Il 19 agosto 2024, il superyacht Bayesian affonda al largo di Palermo, causando la morte di sette persone, tra cui l’imprenditore britannico Mike Lynch e sua figlia. L’indagine della Procura si concentra su una possibile anomalia: un telo rosso che, durante la notte dell’incidente, copriva la visuale di una telecamera di sicurezza su una zona cruciale della barca…

Il “Bayesian”, lo yacht a vela di 56 metri affondato al largo di Palermo.
La Procura di Termini Imerese apre un fascicolo. Naufragio e omicidio colposo plurimo. Sotto la lente, il comportamento dell’equipaggio, le manovre di bordo, le tempistiche. Eppure, analizzando il materiale fotografico finora disponibile, emerge un elemento inatteso. Un’anomalia, dicono. Un dettaglio, forse. Ma che si trasforma in interrogativo: un telo rosso. La circostanza è segnalata, con discrezione, in un’analisi tecnica. Un’analisi integrata – ed è questo il punto cruciale – dalle osservazioni di una fonte confidenziale, che conosce bene la documentazione tecnica del relitto. Una voce esperta, fuori dal coro. E che, proprio per questo, accende una nuova luce su una parte della barca apparentemente secondaria. Ma non lo è.
Il Telo Rosso
Il telo rosso – così viene definito nei documenti – risultava posizionato sopra l’accesso tra l’Area Soggiorno e il Garage. Una zona chiave. Il Bayesian presenta una conformazione particolare: l’Area Soggiorno è collocata sotto il livello del Ponte di Coperta, accessibile tramite una scala che si apre nel pozzetto esterno.

Questo accesso è servito da un Portello-Scala, che consente il transito verso il Garage, documentato in dettaglio nella foto seguente.

Ed è proprio in questo punto che si concentra l’attenzione. L’intera zona – quarto sinistro della poppa – è normalmente sorvegliata da una telecamera di bordo. Le immagini diurne mostrano chiaramente la visibilità garantita da tale dispositivo.

Ma nella notte del 19 agosto, alle ore 3:50, le registrazioni mostrano qualcosa di diverso: la zona appare coperta. Un tendalino, di colore rosso, risulta posizionato esattamente davanti alla visuale della telecamera.

Non è un telo che vi si trova per caso. Di giorno è chiuso. Quella notte no. Quella notte è lì. E copre l’unico accesso che collega due aree sensibili della barca. La fonte confidenziale che ha esaminato il materiale tecnico lo definisce “un posizionamento non ordinario, non coerente con le procedure di bordo standard”.
In parole povere: fuori posto. E proprio per questo, inquietante. Perché dal Garage si accede direttamente alla Sala Macchine. Lì si trovano le valvole principali, comprese quelle delle pompe antincendio e dei circuiti di raffreddamento dei motori MTU. Valvole che – se manovrate impropriamente – possono invertire il flusso e consentire l’ingresso incontrollato di acqua a bordo. È una possibilità. Tecnica. Registrata nei manuali. E compatibile con la dinamica dell’affondamento.
C’è di più. Dal Garage è possibile comandare l’apertura del portellone esterno. E intervenire, se necessario, per richiuderlo utilizzando i perni di sicurezza. Una chiusura apparente, di facciata. Visibile, ma non efficace. Anche questo è un fatto. Meccanico, verificabile. E che si inserisce in un quadro ancora pieno di lacune.
Visibilità Oscurata
L’insieme degli elementi non consente, al momento, di trarre conclusioni definitive. Ma alimenta, con forza, una domanda sottile: perché in un punto tanto cruciale – di notte – la visibilità era oscurata? La Procura mantiene il massimo riserbo. Non trapelano nomi. Nessuna indicazione sugli eventuali responsabili della gestione della zona in quelle ore. Ma il telo rosso – quel dettaglio silenzioso – resta lì. Sospeso tra le immagini e le ipotesi.
Nel frattempo, i consulenti forensi nominati dalla magistratura stanno completando l’analisi integrale del relitto, recuperato dal fondale. Ogni parte viene esaminata. Ogni comando testato. Ogni ipotesi verificata. Nella speranza che dalle lamiere sommerse possa emergere una verità meno sfocata. Gli avvocati delle famiglie delle vittime chiedono trasparenza. E pretendono che ogni elemento raccolto venga condiviso. Anche quelli che, a prima vista, sembrano insignificanti. Perché, in fondo, in ogni naufragio c’è sempre qualcosa che non affonda.
E stavolta quel qualcosa è un telo. Rosso. Appeso nel punto sbagliato. Nel momento sbagliato.




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