Un “giallo” durato poche ore, quello nella nota località sul litorale romano: Stefania, 58 anni, è stata massacrata con 18 coltellate. Inizialmente si pensava al furto finito male, ma erano troppi gli elementi che facevano pensare alla messinscena. Da ieri notte è stata fermata la compagna del figlio, una donna di 30 anni accusata di omicidio volontario.

I Carabinieri duori dell’abitazione in cui è avvenuto il delitto.
Sin da subito erano state notate delle grosse anomalie: un semplice furto, solitamente, anche quando la situazione degenera, non porta al massacro. E 18 coltellate, di cui una sferrata alla gola, sono un massacro. Il corpo di Stefania, poi, era steso sul letto e coperto dai cuscini, come se l’assassino avesse voluto nascondere ciò che aveva appena fatto, in un rigurgito di coscienza. E poi nessuna effrazione, il portafoglio ritrovato a terra, in bella vista, e l’automobile della vittima, rinvenuta a poca distanza da casa, infilata dentro un fosso non per un incidente, ma con una manovra studiata. Insomma, la messinscena è stata evidente sin da subito.
Un giallo durato poche ore
Il “giallo” di Fregene, dove una donna di 58 anni è stata rinvenuta la mattina del 15 maggio uccisa dentro la sua casa, sembra essersi risolto nel giro di poche ore. Naturalmente vale la presunzione di innocenza fino a quando non vi sia prova di colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio, ma i carabinieri del nucleo investigativo di Ostia e la pm di Civitavecchia sembrano non avere dubbi, e G.C., donna di appena 30 anni, è in stato di fermo e stamattina è stata portata al carcere di Civitavecchia per la convalida.

Il profilo Facebook della persona indagata.
Incalzata per tutta la nottata, non ha confessato nulla, ma gli elementi a suo carico sembrerebbero importanti. G.C. è la compagna del figlio della donna massacrata e nella mattinata di ieri si aggirava sul marciapiedi di via Santa Teresa di Gallura, a Fregene, protetta da un cordone di carabinieri. Da sola, camminando avanti e indietro, a un certo punto è scoppiata a piangere ed è stata portata via. Il suo nome è cominciato a circolare nella tarda serata e, sebbene non sia ancora chiaro il movente dell’omicidio, né – lo ripetiamo – la sua colpevolezza, i social network offrono uno spaccato piuttosto nitido di un malessere che evidentemente covava da tempo.
Lo specchio del disagio
Come dimostrano alcuni screenshot, G.C. era molto attiva su Facebook, in particolare su alcune pagine di annunci per affitti nel Comune di Fiumicino. Grazie al social network, è possibile ricostruire un quadro piuttosto dettagliato della vita privata della giovane donna. Per esempio, sappiamo che al momento era senza lavoro e che la relazione con il figlio della vittima era cominciata da nemmeno due anni. Eppure, già dopo 4 mesi, il 19 dicembre 2023, troviamo questo annuncio:

Evidentemente, però, la situazione non migliora. Sappiamo che la giovane coppia divideva da poco tempo una porzione del villino divenuto scena del crimine con la donna uccisa. Una soluzione provvisoria, dal momento che G.C. continua a cercare un’alternativa. Nel 2025 sono diversi gli annunci che abbiamo rintracciato. Uno del 5 febbraio:

E altri due di pochi giorni precedenti al delitto:


Quel “siamo in una situazione tragica” trasmette un senso di urgenza che, alla luce di quanto accaduto, può assumere un significato inquietante. Ma al di là delle suggestioni, starà ora agli investigatori chiarire come siano andate le cose e sfatare il dubbio – circolato nella giornata di ieri e alimentato da qualche media – che sul litorale romano sia in circolazione un killer brutale.
La dichiarazione dell’avvocato Massimiliano Gabrielli
Intanto, il figlio della vittima, F.V., viene assistito dall’avvocato Massimiliano Gabrielli, che in una nota diffusa per i media ha detto: “Si tratta di un omicidio brutale, avvenuto nel sonno e con premeditazione, escludiamo l’ipotesi di furto in casa”.




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