieme mangiato una pizza? Eh, ma allora perché non ci sono anche quelle di Chiara in superficie? Doppio salto logico presentato come fosse un “dato oggettivo”. Che rabbia vedere la logica chiamata in causa da chi poi la offende. In un ragionamento logico induttivo devi cercare fatti certi che possano aiutarti a determinare in termini probabilisticamente ragionevoli un fatto incerto. Che fatti certi possono portare a dire che Chiara ha usato il dispenser in bagno per lavarsi le mani quella sera? Non si sa, è un’ipotesi che sta lì come ipotesi. Che fatto certo mi può dire che esiste un’ipotesi alternativa più razionale e con maggiore probabilità di accadimento? Un fatto: Chiara ha lavato le stoviglie della cena. Tutto era lavato e pulito, la cucina era a posto, i guanti ordinatamente sul lavandino. Chiara era precisa e pulita. Ora, se tu inserisci questo dato in un processo logico, in una catena di logica Bayesiana, che sarebbe la migliore da utilizzare in questi casi, inevitabilmente il “posterior” dopo questo inserimento di dati andrebbe verso la maggior probabilità che Chiara si sia lavata le mani nel lavandino della cucina. Geniale…e ci voleva la logica Bayesiana? Certo che no, basterebbe il buon senso. Ma se non basta il buon senso, usiamo una bella catena logica, così siamo più sicuri. Poi, se si vuole insistere sul fatto che Chiara sia andata a lavarsi le mani in bagno, anche senza alcun dato reale che possa supportare questa congettura, che ci possiamo fare? D’altra parte bisogna scegliere se credere alla scienza (come per le tracce ematiche), al buon senso…anzi nobilitiamolo a livello di logica bayesiana, oppure a alchimisti e maghi. Se si scelgono questi ultimi, ai sostenitori di scienza, razionalità e logica non resta che alzare bandiera bianca.
Solo che a quel punto si oscura il sole in cielo, tanti sono gli asinelli che svolazzano, inebriati dalla loro inaspettata leggerezza.
Ma vi è anche un’altra diversa interpretazione, escludendo asinelli, alchimisti e maghi. Occorrerebbe credere all’ipotesi proposta perché è una teoria che è vera perché è vera perché la dice chi la dice e pertanto in modo perfettamente argomentato e logico noi ci dobbiamo credere, come è dimostrato da questo impeccabile ragionamento. In effetti non fa una grinza, per usare un bel detto popolare. Ecco, riteniamoci tutti apprettati e stirati. Né pieghe né grinze. Ora tutto quadra e per favore preparate pista di atterraggio per i simpatici asinelli, che ora possono rientrare a terra.
Non è un modo serio di esprimerti, mi potreste contestare!
Non potrei che darvi ragione, ma abbiate pietà di me, vi prego. E’ l’unico modo che ho trovato per sopravvivere a queste assurdità di lavandini accuratamente lavati che sono però sporchi, che hanno capelli all’interno, che neppure nel sifone hanno tracce ematiche, accompagnati a braccetto da dispenser perfettamente puliti ma pieni di impronte e tracce, con colature di sapone e…già, dimenticavo, usate da uno Stasi funambolico che con un dito solo (le impronte sono due, ma dello stesso dito, l’anulare destro) è riuscito a “deporre con cautela” il dispenser.
Va bene, allora vi saluto e vi aspetto per la nostra puntata sugli asinelli.
Prima di salutarci, faccio l’appello per vedere di non aver perso qualcosa per strada.
Asinelli…sì presenti. Ne vedo qualcuno ancora in aria ma stanno rientrando
Maghi…beh, loro sono spariti…che altro?
Alchimisti…sono qui e me li tengo stretti…chissà che davvero non riescano a trasformare il piombo in oro…con quello che sale oggi la sua quotazione!
Cosa mi manca? Ah, il funambolo. Qui mi rattristo, perché vorrei fosse qui con questa colorata e simpatica compagnia. Ma purtroppo non può esserci. E’ in carcere.
Grazie per seguirci, davvero, e scusatemi per l’ironia, ma non scherzo quando vi dico che è una necessità per non deprimermi.




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