La Corte d’Assise ha respinto tutte le eccezioni della difesa di Louis Dassilva, imputato per l’omicidio di Pierina Paganelli, la donna trovata senza vita nel garage del suo condominio a Rimini il 3 ottobre 2023. Confermati incidente probatorio e intercettazioni, ammessi i testimoni dell’accusa. Prime udienze il 10 e 17 novembre. La Corte si riserva sul confronto con la testimone chiave Manuela Bianchi, unico elemento forte dell’accusa. Nell’articolo gli ultimi aggiornamenti sul processo…

Louis Dassilva, 35 anni, in tribunale per la seconda udienza del processo che lo vede imputato per l’omicidio di Pierina Paganelli.
La ripresa del processo
Dopo oltre un mese dalla prima udienza, il 20 ottobre è ripreso il processo per l’omicidio di Pierina Paganelli, la donna trovata senza vita nel garage del suo condominio in via del Ciclamino, a Rimini, il 3 ottobre 2023. Sul banco degli imputati siede il metalmeccanico senegalese Louis Dassilva, unico accusato del delitto.
Tutte respinte le eccezioni della difesa
In apertura d’udienza, la Corte d’Assise si è espressa sulle quattro questioni preliminari sollevate nella scorsa udienza dai difensori dell’imputato, rigettandole integralmente.
Le eccezioni chiedevano:
la nullità dell’incidente probatorio di Manuela Bianchi;
la nullità del decreto che dispone il giudizio perché non sarebbero state fornite alla difesa alcune intercettazioni;
la nullità delle aggravanti così come formulate dall’accusa;
la tardività delle autorizzazioni relative alle intercettazioni ambientali nella sala d’aspetto della questura di Rimini.
Tali registrazioni contengono i dialoghi tra l’ex amante dell’imputato, Manuela Bianchi, e lo stesso Dassilva.
Ammessi testimoni e fissate le prossime udienze
La Corte ha quindi proceduto con l’ammissione della lista dei testimoni e la fissazione del calendario delle udienze.
Saranno sentiti sette agenti della squadra mobile intervenuti sul luogo del delitto il 4 ottobre 2023, oltre a tutti i consulenti della difesa e ai testimoni indicati dalle parti civili, rappresentate dagli avvocati Monica e Marco Lunedei e Andrea Scifo.
Tra i nomi ammessi figurano anche Valeria Bartolucci, moglie dell’imputato, Loris Bianchi, fratello di Manuela, e la nipote di Pierina, figlia di Manuela e Giuliano Saponi.
Le prossime udienze sono fissate per il 10 e 17 novembre, e per il 1° e 15 dicembre. Il 10 novembre verranno ascoltati i figli della vittima: Chiara, Giacomo e Giuliano Saponi.
Il nodo del confronto con Manuela Bianchi
Per quanto riguarda il faccia a faccia tra l’imputato e la sua ex amante Manuela Bianchi, che allo stato rappresenta l’unico appiglio trovato dalla procura per incastrare il senegalese, la presidente Fiorella Casadei ha dichiarato che la Corte si riserva la decisione in merito all’eventuale audizione della presunta testimone chiave e al confronto con il Dassilva.
Un imputato ancora in carcere nonostante il crollo delle prove
D’altro canto, quest’ultimo si trova in carcere dal 16 luglio del 2024, malgrado siano cadute tutte le cosiddette prove regine che lo avrebbero inchiodato, e senza il tardivo cambio di versione della Bianchi, avvenuto a quasi un anno e mezzo del delitto, è ragionevole pensare che l’imputato non sarebbe andato a processo.
Il peso dei media e il principio di garanzia
Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un caso giudiziario, in cui la pressione dei media, unita al colpevolismo pregiudiziale dei familiari della vittima, sembra giocare un ruolo determinante. In questo senso, buona parte dell’informazione abdica al suo ruolo, che nella fattispecie dovrebbe essere quello di fare le pulci a chi esercita per conto dello Stato l’accusa, evitando con cura di porre a chi di dovere la seguente domanda: è concepibile in un sistema che si dichiara garantista tenere dietro le sbarre una persona sulla base di una sola e controversa testimonianza, insieme ad un lungo elenco di pseudo indizi che, in contrasto con il nostro ordinamento penale, sono tutti letti in sfavore dell’imputato?




0 commenti