Nel giallo di Garlasco, Marco Demontis Muschitta occupa senza dubbio un posto d’onore: lui è il testimone che nel settembre 2007 afferma di fronte ai magistrati di Vigevano che indagano sul delitto di Chiara Poggi di aver visto, la mattina del delitto, una ragazza bionda in bicicletta uscire da via Pascoli reggendo in mano un attizzatoio da camino, in un orario compreso tra le 9.30 e le 9.45. La stessa ragazza l’avrebbe poi riconosciuta qualche giorno dopo in televisione: è una delle cugine di Chiara Poggi.
La sua è una deposizione che dura tre ore. Poi il verbale si chiude ma, dopo nemmeno un’ora, viene riaperto e Muschitta, che dalla lettura delle trascrizioni si evince essere confuso, incerto sul da farsi, prima conferma quanto detto prima, poi, subito dopo, ritratta tutto dicendo di essere uno stupido.
Cosa l’ha spaventato in quel lasso di tempo tra la chiusura e la riapertura del verbale? Era tornato a casa o era rimasto tra i corridoi della Procura? Chi può aver incontrato di tanto influente da farlo ritrattare in modo così goffo? E soprattutto, perché nessuno è mai andato a fondo di questa storia?
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Salve è vero che Muschitta aveva visto anche un suv nero parcheggiato in via pascoli ,questo è quello che dice Marchetto rileggendo il verbale del Muschitta,mi sembra un dettaglio importante.Grazie e complimenti per il lavoro che fa
Si, e non è stato il solo ad averlo visto
Sembra evidente che gli abbiano messo davanti lo scenario futuro, all’epoca, a cui sarebbe dovuto andare incontro. Cioè testimoniare in un processo potente. Accusare con certezza una persona per farla condannare. Responsabilità, che avrebbero segnato tutta la sua vita, nel bene e nel male. Fare il proprio dovere, spinti dalla propria etica, educazione, coscienza, non sempre sembra essere la cosa migliore e giusta.