12 Novembre 2024

Il caso Marangon ha riportato in auge il tema dell’occulto e dello sciamanesimo. Ma quanto ne sappiamo? Chi sono davvero gli sciamani? E cosa c’entra tutto questo con esorcisti e satanisti?

Alex Marangon.

Occulto, che passione

Il mondo dell’occulto affascina, stupisce ma non è detto che questa macchina del paranormale funzioni sempre per regalarci emozioni positive. In Italia è allarme satanisti, santoni, sciamani. La paura dell’ignoto è cresciuta con l’aumento dei casi di cronaca nera che difettano di una soluzione. Si tratta di gialli, di casi irrisolti dove il “cattivo” potrebbe coincidere con chi ha dimestichezza con pratiche esoteriche. È così che prende forma l’ipotesi “setta” perché ad operare il “presunto male”, il più delle volte, non è un singolo individuo.

Intanto, si discute di istituire una commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno, ma numeri e definizione di cosa sia una setta restano la prima grande incognita ed è proprio questo, secondo alcuni studiosi ed esperti, a rendere fumoso il fenomeno e la sua entità, e soprattutto a rappresentare un rischio per la libertà di fede di tutti, e forse per la libertà pura e semplice.

Insomma, le sette ‘manipolano e questo è un reato che andrebbe reintrodotto. Chi traccia i confini e il tenore di questa manipolazione e cosa sia la setta però resta nei confini di uno spazio vago dove diventa facile accusare chiunque di essere un manipolatore: un credente qualsiasi, ma anche un innamorato, un amico, una moglie, una madre.

Tra santoni e manipolazione

È il caso del santone di Miggiano, in provincia di Lecce. Kadir, questo è il suo nome, disorienta la mente dei suoi adepti, inculcando loro strane fantasie sull’origine della vita, fregiandosi di un contatto diretto con il divino: dice di essere il sesto angelo dell’Apocalisse, eletto da Dio. Secondo un’indiscrezione di Telerama, sarebbe stato pizzicato di recente a fare il gigolò e a chi ha cercato di smascherarlo avrebbe detto: “Se non la smetti ti mando tante maledizioni”. L’uomo, al momento, non avrebbe accuse a suo carico, almeno formalmente o meglio, molte di quelle che gli sarebbero state mosse nella forma di denuncia- querela sarebbero state archiviate. Per la legge penale italiana, infatti, attrarre a sé, come avrebbe fatto il santone salentino, persone maggiorenni a scopo conviviale non costituisce reato. La procura di Lecce ha aperto un’inchiesta, i carabinieri delegati hanno ascoltato i testimoni e pare che finora non abbiano ravvisato estremi di reato.

Tanto rumore per nulla, quindi, nonostante le televisioni di tutta Italia si siano catapultate nel luogo di attività del fantomatico santone, per denunciarne violazioni e pericolosità sociale, nessun allarme concreto dimorerebbe tra le mura della misera casa del quarantenne. Il male potrebbe essere altrove.

Il caso Marangon

In questa cornice si inseriscono i curanderos latino-americani, una sorte di versione “aggiornata” degli sciamani che propinano terapie spirituali, sempre più diffuse anche in Italia. Queste figure propongono anche sui social tisane, infusi, ricavati dall’utilizzo di diverse piante amazzoniche in grado di indurre un effetto visionario e – a detta loro – terapeutico, causando pericolose situazioni allucinatorie e di dipendenza.

Proprio l’influenza sciamanica continua ad aleggiare sul caso Marangon, il ragazzo veneto di Marcon, Treviso, il cui corpo è stato ritrovato su un isolotto del fiume Piave, con contusioni e ferite alla testa ed al corpo. Alex, lo ricordiamo, aveva partecipato ad una due giorni di riti sciamanici, “bevendo ayahuasca e sottoponendosi a un’iniezione di veleno di rana amazzonica sapo kambo“. Un quadro investigativo quantomai complesso, aggravato dalla irreperibilità dei due guaritori sudamericani poco dopo la morte dell’adepto. Una verità che, quindi, tarda a raggiungere le stanze della Procura di Treviso, dove la testimonianza dei due curanderos resta allo stato attuale la prova regina per la risoluzione del caso.

Una porta per il maligno

Intanto, la Chiesa sembra essere intransigente. Sulla base dell’esperienza di molti sacerdoti che hanno ricevuto dalla Chiesa il mandato di esorcista, si può affermare che quanti si lasciano trascinare in queste pratiche rivisitate possono correre gravi rischi, dal momento che, entrando in giri esoterici, terapeutici e neopagani, possono esporsi più facilmente all’azione straordinaria del maligno.

E nella schiera degli affiliati al maligno figurano i satanisti. Molti ignorano il fatto che in Italia c’è chi li celebra tanto da averne proclamato la loro unione. L’undici agosto di quest’anno è ricorso il quattordicesimo anniversario dell’Unione Satanisti Italiani (USI), una realtà radicata nel nostro paese ed un progetto fondato da Jennifer “Crepuscolo” Mezzetta. Il sito web conta sugli 8 mila iscritti, il canale YouTube e Instagram sui 15 mila, la pagina Facebook circa 17mila e il profilo Tiktok si aggira sui 100 mila. L’USI negli anni ha sempre preso le distanze dall’Acidismo criminale. Coloro che definiscono “Acidi” sarebbero quegli individui che delinquono in nome del “male”. Per questi individui, satana rappresenta il male e quindi criminalizzano nel suo nome. Si tratta, in parole semplici, del satanismo poco consapevole, utilizzato come una sorta di alibi per mascherare atti criminali. I satanisti acidi sono di solito individui affetti da disturbi di varia natura, spesso psichiatrici. Il loro interesse per l’occulto, nella maggior parte dei casi, non ha nulla a che vedere col reale satanismo. Infatti, il satanismo acido spesso non ha alcuna conoscenza delle reali credenze sataniste, ma gli adepti compiono atti violenti in nome di credenze religiose che quasi non conoscono.

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  • Lucana, classe 78, vive a Potenza, laureata in Giurisprudenza, avvocato e giornalista professionista. Ha maturato numerose collaborazioni giornalistiche, sia per la carta stampata che per la televisione, occupandosi essenzialmente di cronaca nera e giudiziaria. Esperta in giornalismo investigativo e d’inchiesta, ha collaborato alle investigazioni difensive sul crime-case di Elisa Claps.

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