Quello ai “compagni di merende” è stato un processo rimasto profondamente impresso nell’immaginario collettivo degli italiani. Un processo che in molti si spingono a definire “inquisitorio”, con alla sbarra personaggi che sembravano usciti da un fumetto, ma che erano in realtà accusati di essere “il Mostro” di Firenze. Tutto era iniziato con le dichiarazioni di Giancarlo Lotti, che asseriva di aver preso parte ad alcuni dei delitti insieme a Mario Vanni e Pietro Pacciani.
A distanza di parecchi decenni, i due avvocati Valter Biscotti e Antonio Mazzeo (già difensore, con Nino Filastò, di Mario Vanni) insieme al consulente Francesco Cappelletti stanno lavorando per ottenere, su mandato del nipote di Vanni, la revisione del processo.
Troppe le incongruenze, le anomalie, gli errori. Insomma, se davvero si arrivasse a una revisione, potrebbe essere tutto da rifare. E allora bisognerà ricominciare a cercare il mostro. Stavolta quello vero.
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