Berlusconi Market: ascesa e caduta di un imperatore del Dark Web

Scritto da: Manuele Avilloni

Cosa si può trovare in un black market nel dark web? Semplice, droga, documenti falsi ma anche software malevoli e dati di utenti. Tutti questi servizi sono recensiti dagli utenti e i venditori sono soggetti a rating. Stiamo parlando del Berlusconi Market il black market tutto made in Italy smantellato con l’operazione “Darknet Diablerie”, operazione congiunta tra Europol, FBI e la nostra Polizia Postale.

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Quella che stiamo per raccontarvi è una storia made in Italy di cui però c’è poco di cui essere fieri. Vi stiamo per raccontare una delle operazioni cyber più significative in Italia. Le indagini svolte dietro lo schermo che hanno portato allo smantellamento di uno dei più grandi black market del Dark Web esistito in Italia: il Berlusconi Market (e no non ha nulla a che vedere con l’ex Presidente del Consiglio).

Partiamo però dal principio, sapete di cosa si parla quando si cita il Dark web? Se non sapete di cosa stiamo parlando è assolutamente normale poiché la maggioranza degli utenti per la navigazione internet utilizza Google e pochi altri browser. Il Dark Web è la zona meno nota del web, se volessimo identificarla con una metafora sarebbe la parte sommersa di un iceberg, la parte più grande e meno conosciuta.

Per navigarlo bisogna innanzitutto avere bene in mente cosa si sta cercando e dove trovarlo, nonché possedere alcuni strumenti che garantiscono (ma non sempre) l’anonimato. La navigazione in anonimato convince tanti criminali di potersi muovere senza essere scoperti e negli anni molte delle attività illecite sono transitate sul web. Ma nei mari dove ci sono criminali da pescare ci sono anche molti agenti sotto copertura delle polizie postali di tutto il mondo.

Berlusconi Market: lo shop criminale italiano

Siamo nell’era digitale e il mercato nero ha trovato una nuova dimora: il Dark Web. Tra i numerosi mercati che proliferano in questa zona oscura della rete, uno in particolare ha catturato l’attenzione delle autorità internazionali: il Berlusconi Market ed è tutto made in Italy. Con nome volutamente provocatorio associato all’ex premier italiano, questo black market rappresenta uno dei casi più eclatanti di commercio illegale online.

Il Berlusconi Market è emerso nel panorama del Dark Web intorno al 2018. Ha rapidamente guadagnato popolarità grazie alla sua vastissima offerta di prodotti illegali, dalle droghe a documenti falsi, ma anche software malevoli e dati rubati. Anche il nome scelto, non possiamo negarlo, rappresenta un modo per espandere la sua popolarità e suscitare un senso di ribellione.

Ma come ci si connetteva al black market? Come molti altri mercati illeciti del Dark Web, il Berlusconi Market era accessibile solo tramite Tor, un software che permette di navigare in modo anonimo. La piattaforma era progettata per garantire la massima sicurezza e privacy agli utenti. Le transazioni avvenivano principalmente in criptovalute, con Bitcoin ed Ethereum come valute preferite. Un vero e proprio e-commerce, dotato di recensioni degli utenti, un rating dei venditori e un sistema di escrow (depositi di garanzia) per garantire che le transazioni fossero completate correttamente.

Tor è un browser internet che permette di navigare nel web in modo anonimo consentendo anche l’accesso al Dark Web.

Il Fondatore

Ma chi era il fondatore del famigerato Berlusconi Market? Il fondatore era noto in rete con il soprannome di “Vladimiro”. Un individuo astuto e con una profonda conoscenza del mondo cybercriminale. Il suo nome emergerà con l’operazione di polizia “Operation Darknet Diablerie”. Le indagini hanno permesso di identificare “Vladimiro” in un cittadino italiano, Luca Lubrano Lavadera nato e cresciuto in una piccola città del sud Italia. Lavadera aveva sviluppato un precoce interesse per l’informatica e la programmazione e dopo aver abbandonato gli studi universitari, si era immerso nel mondo dell’hacking e del cybercrime, costruendo una rete di contatti nel Dark Web.

Ma cosa spinse Lavadera a creare uno dei più ricercati black market della rete? Stando alle indagini le motivazioni erano complesse. Da un lato vi era sicuramente l’aspetto finanziario, il Berlusconi Market generava milioni di euro in commissioni e transazioni. Dall’altro un’ideologia anarchica, un rifiuto delle leggi e delle autorità, quest’ultime percepite come oppressive. “Vladimiro” ha creato così uno spazio economico sotterraneo nel quale l’illegalità poteva circolare libera dalle regole imposte dagli stati e dalle corporazioni.

Le indagini informatiche e lo smantellamento del market

La popolarità del black market lo porta ad essere una delle piazze più monitorate dalle polizie internazionali. L’operazione di polizia “Operation Darknet Diablerie”, che ha portato alla caduta del Berlusconi Market, ha richiesto mesi di intense indagini da parte di diverse agenzie di polizia internazionale, tra cui l’Europol, l’FBI e la nostra Polizia Postale. Le autorità erano da tempo sulle tracce di “Vladimiro”, ma identificarlo e localizzarlo fu un’impresa tutt’altro che facile. A complicare la situazione la natura stessa della struttura che riguarda diverse giurisdizioni. Le autorità hanno impiegato avanzate tecnologie di tracciamento delle criptovalute, oltre che una meticolosa analisi dei dati.

Durante l’operazione, sono stati arrestati tre amministratori del mercato, conosciuti con i soprannomi “VladimirPutin” e “EmmanuelMacron”, e sono stati sequestrati significativi quantitativi di droga, tra cui cocaina, ketamina e MDMA, oltre a pasticche di ecstasy e francobolli impregnati di LSD. Dopo mesi di sorveglianza e raccolta di prove, le autorità italiane hanno lanciato, nel giugno del 2020, un raid coordinato contro Luca Lubrano Lavadera. L’operazione, denominata “Darknet Diablerie”, ha coinvolto decine di agenti e ha portato all’arresto di Lavadera nella sua abitazione, dove sono stati trovati computer, server e una grande quantità di criptovalute. Dopo l’arresto di Lavadera il Berlusconi Market è stato rapidamente smantellato dalle autorità.

Dopo lo smantellamento del Berlusconi Market il mondo del Darkweb era in fermento. Non sono molti i market place attivi e molti utenti migrarono su altre “piattaforme”. Così come a migrare sono gli utenti, sono tantissimi i venditori che hanno fretta di piazzare le loro merci. Insomma, il Dark Web continuerà a essere un campo di battaglia tra cybercriminali e forze dell’ordine. Con l’evoluzione della tecnologia sono emerse e continuano ad emergere nuove forme di crimine digitale.

Armi in vendita sul Berlusconi Market nel Dark Web.

La detenzione

Dopo l’arresto Lavadera è stato accusato di diversi reati, tra cui associazione a delinquere, traffico di stupefacenti, frode informatica e riciclaggio di denaro. Il processo ha attirato molta attenzione proprio per il profilo enigmatico di Lavadera. Dopo un processo durato diversi mesi, Luca Lubrano Lavadera è stato condannato, nel dicembre 2021, a 15 anni di reclusione che attualmente sta scontando in un carcere di massima sicurezza in Italia. Proprio per le sue abilità di informatico, la sua detenzione è monitorata da vicino. Nonostante le restrizioni, Lavadera continua a mantenere un atteggiamento enigmatico.

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  • Manuele Avilloni

    Nasce in provincia di Frosinone nel 1989. Laureato in Scienze Politiche, ha successivamente intrapreso gli studi in Relazioni Internazionali presso l’università di Torino. La passione per l’informazione, le dinamiche sociali e le materie forensi lo hanno avvicinato al mondo del giornalismo. Nel 2022 ha partecipato al corso di giornalismo di reportage della Newsroom Academy con Daniele Bellocchio. Il suo reportage sul cyberbullismo è tra i vincitori del corso. Successivamente ha seguito il corso di giornalismo investigativo con Gianluca Zanella ed ha iniziato a collaborare con InsideOver e ilGiornale.it

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