Misteri nel Mediterraneo: fenomeni marini, il Perseus 3 e l’ombra del Bayesian

Scritto da: Federico Carbone
16 Settembre 2025

Il 29 agosto 2025, una flottiglia di imbarcazioni in rotta da Tropea a Stromboli assiste a un fenomeno marino anomalo: l’acqua si abbassa formando un imbuto e ribolle di bollicine, mentre un elicottero militare sorvola la zona senza comunicare. Un evento inquietante che riapre interrogativi sui misteri del Mar Mediterraneo…

Il Tirreno, all’alba, sembra un foglio senza pieghe. La flottiglia partita da Tropea la sera prima scivola verso Stromboli come se il mare fosse un corridoio addomesticato. Mare calmo, pressione alta, vento a tre nodi. Una di quelle notti che i comandanti archiviano in due righe di logbook, dove tutto fila liscio.

Poi il mare cambia. Poco dopo le sette del 29 agosto 2025, davanti all’isola, qualcuno al binocolo nota un’ombra che non è un’ombra. La superficie si abbassa, come tirata da una mano invisibile. Un imbuto rapido, che non è increspatura né onda. L’acqua scende, poi ribolle: miliardi di bolle che si stendono per decine di metri, una marmitta lucida che stride con il cielo terso. È un’anomalia. Qualcosa che non dovrebbe esserci.

La flottiglia e il fenomeno

Non è un gruppo improvvisato. Le barche che compongono la flottiglia sono esperte: alcune con radar, altre con la sola prudenza come strumento. La rotta Tropea–Stromboli è collaudata, percorsa ogni estate. In zona Lipari si uniscono altre imbarcazioni: pluralità di occhi, pluralità di riscontri. Tutti hanno letto lo stesso bollettino: scirocco debole, mare piatto, nessuna instabilità.

Il primo riflesso culturale è nominarlo: tromba d’aria. Ma pressione troppo alta, vento insufficiente, cielo immobile. Il comportamento fisico ricorda di più un degassamento sottomarino. Un bollettino vulcanologico, diffuso tre giorni prima, parlava di attività stromboliana ordinaria, con emissioni gassose di SO₂ e segnali geochimici vivi. Un vulcano tranquillo, ma vivo. Eppure non basta.

L’elicottero

Quando l’acqua torna piatta, compare un elicottero. Scuro. Troppo basso. Passa radente alle vele, gira sulla zona del fenomeno, poi si allarga verso Lipari e Filicudi.

Chi ha visto parla di pattini e quadripala: sagoma di un AB-412. Schede ufficiali lo descrivono come quadripala da sostegno al combattimento, capace di ricognizione, sorveglianza, evacuazione. Ma un video online suggerisce un AW139, oggi HH-139 in Aeronautica. Due letture. Nessuna certezza. Certezza resta il volo: basso, insistito, prolungato. Non curiosità. Interesse.

Le voci da mare e da terra

La flottiglia non riceve comunicazioni. Il radar non restituisce eco anomale. Il VHF resta senza risposta. Il rischio percepito cresce. Alla fine, la decisione: allontanarsi. A Lipari altri raccontano fenomeni simili nelle stesse ore. Altri sorvoli. Altri video. Le foto fissano l’elicottero. Le discussioni rimbalzano in rete.

Fra le voci che affrontano pubblicamente il caso c’è l’ingegnere Ugo Notaro. Nei suoi video mette in fila cronologia, fenomenologia e ipotesi. Parla di dinamiche compatibili con degassamenti, ma non esclude scenari tecnici più complessi. Le sue ricostruzioni entrano nel dossier collettivo.

Riscontri altrove

Nei giorni successivi, in Calabria, sopra Soverato, appaiono aerei ed elicotteri con traiettorie insolite. Fra questi i turboelica Dornier 328, macchine da sorveglianza. Volano zigzagando, insistendo sulle stesse coordinate. Come se cercassero, o seguissero, qualcosa.

Il 2 settembre, due aerei israeliani vengono ripresi in rotta verso Sigonella. Tracciati compatibili con missioni di ricognizione sul Mar Ionio e sulle Eolie. Se Stromboli parlava col mare, qualcuno ascoltava dall’alto. Intanto, davanti a Malta, navi e sottomarini russi vengono segnalati in attesa, monitorati da unità NATO. Il Mediterraneo centrale come campo di sorveglianza reciproca.

Il Perseus 3

Particolarmente inquietante è la presenza, nelle stesse acque, del Perseus 3. Un superyacht di 58 metri, costruito dallo stesso cantiere del Bayesian, con caratteristiche tecniche simili e un albero in carbonio che supera i 70 metri. Costruito nel 2015 dal Cantiere Perini Navi di Viareggio è molto simile al Bayesian, quest’ultimo affondato un anno fa. E proprio nei giorni del ribollio Stromboli, il Perseus 3 è segnalato in navigazione verso le Eolie. Coincidenza? O un nuovo capitolo di una geometria che sembra ripetersi?

Ipotesi investigative

Tre le ipotesi che emergono.

  1. Fenomeni vulcanici sottomarini.
    L’area delle Eolie è laboratorio vulcanico a cielo aperto e a mare aperto. Sotto il livello del mare, il 95% della massa dello Stromboli, e intorno i vulcani sommersi come Marsili, Magnaghi, Vavilov. Emissioni di gas dal fondale, sismicità diffusa, attività termica elevata nell’agosto 2025. Tutto compatibile con un boil.
  2. Intervento militare di monitoraggio.
    L’elicottero militare potrebbe essere intervenuto per controllare fenomeni anomali, verificare rischi per la navigazione, esercitare sorveglianza su un’area strategica, rispondere a segnalazioni di attività sospette. Una presenza funzionale, ma non dichiarata.
  3. Operazioni coperte.
    La convergenza di elementi solleva interrogativi su possibili manovre di intelligence. Operazioni interforze, test di tecnologie avanzate, pattugliamento legato alla sicurezza nazionale, o controllo di movimenti navali sospetti. Scenari che non hanno comunicazione pubblica, ma che lasciano segni visibili a chi passa per caso.

Il rischio civile e la gestione opaca

In tutto questo, il problema resta sempre lo stesso: i civili. La flottiglia di Tropea non aveva strumenti per decifrare quello che vedeva. Nessuna comunicazione ufficiale. Nessun avviso di rischio. Solo un elicottero che passava a filo d’albero e un boil che ribolliva senza spiegazione.

La gestione appare opaca. Le autorità tacciono, i media preferiscono inseguire storie spettacolari ma senza sostanza. L’attenzione si sposta altrove. E la domanda resta sospesa: che cosa stava accadendo davvero in quel tratto di Tirreno?

Il precedente: Bayesian, un relitto che parla

Il ricordo corre a Porticello. La notte tra il 18 e il 19 agosto 2024, lo yacht Bayesian affonda durante una tempesta violenta. Al timone di quella tragedia non c’è solo il mare, ma una catena di decisioni, omissioni, tempi che non coincidono.

Il marinaio di guardia, l’inglese Matthew Griffiths, racconta agli inquirenti: “Per tutta la notte ho visto che la tempesta stava arrivando verso di noi. Era l’una. Non ho fatto troppa attenzione alla pressione barometrica. Fino alle quattro non mi ero preoccupato”. Aggiunge: “Per me la barca è come una bimba. È molto triste vedere come è andata. Potevo svegliare prima il comandante e chiudere i portelli di prua, ma non credo che la barca poteva salvarsi”.

La sua ricostruzione segna un orario preciso: alle 4.10 sveglia il comandante, James Cutfield. La barca, dice, stava arando per il vento forte, i punti sul display elettronico arretravano, il veliero girava su se stesso. Ma le carte ufficiali raccontano altro: il messaggio di affondamento, trasmesso da un GPS, parte alle 4.06 e arriva alla guardia costiera di Bari. Secondo i sopravvissuti, l’imbarcazione affonda alle 4.24. Un margine di minuti che non torna. Una discrepanza che lascia crepe nella cronologia.

Quella notte morirono sette persone. Il proprietario, il magnate tecnologico Mike Lynch, la figlia Hannah, l’avvocato americano Chris Morvillo con la moglie Neda, il presidente della Morgan Stanley International Jonathan Bloomer con la moglie Judith, e il cuoco di bordo Recaldo Thomas.

Indagati, oltre a Griffiths, sono proprio Cutfield e il responsabile della sala macchine, Tim Parker Eaton. Una catena di comando sotto inchiesta, mentre il relitto viene recuperato solo un anno dopo, sollevato dalle acque e riportato a Termini Imerese. Il Bayesian, con il suo albero di 72 metri, è rimasto per mesi una ferita sul fondale. E ancora oggi continua a parlare, nonostante il silenzio delle autorità e i buchi nelle ricostruzioni ufficiali. È il paradigma: un naufragio che sembra naturale, ma che nella sua cronologia mostra scarti, silenzi e responsabilità non del tutto chiarite.

Un anno prima ancora, maggio 2023. Il naufragio del Lago Maggiore. All’inizio “festa privata”. Poi, mesi dopo, la conferma: attività congiunta, servizi collegati esteri, Italia e Israele. Una tragedia trasformata in lezione sulla zona grigia.

La geometria

Tre episodi. Bayesian, Lago Maggiore, Stromboli. Non identici nei dettagli, ma nella struttura. Evento fisico anomalo. Asset statale a bassa quota. Comunicazione insufficiente. Non è un mosaico perfetto. È una geometria che inquieta.

Il Mediterraneo a strati

Il Mediterraneo è tornato teatro. Sotto i vulcani, i canyon, i cavi. Sopra le rotte civili e le operazioni che non amano rumore. Il cittadino vede mistero, dove spesso c’è metodo. Ma quando il metodo tocca la sicurezza, servono parole. Se un elicottero passa a filo d’albero sopra un dieci metri, lo Stato dovrebbe dirne una sola: non siete in pericolo, ma liberate la zona.

Il Bayesian ha ricordato che il mare può essere più forte dell’ingegno umano. Stromboli chiede di essere più chiara dell’abitudine. È così che la zona grigia diventa zona sicura.

Articoli collegati
↪ Bayesian: gli hard disk “top secret” che fanno gola a cina e russia
↪ Naufragio Bayesian: intrighi criminologici e cyber intelligence
↪ Il Bayesian e le casseforti del silenzio
↪ Bayesian: Segreti, Spie e la morte di un Genio
↪ Naufragio Bayesian: il mistero del telo rosso
↪ Bayesian: analisi di un disastro
↪ Bayesian maskirovka: l’affondamento che non convince
↪ Un anno dopo il Bayesian: cronaca di una tragedia tra realtà e cospirazioni
↪ Procura e Guardia Costiera: le indagini sul naufragio del Bayesian

©Riproduzione riservata

sostienici!

Con il tuo sostegno possiamo realizzare nuove inchieste, approfondimenti, eventi e garantirti un canale di informazione libero e indipendente.

sostienici ora!

Con il tuo sostegno possiamo realizzare nuove inchieste, approfondimenti, eventi e garantirti un canale di informazione libero e indipendente.

Autore

Autore

  • Criminologo esperto in scienze forensi, criminologia investigativa e criminal profiling, pedagogia giuridica, psicopedagogia forense e valutazione della pericolosità sociale, scienze penalistiche, educatore socio-pedagogico e giornalista pubblicista, direttore di comunità.Profondo conoscitore delle trame italiane del periodo che va dalla fine degli anni Ottanta alla metà degli anni Novanta.Consulente della famiglia Mandolini.

condividi

tag dell’articolo

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *