Delitto di Arce: l’omicidio di Serena Mollicone

L’1 giugno 2001, ad Arce, cittadina in provincia di Frosinone, viene rinvenuto nel bosco di Fonte Cupa il cadavere di una ragazza. Il corpo è attaccato a un albero con del fil di ferro, la testa avvolta da un sacchetto di plastica, la bocca e il naso tappati dal nastro isolante, la bocca riempita di ovatta.

Il corpo appartiene a Serena Mollicone, una ragazza del posto scomparsa da due giorni. Con questo brutale omicidio, si apre una delle storie più tristi e intricate della cronaca nera recente.

Ne abbiamo parlato con Massimiliano Griner, autore per Lucky Red di un podcast dedicato alla vicenda, dal titolo “FONTECUPA. Il mistero di Serena Mollicone.”

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1 commento

  1. Roberto

    Massimiliano Griner ricostruisce il possibile motivo per cui Serena sia stata collocata a Fontecupa. Belli dice di aver visto Serena la mattina del 1° giugno presso il bar dell’Anitrella. L’assassino lo viene a sapere e colloca il corpo a Fontecupa (vicino al bar). Però, il corpo è stato portato la notte tra il 1° e il 2 giugno (attestato dalla maggioranza dei periti e asserito dalla sentenza di Cassino).
    Belli va dai carabinieri a fare la sua dichiarazione il 2 giugno,quindi DOPO che il corpo è stato portato a Fontecupa.
    Belli afferma di aver visto Serena quando tornava da Isola insieme al suo collega Tomaselli.Quest’ultimo, però, afferma che ad Isola sono andati il 31 maggio, e lo dimostra perché il 1° giugno era andato a Roma da suoi parenti. Quindi, il 1° giugno Belli non può aver visto proprio nulla (anche questo attestato dalla sentenza di Cassino).
    Adesso, mettete insieme il tutto e fate le uniche considerazioni logiche possibili.

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