Delitto di Garlasco: analisi di un massacro

Sulla dinamica dell’aggressione e sulla morte di Chiara Poggi si dice tutto e il contrario di tutto: dalla tortura, all’azione repentina di un killer solitario, dall’utilizzo di un martello a quello di un soprammobile.

Noi la verità in tasca non ce l’abbiamo, ma abbiamo analizzato i dati a disposizione con un medico legale, Pasquale Bacco, che ci ha dato il suo punto di vista su tutta una serie di ipotesi.

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1 commento

  1. Patrizio Pesce

    Molto probabilmente per uccidere Chiara Poggi è stato utilizzato uno strumento, come ad esempio, il portavasi metallico presente vicino alle scale, dove sono presenti le prime macchie di sangue. Ciò lo ritengo possibile qualora si tratti di un omicidio d’impeto,dopo una litigata, dopo una confessione riferita da Chiara ad una sua amica, che avrebbe condotto ad una serie di indagini e di colpevoli. Non ritengo, invece, credibile che Chiara sia stata uccisa con un’arma portata dall’esterno. Poi perché continuare a credere alla pista di un killer inviato da un mandante? Bastava che si fosse presentato a casa Poggi (ammesso che non disponesse già delle chiavi d’ingresso)un individuo travestito da poliziotto oppure da carabiniere che appena trovatosi di fronte a Chiara l’avesse uccisa con un colpo d’arma da fuoco, meglio se dotata di un silenziatore.

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