Il santone di Gibilmanna e le derive settarie in Sicilia

Scritto da: Carolina Del Vecchio
10 Aprile 2026

Comunità isolate nei boschi, rituali di controllo e derive mistiche: tra suggestione, pseudo-religione e occultismo, la Sicilia continua ad attrarre gruppi che con la spiritualità hanno poco a che fare e molto con la manipolazione. Dal “santone” di Gibilmanna ai casi più estremi, emerge una linea sottile tra fede e dominio…

Il “Santone” Shanti Mark Ravikiran Koppikar.

A pochi chilometri da Cefalù, in provincia di Palermo, è stato arrestato Shanti Mark Ravikiran Koppikar, 59 anni, di origini tedesco-indiane. Il provvedimento è stato convalidato dal GIP su richiesta della Procura di Termini Imerese, che ha coordinato le indagini insieme alla Procura per i minorenni e alla Polizia di Stato. L’inchiesta è nata grazie alla segnalazione del nonno di uno dei minori coinvolti. Le accuse nei confronti di Koppikar — conosciuto come “il santone Shanti” — sono di maltrattamenti in famiglia aggravati dalla minore età delle vittime.

Chi è Shanti Mark Ravikiran Koppikar

Koppikar, noto fra i suoi seguaci come “Shanti” (“pace”, in sanscrito), è nato in Germania nel 1967 e cresciuto in un
ambiente cristiano. Laureato in psicologia, si è poi avvicinato alla filosofia non dualista dell’induismo, incentrata sull’identità tra l’anima individuale e la realtà ultima. Negli anni ha fondato un circuito internazionale di satsang — incontri spirituali finalizzati alla ricerca del “vero sé” —, diffusi anche online attraverso piattaforme social. Sebbene predicasse semplicità e distacco dai beni materiali, conduceva una vita agiata, soggiornando in ville lussuose e spostandosi tra Palermo, Vienna e Dubai, dove teneva conferenze e raccoglieva donazioni consistenti.

La comunità nel bosco di Gibilmanna

Nel cuore dei boschi di Gibilmanna, Koppikar aveva radunato una comunità di circa 15 persone, tra cui due bambini di 7 e
11 anni. Il gruppo viveva in un casolare abbandonato senza luce elettrica, acqua corrente né strumenti di comunicazione.
Durante l’operazione di polizia, i due minori sono stati allontanati d’urgenza e affidati ai nonni. Le condizioni dei piccoli sono state definite dagli inquirenti “di grave pregiudizio”. Con loro si trovava anche la madre, unica italiana del gruppo, originaria della zona e figlia di imprenditori locali. Anche lei è indagata per maltrattamenti, ma non sottoposta a misure cautelari.

Le condotte contestate riguardano la mancanza di scolarizzazione, assenza di vaccinazioni, condizioni igieniche e alimentari precarie e la partecipazione a pratiche di controllo collettivo.

Le “ronde notturne”

Tra gli episodi più inquietanti emersi dall’indagine figurano le cosiddette “ronde notturne”: i bambini, secondo gli
inquirenti, venivano costretti a sorvegliare il casolare durante la notte, con una torcia fissata sulla fronte, dormendo di giorno e svolgendo il ruolo di “guardiani”. Dovevano avvisare immediatamente gli adulti in caso di presenze estranee. Per gli investigatori, tali condotte costituivano un mezzo di condizionamento e di controllo psicologico, configurando il reato di maltrattamenti su minori ai sensi dell’art. 572 del codice penale.

La lunga epidemia delle pseudo-sette

Senza allontanarci troppo e restando sul tema delle derive pseudo-religiose in Sicilia, si registrano novità anche sul fronte della strage di Altavilla Milicia. La Corte d’appello per i minorenni di Palermo ha recentemente assolto la figlia minore di Giovanni Barreca, imputata per omicidio e soppressione di cadavere, ritenendola temporaneamente incapace di intendere e di volere al momento dei fatti. Prosegue invece davanti alla Corte d’Assise di Palermo il processo a carico di Giovanni Barreca, Sabrina Fina e Massimo Carandente, accusati di triplice omicidio aggravato e soppressione di cadavere.

Gli inquirenti cercano di chiarire il ruolo del “gruppo di preghiera” guidato da Fina e Carandente, che avrebbe alimentato nei partecipanti un delirio mistico e la convinzione che familiari e figli fossero “posseduti dal demonio”.

Una terra di spiritualità e ombre

La Sicilia nasconde da decenni un fitto tessuto di sette, gruppi esoterici e comunità pseudo-spirituali, spesso attivi
nei territori più isolati. In questi contesti si ripetono dinamiche di manipolazione, violenza psicologica e controllo, giustificate dalla pretesa di “purificare” o “liberare” dal maligno. Proprio a Cefalù, negli anni ’20, sorse l’Abbazia di
Thélema — oggi Villa Santa Barbara —, fondata dall’occultista inglese Aleister Crowley. Lì si praticavano rituali magici e
cerimonie esoteriche legate alla liberazione degli istinti e al rifiuto della morale tradizionale. Oggi l’edificio è in rovina, ma resta un simbolo della presenza storica di culti alternativi e comunità iniziatiche nella zona, dove spiritualità e isolamento possono a volte intrecciarsi in forme pericolosamente patologiche.

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  • Nasce e vive a Bologna dove ha conseguito la laurea in Giurisprudenza. Iscritta all’ordine degli avvocati di Bologna come praticante consegue un master in Criminologia e Scienze Investigative. Segue con passione ed attenzione fatti di cronaca nera con particolare interesse per il fenomeno delle sette e le sue implicazioni giuridiche e sociali.

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